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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Walker Hilary B. - Case altrui

Case altrui TitoloCase altrui
AutoreWalker Hilary B.
Prezzo
Sconto 10%
€ 14,40
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 1,60)
Dati2009, 316 p., brossura
EditoreCairo Publishing  (collana Scrittori italiani)

Disponibilita immediata
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Descrizione
Una chioma feroce e biondissima su una figura sottile, uno stile eccentrico, un nome inequivocabilmente straniero. Ecco la protagonista di questa storia, poco più di trent'anni, che passeggia per il quartiere "più incredibile" di Milano, dove vive da tempo alla ricerca di se stessa e del proprio posto nel mondo insieme al suo enorme e melanconico cane Bartleby, detto Bart. È il Grande Amore che sta inseguendo? Forse. L'ex fidanzato saggio e distaccato o l'affascinante scrittore che ancora non la conosce? O forse le basterebbe essere portata a letto. Ma quello che Hilary vuole davvero è il codice a barre del suo Primo Libro: per ottenerlo, però, dovrebbe smettere di pensarci tanto e cominciare a scriverlo, quel libro. Nel frattempo, quando si è trattato di scegliere, una libreria le è sembrato l'unico posto in cui poter lavorare senza uscire di testa. Ma ci sono mesi in cui il lavoro non basta per sconfiggere quella che lei chiama Nouvelle Povertà. Per fortuna c'è la famiglia di adozione - Silvia, l'amica-complice; Jacopo, il collega che le corregge gli errori di italiano; il Giovane, amante inaffidabile ma a modo suo devoto; Dries, il fioraio sensibile e stravagante... Hilary Belle Walker è nata il 3 agosto del 1974 negli Stati Uniti. È cresciuta a San Francisco e si laureata in teatro all'UCLA di Los Angeles nel 1997. Dal 1998 vive in italia. Lavora come libraia in una piccola libreria a Milano e fa molti altri lavori per mantenere lei e il suo cane.

I vostri commenti
16 recensioni presenti.  Media Voto: 4.25 / 5

Emanuele Panattoni (12-09-2011)
Non interrompo quasi mai la lettura di un libro una volta iniziato, ma in questo caso ho dovuto fare un'eccezione: avevo appena conosciuto l'autrice e non volevo aggravare la mia già precaria condizione innamorandomi del suo romanzo oltre che di lei. Perché questo è quel che succederà al lettore: si innamorerà del "personaggio" Hilary, del suo stile narrativo originalissimo e delle piccole-grandi verità che svela nel suo esordio. Cercando di dismettere i panni del "fidanzato adorante" (un "Adorabile fidanzato" è invece presente in uno dei capitoli-racconti), va detto che il più grande pregio di "Case altrui" è la sua capacità di conciliare elementi apparentemente lontani, per non dire antitetici, senz'altro filo conduttore che le esperienze della protagonista. Tanto per iniziare, è un romanzo profondamente "milanese", nonostante Hilary sia di San Francisco e l'italiano in cui scrive, per quanto lingua di adozione, è decisamente più ortodosso e raffinato di quello utilizzato dallo stuolo contemporaneo di scrittori telegrammatici che paiono avere sviluppato un'inguaribile allergia alla consecutio temporum. E poi c'è la tipica capacità anglosassone (e femminile) di mischiare alta cultura e bassa cultura, leggerezza e profondità, malizia e pudore, riso e pianto, senza mai risultare superficiale né appesantire la lettura. Il tutto condito da un lieve e quasi inconsapevole sarcasmo, che trova nell'Italia un terreno decisamente fertile. È per tutte queste ragioni che "Case altrui", pur raccontando una storia che "più peculiare non si può", costringe qualsiasi lettore a quell'immedesimazione che è componente imprescindibile di ogni buon romanzo, al punto tale da commuovere simpaticamente i più cinici per le ragioni più impensate.
Voto: 5 / 5
ari (04-04-2011)
un libro commovente e dolce. a me è piaciuto molto.
