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Pezzali Max - Per prendersi una vita | La storia che ho voluto raccontare, lo dico subito, è una storia crudele. Per festeggiare il superamento dell'esame di maturità, quattro ragazzi, quattro compagni di scuola di un liceo di provincia, affrontano un epico viaggio in auto attraverso l'Europa. Il pretesto per partire è fornito dal concerto londinese di uno dei loro miti, Joe Strummer, l'ex leader dei Clash. Ma i tempi sono cambiati, il punk e il post-punk sono svaniti, la cultura hip-hop ha cominciato a raccontare al mondo la rabbia dei ghetti americani, Joe Strummer sta affrontando una nuova vita artistica con un progetto solista, e i quattro amici si trovano all'improvviso, in anticipo sulle previsioni, a dover compiere una scelta terribile, una scelta da cui dipende la possibilità di avere un futuro. Vent'anni dopo, tre di quei ragazzi sono diventati adulti, si sono fatti una famiglia e una posizione, ma sentono il bisogno di "ritornare" sull'evento drammatico, sul cruento rito di passaggio che ha sancito la fine della loro giovinezza. Andranno a fare visita all'unico del gruppo rimasto, in un modo estremo, lo stesso di allora. Quattro amici per la pelle, l'anno della maturità, la musica dei Clash, un viaggio a Londra in automobile: potrebbe essere il testo di una nuova canzone di Max Pezzali ma non è così. Questa volta il "mitico" 883 ha deciso di intraprendere una strada mai percorsa prima. La sua vena poetica lascia il pentagramma per trasferirsi tra le pagine di un libro e diventa romanzo. Un romanzo d'esordio che racconta un viaggio sulla scia del ricordo, della malinconia, ma anche del rimorso di quanto accaduto vent'anni prima a un gruppo di liceali della Bassa padana. Un viaggio che ha cambiato per sempre le loro vite, un bivio da cui è scaturita una scelta che li ha fatti precipitare impietosamente nella vita adulta. Dal 2008 al 1988: il libro è il racconto flash back di Andrea Rivelli, uno dei quattro protagonisti di quell'indimenticabile estate anni Ottanta. Come ogni anno, il giorno della vigilia di Natale, Andrea incontra i vecchi compagni, Marco e Gianluca, nel loro pub preferito. Ognuno ha la sua vita, più o meno serena, più o meno brillante: Andrea è un giornalista affermato, sposato da anni ma senza figli; Marco è un pilota di 767, su cui incombe la perenne crisi Alitalia, separato con un figlio che non incontra mai; Gianluca, ex secchione, è diventato un superesperto d'informatica e lavora nella Silicon Valley, dove vive con la moglie americana e tre bambini. Tutti hanno un ricordo, quello di Adamo, l'amico che hanno lasciato in Inghilterra in quel loro viaggio mai dimenticato. D'altra parte «come si può dimenticare il momento esatto in cui si è capito il significato concreto di parole come amicizia, solidarietà, ragione, rabbia, gioia, dolore, futuro.» La decisione di tornare in quei luoghi in un pellegrinaggio della memoria è inevitabile e il 4 luglio i tre sono di nuovo in partenza. è cambiata l'auto, non più la "leggendaria" Mini Mayfair bensì una fiammante Jeep Grand Cherokee «appena lavata e tagliandata», ma la colonna sonora è la stessa «il riff sporco e secco di London Calling». Dal viaggio di oggi incomincia dunque il racconto che si sposta subito al viaggio di ieri, rivissuto attraverso le parole di Andrea: dal passaggio della dogana di Como Brogeda, all'assalto del Tir tedesco in autostrada, dalla tappa ad Amsterdam al primo tatuaggio, dalla scoperta di Londra alle bianche scogliere di Dover su cui si infrangeranno non solo le onde del mare... A suo agio tra le pagine scritte come tra le note di un pentagramma, Max Pezzali dimostra di muoversi con stile tra le pieghe di una storia, ricca di suggestioni e citazioni di pezzi musicali, che ti cattura sin dalle prime pagine e ti fa guardare il mondo con gli occhi dei personaggi che la vivono e la raccontano. «Una storia crudele», come la definisce il risvolto di copertina, perché non teme di guardare in faccia la cruda realtà e di mettere a nudo sentimenti, paure e segreti dell'animo umano.
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 3.95 / 5Giulia (01-04-2011) Personalmente lo considero un lavoro onesto e genuino nel senso che l'autore, consapevole di non essere Umberto Eco, non l'ha spacciato per un capolavoro impegnato, ma l'ha presentato come una storia semplice e diretta ambientata nella provincia lombarda, senza nessuna pretesa di vincere il premio Strega o il Campiello.
