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Ansaldo Giovanni - L' eroe di Caprera |
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Titolo | L' eroe di Caprera |
| Autore | Ansaldo Giovanni | Prezzo Sconto 10%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 0,85)
|  | | Dati | 2008, 96 p., brossura |
| Editore | Le Lettere
(collana Il salotto di Clio) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 2 giorni lavorativi | | 
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| Il rivoluzionario Garibaldi raccontato dal conservatore Ansaldo. Un ritratto dell'eroe attraverso la ricostruzione di alcuni momenti significativi della sua vita: la fuga avventurosa nelle Maremme dopo la fine della Repubblica Romana, le peregrinazioni successive a quel tragico evento, le fasi preparatorie dell'impresa dei Mille, il ritiro a Caprera.
| La recensione de L'Indice |
 Montanelli diceva che Ansaldo andava munto ogni mattina. Il bisogno di scrivere era per lui irrefrenabile, più di un esercizio naturale, un'esigenza fisiologica. E questo rimase vero anche quando da redattore divenne direttore. Basti pensare al quindicennio abbondante in cui, a partire dal 1950, guidò "Il Mattino". Il giornalista genovese non si limitava a impostare il giornale, o a dettare gli editoriali importanti, ma con continuità produceva commenti, stelloncini, varietà, rubrichette, articoli di terza pagina, note di costume, rievocazioni storiche. Tanti a Napoli compravano il quotidiano locale soltanto per leggere l'articolo di Ansaldo. I giornali sono per definizione effimeri, pensati per durare ventiquattro ore; pure, gli interventi ansaldiani reggono assai bene anche a distanza di decenni. Questo non dipende solo dal profondo mestiere che in essi traluce, ma rimanda a una robusta capacità evocativa. Sono doti che si apprezzano pienamente leggendo questo volumetto, dove sono raccolti alcuni articoli dedicati a Garibaldi, scritti tra il 1949 e il 1969. In queste pagine rifulge il fiuto storico dell'autore, capace di cogliere nel dettaglio un elemento generale, la sua capacità di penetrazione psicologica, che lo porta a riepilogare, in un motto o in un gesto, una personalità, il realismo, che ne guida con sobrietà l'analisi. Ansaldo, come ricorda Francesco Perfetti nell'introduzione, era un conservatore, eppure per l'eroe dei due mondi sentì sempre una forte e istintiva simpatia. In questo pesava certo il fascino del condottiero romantico, ma va considerato anche un altro aspetto, che travalica le appartenenze politiche e rimanda a una matrice risorgimentale. Garibaldi nella sua azione aveva privilegiato l'unità dell'Italia, obiettivo che aveva fatto premio su altre convinzioni; e questo patriottismo disinteressato non poteva non piacere ad Ansaldo. Maurizio Griffo |
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