Voto: 5 / 5
Alessandra (02-12-2010)
Il libro che più mi è piaciuto degli ultimi mesi. Divertente, profondo ed emozionante. All'ultimo racconto ho pianto disperata ad ogni riga, vivo anch'io con dei "patati" in casa e so cosa vuol dire condividere con loro la vita e tutto il resto. Se l'autrice dovesse leggere questo commento vorrei dirle: "Grazie di cuore per aver condiviso le tue emozioni e le tue esperienze con noi Hilary. Spero di rileggerti presto! Nel frattempo regalerò il tuo libro alle persone a cui tengo!"
Voto: 5 / 5
Grazia (24-03-2010)
Vorrei complimentarmi con la scrittrice per questa dolcissima, divertente e anche commovente autobiografia. Mi auguro di cuore di poter leggere ancora prossimamente qualcosa di suo.
Voto: 5 / 5
Filippo Osnato (02-11-2009)
Premetto che conosco Hilary, che le storie che racconta si svolgono, in gran parte, nel MIO quartiere, che molte delle persone che la circondano, sono persone che circondano anche me. Premesso tutto questo, Hilary ha raccontato se stessa come è, come la conosco. Ha raccontato quello che, chiunque arrivi nel nostro quartiere (ma nella nostra Milano...), da "fuori", vede e vive. L'ha fatto in un modo fresco, aperto, sincero, divertente e leggero (nessuna critica brutale al Paese che la ospita, nessun atteggiamento forzatamente corretto politicamente). Ma non "così" leggero: chi volesse, non faticherebbe a trovare piccoli spunti di riflessione, per argomenti che possono diventare anche importanti. Lo ha fatto usando una lingua non sua, cercando di trovare sempre il termine, il costrutto più adatto, senza quella superficialità con cui molti "giovani" scrittori italiani usano la nostra lingua. Pertanto, apprezzare i racconti di Hilary, sotto diversi aspetti (la storia, di per se, la descrizione degli ambienti in cui essa si svolge, le riflessioni che sotto e sovra intendono alla storia...), è facile e divertente. Chi ritiene che un libro meriti consenso e rispetto solo se impegnato e pesante, non ha evidentemente, dimestichezza con lo strumento: un libro può rispondere a tante esigenze, non ultima lo svago. Questo libro, secondo me, è in grado di rispondere a molte di esse: un occhio "nuovo" su ciò che diamo, a causa dell'abitudine, per scontato, ad esempio il nostro rapporto con i nostri cani, con la via in cui abitiamo, con la consuetudine alle piccole sconfitte ed ai nostri desideri più terreni..., fino, appunto, al puro svago, al semplice e distensivo diletto... Brava Hilary! Io aspetto con curiosità, sorridendo, il prossimo episodio...!
Voto: 4 / 5
matteo (29-10-2009)
un libro divertente ed emozionante. anche coraggioso di raccontarsi, senza pruderie e artifici, e di misurarsi con una lingua che non è quella natìa della scrittrice, suscitando comunque curiosità. di sicuro non siamo davanti all'opera letteraria del secolo, ma neppure la stiamo cercano, no? brava hilary, continua così, deliziaci e ilarizzaci.
Voto: 4 / 5
chiara (22-10-2009)
Bello, fa piacere trovare una italianofila in mezzo ad un mondo di anglofili! Mi fa riapprezzare la mia lingua, e guardare tutto da un occhio esterno. Il libro fa ridere e piangere, non leggetelo in pubblico se non avete fazzoletti a portata di mano!
