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Ali Tariq - La donna di pietra |
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Titolo | La donna di pietra |
| Autore | Ali Tariq | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2009, 293 p., rilegato | | Traduttore | Giannini Iacono F. |
| Editore | Dalai Editore
(collana Romanzi e racconti) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Ogni anno la famiglia di Iskander Pascià, ex ambasciatore del Sultano in Europa, trascorre l'estate nel suo palazzo affacciato sul Mar di Marmara. È il 1899 e l'Impero ottomano è dilaniato da lotte intestine, fermenti popolari e dalle politiche di conquista delle grandi potenze europee. Nilofer, figlia di Iskander, dopo aver disonorato la famiglia, nove anni prima, sposando un umile insegnante greco, ritorna a casa. È lei a condurci dalla «Donna di Pietra», un antico masso dalle sembianze solo vagamente umane - a cui si arriva attraverso i frutteti, tra l'odore del timo e dell'albero del pepe che per secoli ha raccolto le confessioni di intere generazioni. Disillusa e infelice, Nilofer sarà la prima a visitare la Donna di Pietra, ma tutti i personaggi, a turno, le affideranno il proprio dolore nascosto. Sara, moglie di Iskander, che cela un inconfessabile segreto; i figli Halil, generale dell'esercito impegnato a ordire una rivolta contro il Sultano, e Kemal, armatore di una compagnia di navigazione, tradito dalla moglie e dalla vita.
Stefano (06-04-2010) Questa saga familiare ambientata nella residenza estiva di un ricco ed influente diplomatico turco appare un po' più debole dei precedenti romanzi dell'islam quintet. A turno i protagonisti confidano le proprie devolezze alla "donna di pietra" del titolo - null'altro che un'antica statua confinata tra le piante nel parco attorno alla residenza. sullo sfondo, un impero ottomano sull'orlo della disgregazione, le cui contraddizioni profonde sono riflesse dalle vicende della famiglia Pascià. Bellissimi i dialoghi, ottimo lo stile narrativo; a conti fatti un romanzo più che gradevole. Ma la storia (volutamente?) rimane troppo al di fuori delle mura domestiche, e si ha la sensazione che la medesima saga possa essere traslata in un qualsiasi altro momento storico - mentre la maggiore qualità dell'autore è proprio quella di fondere fiction e veridicità storica creando personaggi fantastici in un contesto narrativo concreto a palpabile. Che l'autore abbia voluto dare un'impressione di staticità - il ritratto di un impero islamico troppo ripiegato sulle proprie anacronistiche tradizioni per rendersi conto del proprio tracollo? Probabilmente si. Volendo credere a quanto ho appena detto, la mia valutazione del romanzo è 4. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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