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Mistretta Roberto - Il canto dell'upupa | A Saverio Bonanno, maresciallo dell'Arma, da un po' di tempo l'oroscopo dice male. Come quella tosse catramosa che gli squassa il petto e il fatto che la sua dieta non contempli le brioche. Poi c'è l'immagine di quel povero cristo trovato con il cranio spaccato e gli occhi al cielo che non lo fa dormire di notte. Eppure a Villabosco, paese nelle radici più profonde della Sicilia, ai morti ammazzati ci si è fatti il callo. Un uomo buono, dicono del morto. Un uomo semplice. Voleva bene ai bambini, sussurrano. Soprattutto allo scricciolo con gli occhi tristi che parla con gli angeli e ama tanto i videogiochi. Bonanno studia, osserva, fiuta. E il marcio comincia ad affiorare. C'è anche un orco di nome Salomone che inonda la Rete di farneticanti messaggi, mentre un pappone di mezza tacca viene pestato a sangue per una tratta di prostitute. Le indagini volano, si sfaldano, e si ricompongono. Nomi eccellenti saltano fuori, gente importante, di spicco. Intoccabile. Il maresciallo Bonanno chiama i suoi a raccolta, la posta in gioco stavolta è grossa. Il dolore lo prende, lo stringe alle tempie. Lui è fatto così, troppo sensibile per essere uno sbirro. Ma gli eventi lo risucchieranno in quegli abissi dell'anima dove si annidano le voglie e i desideri più turpi, dove i colpevoli si mischiano a chi colpe non ne ha, dove un uomo non vorrebbe mai posare lo sguardo.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.88 / 5Fabio De Rosa (13-04-2012) Ottimo, un capolavoro del genere "noir", condito dalla simpatia del protagonista Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto robpiano@libero.it (18-10-2009) Consigliatissimo! Un bel libro che si legge tutto d'un fiato. Tra l'altro, e lo dico con un po' di risentimento nei confronti degli editori italiani, Mistretta e' molto conosciuto e pubblicato in Germania, infatti le avventure di Bonanno sono gia' alla quinta storia e la sesta e' di imminente pubblicazione. E qui in Italia siamo alla terza! Mah... Leggete anche "Sordide note infernali", non ve ne pentirete! Roberto - Asti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annalisa annali.68@libero.it (25-05-2009) Mi è piaciuto molto e lo consiglio. Non riesco a leggere Camilleri ma "questo carabiniere siciliano" mi ha catturato. La storia è trattata con delicatezza e originalità. La trama si arriccisce pagina dopo pagina. alcuni passaggi, alcune espressioni puntuali e precise sono delle vere e proprie perle.
Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (11-09-2008) “Il canto dell’upupa” è un noir suggestivo, denso e meditativo, disseminato qua e là da qualche punta di lirismo ed infestato dai miasmi graveolenti del putridume umano. Roberto Mistretta riesce infatti a coniugare, con apparente naturalezza, la semplicità di un’affabulazione sobria ed avvincente, asciutta ed appassionata portandoci negli sprofondi di un’umanità popolata da delinquenti di bassa lega, prostitute, uomini senza scrupoli, in cui si ordiscono trame occulte ed orge in cui sono coinvolti minori. Seguendo un modo tradizionale d’intendere il romanzo d’investigazione, egli punta forte sulla figura del commissario. Saverio Bonanno è una figura anticonformista, ben lontana dallo stereotipo dell’eroe, perennemente immusonito ed affetto da una fastidiosa tosse catarrosa provocata dal largo consumo di sigarette. Da quando la moglie lo ha abbandonato per seguire le peripezie di un artista circense, abita insieme con la figlia Vanessa ed un cucciolo di setter a casa della madre Alfonsina. Questo tradimento lo ha segnato per sempre, ma lo ha reso anche pietoso verso gli esemplari di una criminalità pittoresca ed umana.