Detto questo, il libro può piacere o non piacere, ma la cosa è a prescindere da chi l'ha scritto. L'arroganza di denigrarlo solo perché viene da Pezzali mi sembra fuoriluogo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Vito (26-02-2011) Storia di un viaggio, di una grande amicizia, di un silenzio nascosto ma non dimenticato. Storia di ragazzi con un cuore e una grande amicizia che li unisce. In queste pagine ho potuto ammirare lo stile veramente intrigante di un grande cantautore e splendido scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giancarlo (04-09-2009) Ottimo libro.... Scorrevole che cattura dalla prima all'ultima pagina.... Entusiasma il fatto che Max sia, oltre che ad un ottimo cantante, anche un ottimo scrittore, gli consiglierei di proseguire con un secondo libro! Perchè con la sua semplicità riesce a farti rispecchiare all'interno delle sue scritture.... GRAZIE MAX! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (01-12-2008) Ho fatto parte quest'anno della giuria popolare del premio letterario Città di Vigevano, e lì ho asoltato Pezzali che parlava del suo libro, facendo riferimenti al viaggio di 4 ragazzi neodiplomati :ai loro sogni, alle loro aspettative, alla loro vita in generale
E mi sono incuriosito! Beh devo dire che il libro prende dalla prima all'ultima pagina, poetico, struggente, sognante, intenso, crudo, affascinante.
Una vera scoperta in senso positivo, quest'esordio alla scrittura per Pezzali.
Per concludere , tracciati benissimo gli stereotipi dell'atteggiamento provinciale, sia nell'ambito della città d'origine, che fuori.
Bravo Max Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simona simo91c@hotmail.it (19-09-2008) Contando ke è il primo libro di Max Pezzali non si piò che fargli i complimenti...la storia bella, l'idea buona, forse è troppo immediato quello che arriva,lasciando poco spazio alla fantasia del lettore, di certo xò lascia buoni argomenti su cui riflettere.Consigliato per una lettura leggera e di passatempo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea (10-06-2008) Amicizia, questo libro trasuda amicizia; non sara' un best-seller, ma la sua scrittura elementare e questa storia di un viaggio "epocale" per Amedeo-Andrea-Gianluca-Marco ti fanno pensare a come si stava bene negli anni 80 senza avere niente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cati (11-05-2008) Sono molto contenta di aver letto il libro di max pezzali. Mi ha entusiasmato, divertita, incuriosita, mi ha fatto molto riflettere sul tema dell'amicizia e di tutte le sfumature che ne riguardano. Un altro dieci e lode al grande artista e tanti auguri per una sempre bellissima carriera. Ve lo consiglio sinceramente. Cati Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rita reggio.emilia@mail.sittam.it (07-05-2008) Che dire, mi sono emozionata tantissimo, mi sono commossa e sto ancora soffiandomi il naso.
E' un libro per tutti (prima di me l'ha letto anche mia madre che non si e' scandalizzata) con un linguagio giovanile e frasi molto semplici.
Tutto questo però cela dei contenuti profondi da fare accapponare la pelle come l'amicizia, l'amore, la gioventù degli anni 80, la musica...
Molto, molto carino, un libro che ha fatto vedere il Max che vediamo sempre anche nelle sue canzoni,
dolce come il miele.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristian (06-05-2008) Io non conosco molto degli anni '80 perchè ero nato da poco, però il modo in cui Max l'ha descritto nel suo libro, mi ha entusiasmato come se fossi anch'io un reduce ventenne di quegli anni. Da suo fan come cantante fin dagli inizi della sua carriera, non posso che complimentarmi con lui per questo libro scritto proprio alla Max, con il linguaggio che caratterizza anche le sue canzoni, chiaro, semplice e alla portata di tutti, un linguaggio come si osa dire dalle mie parti "papale papale". Complimenti Max...aspettiamo con ansia altre opere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica (28-04-2008) Premetto: sono una fan storica degli 883 e poi di Max Pezzali. Quindi, sono partita prevenuta (positivamente). Il libro in sé e per sé parte molto piano, ti delude quasi coi suoi "coppini", coi "fratello" ripetuti, con un certo slang moscio che dovrebbe fare figo e invece non usa proprio. Poi però parte il viaggio e lì... zac! Ognuno rivive i propri anni '80, ognuno supera lo scetticismo iniziale, ognuno capisce che dietro i coppini e i fratello c'è qualcosa di decisamente più sottile.
