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Bryson Bill - Vestivamo da Superman | Cosa significa crescere nell'America degli anni Cinquanta? In questo suo nuovo "memoir", Bryson si muove a ritroso alla ricerca di quegli anni e di quei luoghi, di un'America felice per vocazione, fiduciosa di sé e del proprio luminoso futuro. Erano gli anni Cinquanta, tutto sembrava bello e possibile, anche le sigarette parevano non poter far altro che bene, così come il DDT e l'energia nucleare; le case si riempivano di elettrodomestici, c'era addirittura chi proponeva (sul serio) di usare i razzi per velocizzare gli invii della posta celere. E Bryson viaggia, cinquant'anni dopo, in quel mondo perduto, raccontandocene aneddoti e personaggi, facendo rivivere i sogni di una generazione e di un'infanzia fortunata, ridando fiato e respiro a un passato che è il suo personale, vissuto a Des Moines, Iowa.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5francescamuu (13-06-2009) Bryson non si smentisce mai. il libro è divertente, anche per chi non ha vissuto in america in quegli anni!
incredibile ripensare alla propaganda fatta dallo stato a prodotti (cibi con coloranti e conservanti, pesticidi e fumo) che poi adesso sono quasi vietati per i loro effetti nocivi.
da leggere (come tutti i suoi altri libri)! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mari (04-04-2009) Non solo è spassosissimo e zeppo di gag indimenticabili (i ragazzini che costruiscono una bomba e fanno saltare in aria la casa!) e non solo è pieno, come tutti gli altri suoi libri, di riflessioni molto profonde sulla cività americana. Io vorrei aggiungere che le ultime pagine, dove descrive la città di Des Moines com'è oggi, dove ogni forma di vita è stata cancellata dal centro della città, sono così struggente che commuovono. Che tristezza vedere il mondo (enon solo l'America purtroppo) che imbruttisce!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mario (31-01-2008) SUPERLATIVO,FANTASTICO!!! mi ha fatto tornare bambino,e anche molto divertente..anche io come lui mi divertivo con poco e diventavo quindi un "creativo", adesso che ho tutto non mi diverto più come un tempo,la miglior cura a questo,è la semplicità... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rokossovskij (11-09-2007) Spassosissimo, come quasi tutta la produzione di Bryson (secondo me, al livello del paese bruciato dal sole, e solo un gradino sotto le strepitose prime cento pagine della passeggiata nei boschi). L'andamento rapsodico - né cronologico né particolarmente "narrativo" - è la caratteristica del libro, ma per certi versi ne è anche il limite, impedendo l'emersione, se non per camei, di personaggi con potenzialità clamorose (come il "solito" Katz, ma anche come il bambino potenziale gay, che poi scopriamo essere il futuro agente dell'autore). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
philo (20-07-2007) Il libro è molto divertente. E' una specie di panoramica della vita in U.S.A. negli anni 50/60. Lo scrittore è molto bravo a descrivere la sua infanzia. Era dalla lettura di "Vita" di De Crescenzo che non ridevo tanto per una autobiografia. Unico piccolo diffetto del libro è che in alcune situazioni, non avendo vissuto in quegli anni in USA, è difficilmente apprezzabile, ad es. descrizione di prodotti alimentari o giochi in uso in quegli anni.
Comunque come lettura estiva lo consiglio vivamente.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrico (18-07-2007) Si tratta del primo libro che leggo di Bryson e certe immagini sono spassosissime (il compagno di giochi ingiustamente in castigo che lo guarda dalla finestra di casa è fantastica!). Il libro è per lo più simpaticamente scorrevole ma ho trovato anche delle riflessioni molto profonde sulla cività americana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Claudio (26-06-2007) Al consueto stile divertente e spassoso di Bryson questa volta si accompagna una vena di nostalgia per l'epoca d'oro dell'infanzia, dell'innocenza e dei sogni..
Del resto "se non conosci il tuo passato non potrai conoscere il tuo futuro".
Lunga vita a Bill Bryson. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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