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Brizzi Enrico - La nostra guerra | Nel 1942 l'Italia fascista, fino a quel momento neutrale, si schiera con gli Alleati nel conflitto contro il Terzo Reich. In questo scenario storico, vertiginoso ma raccontato con impressionante realismo, il dodicenne Lorenzo Pellegrini passa dalla rassicurante vita borghese - comprensiva di studi ginnasiali, adunate balilla e vacanze a Riccione - alla dura esperienza della vita da sfollato. Nel Borgo che accoglie la sua famiglia, autentico spicchio dell'Italia più verace e conformista, Lorenzo si lascia l'infanzia alle spalle: è testimone della distanza che si crea fra i suoi genitori allorché la madre comincia a lavorare, partecipa come avanguardista alla vita della Nazione in guerra, e combatte in prima persona le battaglie fra ragazzini sullo sfondo di quelle, affascinanti e terribili, degli adulti. Passare indenne attraverso i bombardamenti e le esperienze iniziatiche della prima adolescenza sarà la sua più grande vittoria. "La nostra guerra" ha il registro agrodolce dei classici della cinematografia nostrana, da "Tutti a casa" a "Il Federale", coniugato a una verve narrativa in grado di produrre il primo kolossal sulla (fanta)storia d'Italia. Dopo "L'inattesa piega degli eventi", è il secondo capitolo della saga che Enrico Brizzi ambienta nell'Italia del XX secolo. Un'Italia immaginaria, beninteso, ma fra una risata e un sospiro capita spesso di domandarsi se questa stralunata Nazione in camicia nera non rispecchi tratti, fascinazioni e difetti inemendabili del nostro Paese.
Media Voto: 4.66 / 5giovanni (04-05-2010) Divorato!!!
Il romanzo è scritto veramente bene, fluido e senza mai momenti di stanca...
A cornice la seconda guerra mondiale, al contrario però...
Ma sia che vinciamo sia che perdiamo gli italiani rimangono sempre gli stessi!!!
Ottima l'intuizione di Brizzi: in questo modo non ha creato due storie in una. Oltre a seguire le vicende di Pellegrini, si rimane curiosi anche di come andrà a finire questa II Guerra Mondiale!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emiliano (23-11-2009) Bella idea, bello sviluppo, buona lettura. Confesso di avere un passione per questo tipo di romanzo storico e devo dire che Brizzi è riuscito a farmelo leggere con piacere, pur con qualche appesantimento della vicenda (qualche taglio di pagina forse non sarebbe stato male..). Grandi personaggi e sullo sfondo un'Italia che, questo è il bello, avrebbe certamente cambiato il suo destino stando dall'"altra parte". L'Italia, però. Gli italiani, come Brizzi ben caratterizza, presentandoli come macchiette, nella sua storia (esemplari gli imboscati, gli approfittatori, gli eroi immaginari, quelli saltati sul carro dei vincitori l'ultimo giorno utile), sarebbero stati (probabilmente) sempre gli stessi... bravo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cla (20-11-2009) Avendo apprezzato "L'inattesa piega degli eventi", speravo che Brizzi ampliasse il quadro che faceva da sfondo alle avventure del reporter Lorenzo Pellegrini, e con questo romanzo non tradisce le attese. E' straniante ed avvicente calarsi in questa riscrittura delle vicende che segnarono la II Guerra Mondiale, con l'Italia di Mussolini schierata stavolta dalla parte "giusta" contro il nemico tedesco. Vivi e divertenti i personaggi, in particolare l'avvocato Paride Pellegrini, viveur impenitente ed irriducibile uomo d'azione. Terminata la lettura viene spontaneo porsi innumerevoli domande, ritrovandosi irrimediabilmente a fantasticare su cosa sarebbe potuta diventare l'Italia se la storia avesse preso "l'inattesa piega" descritta da Brizzi... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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