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Szpilman Wladyslaw - Il pianista. Varsavia 1939-1945. La straordinaria storia di... |
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Titolo | Il pianista. Varsavia 1939-1945. La straordinaria storia di un sopravvissuto |
| Autore | Szpilman Wladyslaw | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,72
(Prezzo di copertina € 7,90 Risparmio € 1,18)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 239 p., brossura | | Traduttore | Lax L. |
| Editore | Dalai Editore
(collana I tascabili) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman, un giovane pianista di Varsavia, suonò il "Notturno" in C diesis minore di Chopin per la radio locale, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città. Più tardi, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La guerra precipitò Varsavia nell'orrore dell'occupazione nazista. Rinchiusi nel ghetto, gli ebrei furono a poco a poco decimati. Agghiacciato testimone degli eventi che porteranno alla rivolta e all'evacuazione della città, Szpilman vide morire molti dei suoi amici e la sua intera famiglia, riuscendo miracolosamente a sopravvivere tra le rovine della sua amata Varsavia. "Il pianista" è allo stesso tempo la storia straordinaria della tenacia di un uomo di fronte alla morte e un documento della misteriosa, possibile umanità degli esseri umani: la vita di Szpilman fu salvata da un ufficiale tedesco che lo udì suonare quello stesso "Notturno" di Chopin su un pianoforte trovato fra le macerie.
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5carmela marino mannarino (24-03-2011) Il libro segue attentamente, giorno dopo giorno, lo svolgersi del dramma di un uomo alle prese con la persecuzione nazista. Mentre osserva se stesso e tutto quanto intorno, dà vita a una testimonianza dettagliata, pressoché intatta, delle vicissitudini e delle sofferenze di un intero popolo. Il risultato è una scrittura davvero brillante, che non si limita a un mero resoconto perché intesse una storia scritta, forse con modestia, ma non modestamente, da un grande narratore per istinto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto Magazzini (23-11-2010) Un amico mi consigliò questa lettura molto prima che uscisse lo splendido film di Polansky, ma come spesso accade, mi passò di mente. L'ho letto ora dopo diversi anni dall'uscita del film e devo dire che non ostante sia praticamente identico, ho riprovato la stessa forte emozione. Lettura degna dei capolavori di Primo Levi, ma svolto in un ambiente sconosciuto a noi, la città di Varsavia che diventa protagonista in questo libro. Da questo punto di vista il libro è ancora più preciso del film: chi sa infatti che Varsavia era una città molto ricca e grande nell'anteguerra, per un terzo abitata da Ebrei, circa mezzo milione. Di questi solo una ventina si sono salvati. La città è stata rasa al suolo completamente per ritorsione alla resistenza interna. Una parola sola: si tocca con mano l'"orrore". Molto interessante da un punto di vista storico pure l'appendice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudia (08-02-2010) Da leggere e tenere nella propria libreria. Il testo è scorrevole e trasmette perfettamente le emozioni dell'autore-sopravvisuto. Affinchè certe situazioni non si ripetano mai più. Non c'è altro da aggiungere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alio Blivio (10-12-2008) Solitamente, è abissale la differenza tra un libro e la sua trasposizione a pellicola cinematografica. Accade tutt'altro con "il pianista di Wladyslaw Szpilman", ed "il pianista di Roman Polanski". Direi che si equivalgono al 99,9% dove quel 00,1 % sta in alcuni episodi non menzionati nel film come "barattare la vita in cambio di alcol" o qualche altro episodio.
Personalmente, ho letto il libro ascoltando le colonne sonore del film, e devo dire che l'emozione è stata talmente tanta da aver pianto nel contempo. Tutto è raccontato in maniera eccelsa, le vicende, le paure, i momenti di sconforto dello stesso Wladeck, le atrocità nazifasciste e gli atti da buon samaritano dell'ufficiale Hosenfeld. Uno libro assolutamente da non perdere, dettagliato, preciso, e superiore a qualsiasi altra biografia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro Palazzini (26-03-2008) Ho letto questo libro sulla scia del film omonimo. Un magistrale spaccato della piccola borghesia ebraica polacca fra le due guerre. Il percorso del personaggio attraverso l'orrore della persecuzione, è vissuta come una sorta di espiazione, come una specie di "riscatto" sociale come ebreo e come polacco. La sua maturazione e presa di coscienza si sviluppa "grazie" al laboratorio degli orrori costruito a Varsavia dai nazisti. La musica diventa l'ancora di salvezza a cui il personaggio si aggrappa per sopravvivere, una volta finita la sua famiglia e l'amore verso una cristiana. Un libro da leggere e un bellissmo film da vedere. Per non dimenticare Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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