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Caporale Antonello - Impuniti. Storie di un sistema incapace, sprecone e felice | L'utopia travestita da piano urbanistico. La riqualificazione ambientale che diventa scempio. L'emergenza come prassi quotidiana. Lo sperpero dissennato di risorse pubbliche. Bilanci violentati da gestioni creative e ambiziose. Il non fare né decidere come forma di tutela dal dissenso. L'atteggiamento leggero e spavaldo di chi non sarà mai chiamato a rispondere delle proprie azioni, e lo sa. Antonello Caporale accompagna il lettore in un viaggio nell'Italia dello spreco e della malpolitica, attraverso le piccole e grandi storie che testimoniano lo stato di salute della nostra democrazia. Con gli strumenti dell'inchiesta giornalistica, Caporale riesce a penetrare il fortino per svelare i nomi e cognomi: chi ha fatto cosa, quali danni ha procurato alle casse dello Stato, all'ambiente, al territorio e, soprattutto perché. Un lavoro che si propone di far parlare i fatti e i loro protagonisti, confrontando in maniera trasparente l'idea iniziale e il risultato finale: il dire e il fare, alla luce del mare che li separa.
Media Voto: 4.5 / 5Luca Scialò lucascialo@virgilio.it (11-01-2010) Libro ben fatto, basato sull'intreccio tra un rigoroso snocciolamento dei dati sugli sprechi e l'ironia dell'autore nel riportarli.
Caporale, da meridionale, vuole dimostrare che gli sprechi avvengono ovunque, non solo al sud, ma anche in regioni rigorose quali Valle d'Aosta e Veneto. Ci riesce molto bene, senza stancare mai il lettore.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Edo (15-11-2007) Dopo "La Casta" di Stella-Rizzo, un altro utilissimo vademecum in cui ritrovare il marciume che si annida sotto casa. Quello che trovo sconvolgente nel libro è proprio la quantità di casi che il giornalista di "Repubblica" ha documentato. Dighe che attendono per anni un collaudo che forse non arriverà mai, enti inutili, commissari straordinari a go-go, un'intelligenza degna di miglior causa, messa al servizio del malaffare, della malapolitica, della malaburocrazia e della malasanità. Non ricordo chi lo disse, ma leggendo "Impuniti" si ha l'esatta percezione di come, per cambiare davvero le cose in Italia, sia indispensabile far funzionare prima le piccole cose. Una strada non riparata, un semaforo che non funziona, una lungaggine burocratica inutile richiederebbero la stessa attenzione di un reato grave da parte delle autorità e delle istituzioni. Il libro ci deve insegnare a non volgere più lo sguardo dall'altra parte quando vediamo un'ingiustizia. E a chiedere sempre lo scontrino fiscale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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