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Theroux Paul - Un treno fantasma verso la Stella dell'Est |
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Titolo | Un treno fantasma verso la Stella dell'Est |
| Autore | Theroux Paul | | Prezzo |
€ 22,00 |  | | Dati | 2010, 518 p., brossura | | Traduttore | Giuliani G. |
| Editore | Dalai Editore
(collana Icone) |
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| Nel 1975 un giovane e ambizioso Paul Theroux decise di intraprendere una straordinaria avventura: partendo da Londra raggiunge Tokyo servendosi esclusivamente di treni. Da quell'esperienza nacque uno dei suoi primi libri di viaggio. Trent'anni dopo il grande scrittore ripercorre i propri passi sulle strade ferrate dell'Asia. Il risultato è questo nuovo capitolo della sua inesausta esplorazione di ogni angolo nascosto del pianeta. Forte di una scrittura precisa ed evocativa, libera da qualsiasi esotismo e capace di raccontare la bellezza senza arretrare di fronte alle brutture e alle contraddizioni del mondo, Theroux ci trasporta in luoghi lontani e spesso poco conosciuti come Tbilisi, Baku, le città sacre dell'India e le megalopoli giapponesi. Un viaggio che non è solo l'attraversamento di queste terre, ma soprattutto la descrizione del perpetuo peregrinare di una delle anime erranti più fascinose del nostro tempo.
| La recensione de L'Indice |
 Trent'anni dopo l'incredibile scorribanda ferroviaria che lo ha reso una leggenda della letteratura di viaggio (da Londra fino in Giappone attraverso l'Asia e poi di nuovo in Europa a bordo della Transiberiana), Paul Theroux si è rimesso a sferragliare sulle proprie tracce. Il suo nuovo resoconto di viaggio, che la Baldini Castoldi Dalai ci offre oggi con il titolo Un treno fantasma verso la Stella dell'Est, racconta infatti come egli abbia ceduto alla tentazione di riscrivere la mappa dell'Asia delineata in Bazar Express (1975). Questa volta Theroux si è trovato davanti un mondo diverso, in cui confini un tempo invalicabili si sono magicamente aperti e regioni un tempo felici sono cadute in miseria. L'Asia offesa dalla Guerra fredda ha cambiato l'abito delle sue dittature e ora vende l'anima all'ideologia dell'high tech. Nel paesaggio che gli corre davanti sul finestrino, Theroux riesce però a ritrovare anche un'impercettibile continuità, che descrive attraverso schegge di conversazione, minuti dettagli, illuminazioni improvvise: piccoli scrigni di conoscenza come quelli che portavano a casa gli antichi viaggiatori. "Se un tempo i libri di viaggio si scrivevano per chi non poteva muoversi di casa, che senso ha scriverli oggi che tutti viaggiano?", era la domanda che già al tempo di Bazar Express gli veniva posta più spesso. Giovane e squattrinato, Theroux amava allora rispondere con un paradosso: "Tutti fanno l'amore, eppure non si è smesso di scriverne". Oggi è meno irriverente e più malinconico. Si è accorto che i veri viaggi hanno il ritmo di un vecchio blues, che innesca la memoria e al tempo stesso libera dal fastidioso dovere di essere se stessi: "Se sei straniero, dice la canzone, nessuno ricorda il tuo nome". Luigi Marfè |
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