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Shteyngart Gary - Absurdistan |
Ecco a voi Misha Vainberg, il figlio dell'uomo che occupa la milleduecentotrentottesima posizione nella classifica dei più ricchi della Russia: le sue passioni sono il cibo e l'alcol, la musica rap e tutto ciò che ha a che fare con New York, la città che ha dovuto lasciare per ragioni legate al comportamento violento di suo padre. Misha è un uomo troppo grasso, che dall'America - dopo essere transitato nel paese natale del padre -approda in una nazione troppo piccola, l'Absurdistan; il suo è un assai strano esilio, lontano dalla sua patria adottiva, con sempre meno speranze di riuscire a tornarci. Proprio mentre sta cercando di procurarsi un passaporto di nazionalità belga per fuggire da lì, nella piccola nazione dell'Absurdistan scoppia anche una guerra civile e Misha si trova catapultato in un mondo grottesco, in cui gli tocca diventare Ministro degli affari interculturali, alle prese con il petrolio, con l'amore, con un mondo in cui sembra impossibile aspirare a una vita normale...
11 recensioni presenti. Media Voto: 2.90 / 5Fabrizio (22-07-2008) denso, estremamente ironico, ritmato, originale e coinvolgente. Al di là della grottesca storia, tratta argomenti di grande attualità come le losche storie della halliburton e delle nuove repubbliche ex sovietiche. Uno dei più piacevoli libri mai letti. Voto: 5 / 5 |
Kristian d'Arc (28-03-2008) Ricco, denso, divertente, originale, strampalato pastrocchio. Politicamente scorretto e, quindi, corretto-intelligenza come un caffè corretto-grappa. Ogni tanto un po' di déja vu, e qualche passaggino a vuoto. Ma è confortante che ci sia qualcuno nel mondo di oggi capace di scrivere così bene. Per chi pensa che leggere possa e debba essere un Piacere. E che per brillare uno scrittore debba essere, per l'appunto, Brillante. Il mio voto è però abbassato dal finale stracco e semiabortito, mentre i troppi ringraziamenti che seguono fanno nascere qualche sospettuccio: in campo artistico è sempre deludente quando al posto di una Regina trovi un laborioso alveare, al posto di un Dostoevskij una smaliziata equipe di redazione, al posto di un Van Gogh una cooperativa di (pur eccellenti) imbianchini. Nessuno nega la necessità e l'importanza di un buon editing, ma voglio sperare che questo autore sia davvero un Autore, e non l'ennesimo bluff della letteratura contemporanea. Voto: 4 / 5 |
sabrina (23-03-2008) molto efficace, ironico e irrispettoso, forse la traduzione lo penalizzerà, io l'ho letto solo in italiano, ma già così sono riuscita a cogliere diverse cose, mi è proprio piaciuto. Voto: 4 / 5 |
Dago (10-03-2008) Chi non conosce la "Nuova" Russia con i suoi nuovi russi(la stragrande minoranza per fortuna!) non apprezzerà questo libro pieno di ironia. Consigliato a chi conosce l'argomento. Voto: 4 / 5 |
Moreno (06-03-2008) Assurdo il libro, assurdo l'ironia russa, assurdo che io sia riuscito a finirlo...
Voto: 1 / 5 |
valeria sanfilippo (16-02-2008) Devo dire che mi sono chiesta se fossi io a non riuscire a comprendere il senso ironico nè la costruzione narrativa di questo autore, visto che alcune recenzioni lo considerano tra i grandi scrittori contemporanei...ammetto la mia colpa: non ce l'ho fatta ad andare avanti fino alla fine.Più che noioso. Meglio passare ad un altro libro ,senza sprecare tempo, senza troppi sensi di colpa! Voto: 1 / 5 |
Alessandro Mure (25-01-2008) Concordo con chi dice che la traduzione non rende. Io l'ho letto in inglese ed è stato superbo. Ironico, divertente, ricco di trovate, capace di disegnare un ampio affresco della società contemporanea russa. In Italia abbiamo pochi narratori di pari levatura. Accontentiamoci dei nostri De Carlo e Baricco (sign!) e speriamo che prima o poi qualcuno riesco a risollevare le sorti delle patrie lettere... Voto: 4 / 5 |
chiara (15-01-2008) il problema dei commenti negativi è che letto in italiano non rende assolutamente ... e non è colpa del traduttore... dirò di più: letto in inlgese senza sapere il russo non rende veramente. ho la fortuna di leggerlo in originale e di conoscere il russo e di aver vissuto li per anni... per me è un puro divertimento! Voto: 4 / 5 |
antonio (27-12-2007) un giovane ebreo russo in america, un padre gangster a san leninburgo...il padre ucciso, lui arriva in absurvani, improbabile paese sul mar caspio alle prese con la fine del petrolio.
niente di che questo premiato romanzo che ci parla in modo ironico dei russi, degli ebrei, di petrolio e guerre che lo riguardano. si sbizzarrisce ad inventarsi luoghi e situazioni, ma risulta molto ripetitivo e quasi mai veramente ironico e divertente. Voto: 1 / 5 |
claudio (29-11-2007) Si fa veramente fatica per almeno metà libro; si risolleva verso la fine. Certo che paragonarlo a Waugh e agli altri riportati da Guanda è un insulto a quest'ultimi. Voto: 3 / 5 |
Roberto P. (30-10-2007) Se è vero, come è vero, che nella vita bisogna avere delle priorità, sconsiglio a tutti di perdere tempo con un libro di un'incosistenza disarmante. Il sense of humor americano è troppo diverso da quello europeo! Ho fatto una fatica indescrivibile ad andare avanti nella speranza che il libro si risollevasse prima o poi, ma tutto è stato inutile. Una delusione da tutti i punti di vista. Voto: 1 / 5 |
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