Il tempo in cui è ambientata la storia e lo scenario che fa da quinta alle indagini si sovrappongono l’uno all’altro costruendo, con circospetta lentezza, il paesaggio malinconico di un mondo i cui mali non sono taciuti né edulcorati, ma scritti con leggerezza ed ironia beffarda, capaci talvolta di spezzare la tensione e di regalarci perfino una risata. Roberto Mistretta si rivela uno degli scrittori più interessanti della nuova scena italiana, imprevedibile, acuto, sensibile al richiamo dei temi sociali e di grande godibilità letteraria. Il suo libro tratteggia con abilità personaggi che non mancano di spessore e porta il lettore avvinto con il fiato sospeso giù fino all’inquietante epilogo. “Il canto dell’upupa” conquisterà nuovi lettori e li spingerà a leggere il prossimo romanzo della serie.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuseppina La Ciura (10-05-2008) Roberto Mistretta è uno dei migliori affabulatori d'Italia e lo conferma in questo Noir palpitante in cui tematiche molto forti vengono affrontate con mirabile sensibilità e misura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Mezzapelle (24-04-2008) Il canto dell'upupa" è un noir
ambientato nel Vallone di Mussomeli (ovvero
nella Villabosco del romanzo) dove un maresciallo,
Saverio Bonanno, sarà chiamato a confrontarsi
con le più turpi abiezioni degli uomini:
la violenza sui minori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonino Genovese vesegeno@tele2.it (24-04-2008) Il canto dell’upupa è il primo di una saga di romanzi noir che ha come protagonista il maresciallo Saverio Bonanno. Non è un super-eroe, non è il solito duro dei romanzi noir. E' un maresciallo reale, facilmente incontrabile per la strada. E' in soprappeso e perennemente in dieta. Lotta aspramente con la propria divisa per riuscire a entrarci dentro. Per non bastare ha la fissa degli oroscopi! La sua vita è piena di problemi. La moglie lo ha lasciato, scappando via col fighetto di turno. Con l’aiuto della madre alleva una figlia capricciosa, che vuole a tutti i costi un cagnolino. Nonostante cerchi di adularla con altri animali domestici, lei vuole solo un cagnolino! Non mancano nella storia altri coloriti personaggi, come il fido Steppani, appassionato di automobili, che ha la sindrome del pilota di formula uno. A tratti però il ritmo rallenta e ci fa prendere fiato. Mistretta ha la capacità di far mimetizzare il lettore. Di farlo sorridere, anche dopo un evento drammatico. In questa occasione Saverio Bonanno dovrà indagare su un morto ammazzato e su un protettore di prostitute pestato a sangue. Ma in tutto questo si staglia il delitto più orrendo, che non è l’assassinio. Mistretta ci fa riflettere, ci pone dentro un dramma che non ha eguali. Il canto dell’upupa non è solo un bel noir da leggere davanti al camino o sotto l’ombrellone, ma è anche la denuncia sociale di uno dei problemi che attanagliano la nostra epoca, la pedofilia.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Salvo Zappulla salvozappulla1@virgilio.it (24-04-2008) Con questo romanzo Roberto Mistretta entra da
protagonista sulla scena del noir italiano. Lo scrittore di
Mussomeli, paesino a due passi dal paese di Camilleri
(sarà solo un caso?), imbastisce trame avvincenti, veri
dipinti neorealistici, alternando momenti venati di tenera
ironia e tinte nere dal violento impatto emotivo. C’è un
maresciallo lunatico e sempre ossessionato da diete mai
rispettate, ci sono i suoi collaboratori con le loro manie. E
c’è tanto orrore infiltrato negli abissi dell’anima, dove si
annidano le voglie e i desideri più turpi. I personaggi di
Mistretta sono autentici, scolpiti nelle pietre di
Villabosco. E sono destinati a rimanere scolpiti anche
nella mente dei lettori, perché difficilmente si possono
dimenticare. Il pregio maggiore di questo giovane
scrittore, è la capacità di dare alle sue storie una
costruzione così articolata, così certosina che sembrano
quasi un lavoro di ricamo, dove nulla è lasciato al caso.
Non una svista, non una incongruenza. Mistretta è
scrittore impegnato, non scrive per diletto o per il
piacere di evadere dalla realtà; ne "Il canto dell’upupa" la
realtà, in tutte le sue misere sfaccettature, è sempre
presente, diventa materia letteraria, plasma sanguigno
da offrire ai lettori. Il romanzo tratta argomenti scabrosi
che spesso si preferirebbe far finta di ignorare e voltare il
capo colpevolmente dall’altra parte, tratta la pedofilia e
l’incesto, ce li pone davanti, ci costringe a respirarne
l’odore rancido di uomini andati a male. E lo fa con
rabbia e indignazione. E’ sofferenza autentica la sua, un
urlo che si leva dal cuore, un cancro che vorrebbe
estirpare. Ma Mistretta è scrittore, non un magistrato o
un chirurgo, usa la penna al posto del bisturi e incide,
scava nei recessi più reconditi delle umani aberrazioni
fino a tirarne fuori tutto il marcio Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto Carollo (24-04-2008) Il lugubre canto dell’upupa di foscoliana memoria si aggiorna, mantenendo la sua valenza negativa e perturbante, in un acrostico utile a criptare un sito internet e coprire le attività di biechi individui che hanno toccato il fondo più melmoso della loro umanità, se mai ne hanno avuta una. Ma questo è solo uno dei motivi che compongono l’ordito di questo giallo mediterraneo di Roberto Mistretta, giornalista di Mussomeli (Caltanissetta), la Villabosco dove sono ambientati i romanzi che vedono come protagonista il maresciallo dell’Arma Saverio Bonanno. Il libro è già stato pubblicato con successo in Germania e ora esce per i tipi di Cairo Editore con un consenso diffuso da parte di critica e pubblico.
Alberto Carollo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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