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Lahiri Jhumpa - Una nuova terra |
Otto storie che ci portano da Cambridge e Seattle fino all'India e alla Thailandia, entrando nelle esistenze di sorelle, fratelli, padri, madri, nipoti e figli, amici e amanti. Come spesso accade nei racconti della scrittrice indiana, anche in queste pagine la situazione di partenza viene spesso rovesciata da un colpo di scena, uno scatto che cambia la prospettiva. I temi che ricorrono in queste pagine sono quelli a lei cari: la difficoltà dell'integrazione anche per gli immigrati di seconda generazione, il senso di estraniamento, di non appartenenza, il trauma del passaggio, di quello che si è lasciato indietro e di quelio che ancora non si è completamente fatto proprio.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5yolandalleo (19-06-2009) Bellissimo libro, scorrevole e molto delicato tematica molto attuale per le donne non solo di origine indiana, ma penso che i personaggi sono il mondo femminile occidentale, sono la nostra società oggi. Voto: 4 / 5 |
Marco (31-08-2008) Non ci si innamora a prima vista di questi racconti che non inchiodano alla pagina; bisogna concedere loro un po’ di tempo per apprezzarne appieno la delicatezza, la profondità, l’ottima costruzione formale e stilistica. Manca tuttavia quella “scintilla” che porta alla valutazione piena. Voto: 3 / 5 |
alce67 (02-08-2008) Se posta nella dimensione del racconto, Jumpa Lahiri esprime un talento notevole. Lo sfondo emotivo resta sempre il conflitto culturale tra mondi diversi, il senso di sradicamento, di solitudine di queste famiglie della buona borghesia bengalese che se ne vanno in America a studiare, a lavorare. Su questo sfondo l'autrice tesse la sua trama di conflitti sopiti, parole non dette, emozioni che si fanno largo con discrezione, per poi magari espodere. La prosa è semplice ed efficace, le storie sono coinvolgenti, perlopiù rinchiuse negli stretti ambiti famigliari. Mi piace la sua sensibilità nel trattare le spreranze, le difficoltà, i conflitti di chi affronta "Una nuova terra". Sempre molto attuale e godibilissimo. Voto: 5 / 5 |
Laura (09-07-2008) Bellissimo. Sei racconti densi, con una scrittura ricca ed appassionanate. Sei storie universali. Trovo estremamente riduttivo definire la Lahiri come una scrittrice indiana che parla di immigrazione e di integrazione. Queste storie hanno un respiro e una profondità in cui chiunque può riconocsersi. Parlano ad ognuno di noi. La scrittrice tratta con rara maestria i problemi tra padri e figli, le incomprensioni ed amarezze che divididono le coppie, i sogni infranti ed irrealizzati. L'ultimo racconto (quasi un romanzo breve) diviso in tre parti narrate i primi due in prima persona uno da ciascuno dei protagonisti e il terzo - che si svolge prevalentemente in Italia -in terza persona è straordinario nella sua struggente malinconia e nell'atmosfera di perdita che lo caratterizza. Da leggere e rileggere Voto: 5 / 5 |
Roberto Rigamonti roberto@rigamontisas.it (08-07-2008) libro bellissimo, che mi ha riportato alle sensazioni provate quando fu pubblicato in Italia il suo primo libro di arcconti, fresco vincitore del Pulitzer, un adecina di anni fa.
Come già allora la realtà ed il "dramma" dell'emigrazione e dell'integrazione sono trattai con una dolcezza straordinari. Voto: 5 / 5 |
Ardid79 (12-06-2008) Di solito non amo molto la dimensione dei racconti, ma con Jhumpa Lahiri, scrittrice di origini indiane che vive negli stati Uniti, si va sul sicuro. E ogni volta che la leggo capisco perché, alla sua oper prima avesse già vinto il premio Pulittzer. Perché è brava, perché scrive bene, con una fluidità semplice e ricca insieme, raccontando storie, che solo apparentemente sembrano legato al luogo, al tempo, alle condizioni degli indiani emigrati in america. In realtà le sue storie arrivano sempre dritte a te. E questa raccolta di racconti (di cui uno per la lunghezza, sembra più un romanzo breve) non solo è bella, è bellissima. protagonisti sono i figli degli emigrati, la nuova generazione indiana che è nata e cresciuta in America, lì ha studiato e spesso ha sposato degli americani. Una integrazione perfetta. Apparentemente. Ma in queste famiglie, tra mariti, mogli, fidanzati, sorelle, madri e padri, c'è sempre un desiderio o un segreto non confessato, una passione irrisolta, una infelicità nascosta. Che un attimo breve svela all'improvviso modoficando intere esitenze. A volte. Storie di difficoltà di comunicazione. E non soltanto tra persone di razza diversa, di cultura, educazione, nascita diversa. E l'incomunicabilità che esiste con tutti, solo per il fatto che siamo persone diverse. E la Lahiri la racconta in un modo sottilmente malinconico, come se parlasse della tua storia. Voto: 5 / 5 |
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