Da leggere: scorre bene, regala un po' di incoscienza, diventa storia malinconica e crudele. Perché spesso e volentieri è crudele lasciarsi alle spalle i ventenni che siamo stati.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gino (26-04-2008) Mancava giusto Pezzali per far capire che l'editoria italiana segue l'andamento del paese, se i successi sono questi è meglio che non si stampi più nulla... ma fatemi il piacere! -9999 sarebbe il voto adatto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alessandro (24-04-2008) sono sempre stato un suo fan dal 92 a oggi. questo libro lo apprezzato tantissimo. spero un giorno di fare un viaggio cm i miei amici. Lo incontrato a torino e mi sono fatto fare l'autografo. è stato emozionante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano luciolanza@alice.it (19-04-2008) Sono un grande ammiratore di Max, oltre che come cantante, lo apprezzo come persona. Da questo libro viene fuori quello che le sue canzoni hanno sempre detto: il valore dell'amicizia, la ribellione genuina di chi vuole essere "rock" (e non quella di chi si sballa con droghe e atti estremi), l'amore, i motori e...i sogni (spesso infranti durante la nostra maturazione).
Tutto questo è Max, tutto questo è "per prendersi una vita". La trama può sembrare banale ma vi assicuro che il colpo di scena personalmente non me lo aspettavo...bravo Max, dieci e lode per la prima esperienza come scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mimmo (16-04-2008) Letto in tre ore. Viaggetto a Londra enfatizzato come fosse la esplorazione di Marte. Pare senza sostanza, si naviga a vista ma continui a leggere perchè scorre bene e perchè mentre leggi si attivano le sinapsi dei tuoi ricordi di quegli anni, di quella musica, dei tuoi viaggi, e soprattutto fin dalle prime pagine capisci che arriverà il colpo di scena. E quando arriva ecco che ti dici "ok max hai fatto centro, sono contento per te mio buon vecchio amico" e le pagine che hai letto prendono un altro colore.
Considerato che era il primo romanzo, tutto sommato Max è riuscito proprio bene, senza pretese di scrivere il capolavoro della letteratura italiana ma con la solita semplicità che lo rende davvero grande.
Dai Max, alla prossima! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio (15-04-2008) Una bella e amara storia di amicizia, ambientata il un 1988 tratteggiato con credibilità ed evitando i triti luoghi comuni sugli anni Ottanta. Il debutto del Pezzali scrittore è più sorprendente di quello degli 883 nell'ormai lontano 1992. Non ci resta che sapere che fine ha fatto Mauro Repetto, ma forse non lo sapremo mai. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Astrafagut (15-04-2008) Il libro si legge davvero in un lampo. Sono quasi coetaneo di Max Pezzali anche se non ho mai comprato un suo disco. Il libro me l'ha passato mio fratello, che invece è un suo fan. Devo dire che mi ha appassionato, perché ci ho ritrovato un casino di cose degli anni '80 che mi ero dimenticato. E poi: chi intorno ai 18-20 anni non ha fatto un viaggio con amici alla scoperta del mondo e del proprio io? Per essere il primo libro, direi che è ben riuscito, sincero e pop, come mi sembra la sua musica (anche se io continuo a preferire i Clash).
Astrafagut Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Wilia (15-04-2008) Un libro così bello da Max Pezzali non me l'aspettavo proprio. Come cantante è ok ma come scrittore è ancora meglio e ha raccontato davvero molto bene il viaggio iniziatico che, chi più chi meno, abbiamo compiuto tutti. Il suo ritratto degli anni Ottanta in provincia, con i loro tic e le loro manie, è tratteggiato davvero bene. Forse il miglior libro scritto da un cantante che io abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
renato (14-04-2008) Il romanzo sul viaggio a Londra dopo la maturità negli anni Ottanta è veramente ormai un genere letterario autonomo, anche interessante per qualcuno, indubbiamente. Questo non è nè meglio ne peggio dei racconti con lo stesso sfondo di Del Rio e di Lanzi. Trattandosi dell'esperienza di Pezzali però abbiamo la possibilità di trovarlo in tutte le librerie grazie alla fortuna di essere pubblicato da un grande editore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Raffaele (10-04-2008) A me non ha entusiasmato neanche un poco.Tanto che non l'ho neppure finito.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marghe1986 (10-04-2008) Il libro è come una canzone di Max Pezzali: onesto, genuino e punta dritto al cuore. Forse è più una storia "da ragazzi" perché certi codici non appartengono alle girrlls ma anche io sono rimasta catturata dalla storia. E dai mitici Anni Ottanta, naturalmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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