Voto: 4 / 5
Ettore Paternò (10-10-2009)
HBW rappresenta filologicamente un passo ben più importante di quanto si potrebbe pensare ad una prima lettura. L'autrice fa un uso della lingua italiana assolutamente nuovo. A differenza dei grandi scrittori del passato che, per diletto o per necessità, si trovarono a scrivere in lingue diverse dalla loro lingua madre (spesso con risultati eccezzionali, Nabokov tra tutti), HBW non tenta di rispettare diligentemente la sintassi e la semantica stessa della nostra lingua. Se ad una lettura superficiale alcuni termini possono sembrare simpatici o accativanti, dietro si cela una profonda conoscenza della lingua italiana insieme alla deliberata volontà di darle forme nuove. HBW non fa altro che quello che hanno fatto italiani, insieme ad altri, alla sua lingua, l'inglese, trasformandolo negli anni in quell'americano ormai diventato sinonimo di melting pot e spesso unico tramite di comprensione interculturale. Le sue trovate, tutt'altro che naive, danno un nuovo slancio alla lingua italiana come lingua di una società multientnica e multiculturale, come si appresta a diventare, e lo fa senza esserne succube ma artefice. HBW di contro, si inserisce con le novelle in un campo che proprio gli italiani hanno contribuito a rendere letteratura di altissimo livello. Pavese, Buzzati, Rigoni Stern tanto per citarne alcuni, hanno attualizzato la novella legittimandola ad entrare nella grandissima letteratura del novecento. Sebbene parzialmente vincolata dall'Io narrante, il micro cosmo di HBW rimane affascinante, abbellito dallo spirito di osservazione dell'autore e dal suo amore verso la lingua italiana, rendendo il lettore complice più che spettatore di esperienze che appartengono ad un'intera generazione di vite disordinate. Case Altrui è da considerasi un buon libro, l'esordio di un autore che ha ancora molto da dire.
Voto: 3 / 5
betti colombo (08-10-2009)
Ho letto il libro di Hillary B.Walker(consigliatomi da una cara amica) con grande piacere.Misono divertita ed emozionata seguendola nella sua quotidianità ,in una Milano che mi sembra quasi di riscoprire.Ciò che,secondo me, rende originele il libro è il punto di vista di una giovane ,perfettamente integrata,ma comunque staniera(divertentissimo il brano che confronta il lingueggio umano per comunicare con gli amati cani)che ha una sorprendente padronanza di una lingua non sua...Complimenti dunque ,nell,attesa del prossimo libro. BETTI COLOMBO
Voto: 3 / 5
dani (23-09-2009)
Ho comprato questo libro dopo aver letto tutte queste recensioni positive. Ho letto il libro fino a metà poi l'ho abbandonato. Non una storia , ma racconti di niente. Leggete il primo racconto e capirete. Se volete leggere libri leggeri, comprate quelli di Moccia, almeno racconta una storia. La scrittrice americana ha molte amiche sicuramente, spero che il prossimo libro che scriverà parli di qualche cosa!
Voto: 1 / 5
marina malanca (16-09-2009)
un libro consigliato è sempre meglio di uno regalato perchè la curiosità ti spinge in libreria, vero luogo di sogni e delizie. questo libro mi è stato consigliato da una sorella lettrice appassionata, l'ho comprato convinta che, come per i film o i ristoranti,le nostre idee divergessero ed ho invece avuto una felice sorpresa. questa ragazza scrive veramente bene, con quel calore e quell'amore che ti trasmette racconto dopo racconto, se hai vissuto con un animale piangerai ricordando, se hai passato qualche periodo all'estero ti ritroverai, se l'amicizia ha per te valori universali ti rinsalderai, se l'amore ti travolge sorriderai e se a tante cose hai voltato le spalle ci ripenserai.non ho che da augurarmi che questa giovane americana torni a scrivere un altro libro a breve, abbiamo bisogno di emozioni.
Voto: 5 / 5
clementina (15-09-2009)
Chi l'ha detto che un sano intrattenimento non può andare d'accordo con la qualità letteraria? In mezzo a tanta paccottiglia e ricicli editoriali (vedi la recente bufala "Zia Mame" di Adelphi) finalmente qualcosa di nuovo! Manuale di sopravvivenza urbana e divertissement sopraffino, "Case Altrui" ha assicurato ad Hilary Belle Walker, madrelingua americana ma naturalizzata all'ombra della madonnina, un posto al sole nell'olimpo letterario.
