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Giannini Massimo - Lo statista. Il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo |
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Titolo | Lo statista. Il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo |
| Autore | Giannini Massimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62)
|  | | Dati | 2008, 234 p., rilegato |
| Editore | Dalai Editore
(collana I saggi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 13,49 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Le ultime cinque legislature saranno ricordate come il Ventennio berlusconiano: Silvio Berlusconi è infatti riuscito, sia da capo del governo che da leader dell'opposizione, a dettare la propria agenda di priorità. A questo atteggiamento la sinistra non ha saputo far altro che opporre delle risposte ondivaghe: a volte attraverso un antiberlusconismo intransigente, gridando al "regime", e giudicando Berlusconi un "politicante" inadeguato a guidare il Paese; altre volte offrendo un'ambigua disponibilità a creare insieme regole condivise ma uscendone sempre sconfitta. Questi comportamenti si sono rivelati inadeguati dopo la vittoria elettorale del Popolo della libertà alle elezioni del 13 aprile 2008. Da quel momento si è aperta una nuova stagione: Berlusconi ha costruito un blocco elettorale solidissimo. In questo saggio, Giannini analizza il fenomeno Berlusconi secondo una metodologia nuova: rileva i tratti di originalità rispetto al passato del nuovo governo berlusconiano e dimostra come l'idea di una comunanza di modi tra il regime fascista e quello berlusconiano non sia per nulla peregrina, ma abbia delle solide basi. Infine si rivolge anche alla sinistra, e in particolare al Partito democratico, invitandolo a riflettere seriamente sulla sconfitta elettorale e a ricominciare da capo, perché Berlusconi si può battere solo se lo si comprende davvero, senza banalizzare lui e l'elettorato che rappresenta e allo stesso tempo sapendo rinnovare se stessi.
Media Voto: 4.5 / 5Feanor (12-09-2009) Il pregio dell'analisi di Giannini sta nell'aver tentato di capire il fenomeno Berlusconi al di là del suo immenso potere mediatico, già ampiamento discusso da altri, sviscerandone il modus operandi. Le analogie tra fascismo e destra di oggi, tra Berlusconi e Mussolini sono quanto mai attuali e calzanti alla situazione. Interessante il confronto operato poi con "intellettuali" filo-berlusconiani, in primis Ferrara. Giannini ogni tanto cerca di lasciare spazio a un cauto ottimismo, negando ad esempio che il berlusconismo sia peggiore del fascismo. L'innovazione, comunque, sta nell'aver capito, cosa che la sinistra non ha fatto, che Berlusconi non è affatto una parentesi della storia italiana ma ne è invece una triste evoluzione (si spera non conclusione). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (18-02-2009) Giannini cerca di spiegarci i motivi del “miracolo Berlusconi” ossia di come sia stato possibile che il Berlusconi Politico si perpetuasse per la terza volta raggiungendo la “perfezione” di un partito vicino al popolo, sensibile alle richieste dei deboli, lungimirante nella politica economica ma, soprattutto, legato intrinsecamente ad obiettivi personali inconciliabili con quanto detto prima.
Il Telepopulismo latente genera il consenso incondizionato, influenzato da scelte di marketing politico generando una conduzione dello Stato stile aziendale e, ovvia conseguenza, la determinazione del popolo come dipendenti in tutto e per tutto.
L’utilizzo della politica della paura è accompagnato da un decisionismo sfrontato come risposta alle lotte intestine della sinistra producenti confusione e instabilità, due fattori utilizzati ad arte dal Cavaliere per ergersi ad unica soluzione possibile e perseguibile contro il Comunismo.
Il tremendo raffronto tra due percorsi storici che, pur percorrendo periodi e condizioni diverse, si ritrovano vicini nelle modalità e soprattutto nei risultati.
Una volta il manganello, ora molto meno, la televisione ed i giornali uniti nella campagna di denigrazione di qualsiasi opposizione finalizzata alla beatificazione dei giusti..(quali?) per il conseguimento di quello che può essere considerato un vero e proprio regime..che ha di tutto tranne che del light..
La strenua lotta del “semplificatore” contro chi cerca di rendere incomprensibile la politica ai più, contro chi, altezzosamente, discute dei problemi nei salotti buoni e non per strada tra la gente, ma non contro chi cerca di ridurre il parlamento a semplice comparsa dimenticando che è l’unico strumento preposto a rappresentare i cittadini e capace di limitare l’azione governativa.
Sorge spontanea una domanda: perché non dare sfogo all’anima “semplificatrice” spiegandoci QUESTO perché?
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni spagnoli_giovanni@yahoo.de (15-01-2009) Invito a leggere questo libro a chi ha giá letto i libri di Travaglio. Giannini analizza il fenomeno Berlusconi in tutte le sue sfaccettatura ma senza quell´"esuberanza" tipica dell´autore di Torino. Il risultato é un analisi degna da dottorato di ricerca in Scienze Politiche, chiaro ed esauriente, senza per questo denigrare (troppo) il protagonista. È palesement un libro per persone con opinioni politiche vicino a Giannini ma a mio parere é una critica obbiettiva. E non mancano le frecciate alla sinistra. Molto interessante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (12-12-2008) Non si può non condividere le posizioni dell'autore, tuttavia le riflessioni sulla sinistra italiana non mi sono sembrate realistiche e mi spiace dover riconoscere che il populismo berlusconiano, date le condizioni di litigiosità perenne dell'opposizione, non può che trionfare. Le spiegazioni del fenomeno date da Giannini sono convincenti, ma il guasto rimane e, temo, durerà a lungo.
I vuoti in natura - e in politica - non esistono.
Il libro mi ha aperto il cuore alla speranza?
Per niente, anche se ne ho apprezzato la qualità. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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