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Giono Jean - Il disertore |
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Titolo | Il disertore |
| Autore | Giono Jean | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,35
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
|  | | Dati | 2009, 95 p., brossura | | Traduttore | Bocconi P. |
| Editore | Guanda
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Chi era esattamente? Da dove veniva? Era un assassino in fuga, un cospiratore, o era stato notaio, o addirittura vescovo? Del "Disertore" si sapeva soltanto che era francese e che scappava da qualcosa, magari da se stesso. Jean Giono, trasformando una sorta di bizzarra indagine su un personaggio realmente esistito in un lungo racconto, descrive questo vagabondo ottocentesco mentre varca un passo alpino tra la Francia e la Svizzera, in una natura aspra e incontaminata. Una sola, grande paura tormenta il personaggio: i gendarmi. Perché, anche se non ha fatto nulla, chi è povero e viaggia "senza documenti" non può mai fidarsi dei rappresentanti dell'ordine. Ma in un villaggio del Vallese, il Disertore sarà accolto da gente semplice come lui e scoprirà la sua candida, straordinaria vocazione: dipingere immagini sacre; o meglio: ritrarre, sotto le spoglie di santi, gli uomini e le donne della valle. E in quest'arte troverà anche il riscatto per la propria anima.
| La recensione de L'Indice |
 Guanda ripropone, nella stessa traduzione, questo racconto di Giono che aveva già presentato nel 1997. Nell'attuale edizione il testo è accompagnato da un'introduzione che dà conto delle circostanze esterne che ne sono all'origine. Giono riceve e accetta una commissione: introdurre un libro d'arte che riproduceva le opere (per lo più ex voto) di Charles-Frédéric Brun, detto il Disertore, della cui vicenda biografica si sapeva soltanto che era di origine francese, e che intorno alla metà del XIX secolo aveva varcato clandestinamente il confine con la Svizzera per soggiornarvi fino alla morte. All'epoca della commissione, Giono è un affermato scrittore settantenne; non si sottrae però a uno sforzo di documentazione dal quale estrarrà non la verità sui misteri che avvolgono la vita del suo personaggio, ma una ricostruzione, per molti aspetti e in molti punti di pura fantasia, che dirà una parola in più, non ripetitiva, sul suo universo narrativo. Anzitutto, con Il disertore, Giono offre un'ennesima sfaccettatura di una figura centrale della sua fantasia: il transfuga, l'esiliato, l'anarchico che vive ai margini della società. Qui, però, il personaggio è estremizzato, è condotto fino al baratro, reale e metaforico, della morte per inedia, dal quale si ritrae solo quel tanto che basta alla pura sopravvivenza. Ma ciò che più di ogni altra cosa decide della superba qualità letteraria del racconto è la sconcertante vibratilità dei punti di vista (l'autore-documentarista, la voce narrante, il monologo interiore del personaggio, l'indiretto libero, il "noi" degli umili ma saldi abitanti dei villaggi alpini), che serve a Giono non tanto per ribadire la già al suo tempo stantia inafferrabilità del reale, quanto ad accostarsi il più possibile da presso alla mentalità contadina e montanara. Paolo Mantioni |
massimo (28-01-2010) "....O il silenzio. Che è così bello quando si è finalmente tranquilli e non si ha paura di nessuno..."
Una piccola perla di un grande scrittore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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