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Silvis Piernicola - Gli anni nascosti | La chiamano Guerra Fredda. Nel senso di sostanzialmente incruenta, giusto? Sbagliato. Nessuna guerra è mai incruenta, e certamente nessuna guerra è mai fredda. Il fronte più torrido? Ma il nostro, è chiaro: l'Italia, il Belpaese, eterno crocevia di intrighi e inganni, cospirazioni e complotti. Luogo ameno dove uno dei più illustri e stimati padri della Repubblica è un agente "sotto copertura profonda" della Stasi, famoso e famigerato servizio segreto della Germania Est. Dove il capo di Stato maggiore prepara un brutale contro-golpe nel nome, nessun dubbio in merito, di pace/libertà/democrazia ecc. Dove un eclettico colonnello della sanguinaria dittatura argentina fa da consulente sul campo per le forze volte alla salvaguardia della "civiltà occidentale" (o qualsivoglia imitazione della medesima). Dove un patriottico alto ufficiale del Sismi agisce dall'ombra come un deus-ex-machina dagli inferi. Al nucleo del vortice, il Dossier Ksenofont, fantomatico e letale, che può scatenare una potenza tellurica inimmaginabile, che non deve cadere nelle mani sbagliate. Al cuore del labirinto, il potere assoluto, oscuro oggetto del desiderio che fatalmente "logora chi non ce l'ha". Ma quando dalle scatole cinesi si passa al teatro delle ombre, quando i cupi nemici del passato diventano gli ambigui alleati del presente, quando i convenienti assassini di ieri assurgono a immarcescibili dominatori di domani, ecco che il tessuto stesso del reale si distorce, si altera, si annienta.
Media Voto: 4.5 / 5ezzy (17-06-2010) l'ho letto con piacere ed è un testo veloce e asciutto con una scrittura che mi ha ricordato il Follet dei bei tempi. La storia è trattata con la giusta dignità e le tragedie di questo paese sono ridisegnate in modo inquietante. Non nego di essermi chiesto spesso se quello che dice l'autore sia tutto inventato o ci sia qualcosa di vero. Consigliato a chi vuole divertirsi ma anche pensare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
anto (04-06-2010) E' un libro molto bello, con una scrittura scorrevole ed un intreccio che regge la tensione sino alla fine. Va letto su più piani: la trama, che è avvincente. Se poi si tralascia la narrazione, si trova il nocciolo del libro, che è una diversa ricostruzione del contesto politico,spiazzante, ed infine c'è lo sguardo sui legami internazionali, dei quali solo adesso si inizia a parlare. Si può essere d'accordo o no, ma fa riflettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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