Voto: 5 / 5
Marzio Ventura (15-09-2009)
Ho comperato per caso questo libro per esorcizzare un viaggio in treno di 4 ore. La mia fidanzata era ad attendermi alla stazione di arrivo e mi ha trovato con un sorriso ebete stampato sulla faccia... La protagonista di queste gustosissime storie è un personaggio, per quanto autobiografico, a tutto tondo, circondato da personaggi minori ma definiti con grande maestria dall'autrice, che si dimostra già dal suo esordio come scrittrice di grande talento. Segnalo in particolare il racconto "Fenomeno", con cui mette alla berlina il dilagante fenomeno delle filosofie new age e "Ascensore di vetro", piccola perla in stile minimalista. Lunga vita alla Walker!
Voto: 4 / 5
Acelya (15-09-2009)
Una scoperta deliziosa. Si è catapultati dalle prime righe dentro un cuore, pulsante, che descrive il suo mondo interiore nonché il mondo che lo circonda con il ritmo delle parole attraverso i suoi battiti. Frammenti originali, situazioni diverse ma nella loro sincerità comuni, nel senso positivo della parola. Un ritratto contemporaneo, intimista, attento ai tempi che descrive, che riesce a catturare un eterno senso di completezza nonostante le situazioni incompiute narrate in ciascuno dei capitoli. Un piacere meravigliosamente meravigliato leggere della "vera" letteratura, dalla penna di una giovane scrittrice. Lei descrive case altrui, mentre noi ci accomodiamo comodamente dentro la sua.
Voto: 5 / 5
giuliana malanca (15-09-2009)
delizioso,arguto,brillante.racconti che diventano un romanzo,avvenimenti che si intrecciano,piccole storie che ti fanno innamorare della protagonista.dedicato,ma non solo,a chi ama milano e i cani,a ,chi ha o avrà o ha avuto 30 anni.per chi vuole leggere un libro scritto molto bene in un italiano scorrevole e ricercato,ma non pretenzioso.una proprietà di linguaggio sorprendente x una americana che scrive nella nostra lingua.stupendo a questo proposito il racconto-un italiano da cani-,mi ha ricordato quanto vario e musicale e divertente può essere l'italiano.un altro piccolo regalo che ci fa l'autrice.insomma ve lo consiglio,perchè è divertente,piacevole,commovente e poi la protagonista-autrice credo proprio si meriti un riconoscimento,se non altro perchè ci omaggia di un entusiasmo x questa nostra lingua così mal usata,anche da molti addetti ai lavori. e poi,credo,un libro funziona,almeno un libro sul quotidiano come questo,se un pochino ti ci puoi identificare e lei è riuscita ad esprimere situazioni e stati d'animo che un poco appartengono a tutti.soprattutto a chi ha un compagno di vita peloso.leggetelo
Voto: 5 / 5
Andrea Guerra (15-09-2009)
Giovane, carina, americana, vive una vita di dolci stenti pur di potersi permettere di risiedere nel quartiere più chic di Milano: tutti ingredienti per un mix micidiale che, di solito, mi terrebbe alla larga da un libro. Ma qui è diverso. Consigliatomi da un amico, mi immergo nella lettura e scopro di essere di fronte ad un vero e proprio gioiello. La Walker dosa, come uno scrittore ben navigato, levità, ironia, humor anglosassone e profondità e ci apre una porta sul suo piccolo grande microcosmo lastricato di sogni a occhi aperti. Un po' Lewis Carroll, un po' Alice Munro, un po' Richard Yates con una spruzzata finale di Candace Bushnell, senza rubare niente a nessuno la Walker scopre un nuovo modo di scrivere, originale ed irresistibile, che - ne sono sicuro - avrà un notevole seguito.
Voto: 5 / 5

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