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Welsh Irvine - Una testa mozzata | Jason King è un fantino quasi nano, che vive tra interminabili partite di Subbuteo, di cui è niente meno che campione regionale, e il sussidio di disoccupazione. Suo padre è un socialista massimalista che ha scoperto i gangsta rapper americani, che per lui incarnano la vera anima della protesta: "C'e dentro più politica nelle parole di 50 Cent che in cento dischi di quel finocchio di hippy che senti tu!" Jason King ha una passione per la pornografia, la masturbazione, l'alcol e le ragazzette della buona società in pantaloni aderenti da fantino, non necessariamente in quest'ordine...
| La recensione de L'Indice |
 A suon di "oro nero" (l'adorata Guinness), partite di subbuteo e chiacchiere di argomento erotico con i compagni di bevute, le giornate dell'ex fantino Jason King scorrono tutte uguali tra loro, e molto simili a quelle di tanti giovani senza arte né parte della contea scozzese del Fife, che con Jason condividono anche il linguaggio sboccato e proletario con il quale ci racconta la sua storia. Parallelamente scorre il racconto di Jenni, ragazza di famiglia ricca tutt'altro che esemplare, vittima delle proprie insicurezze domestiche e delle vessazioni di un'amica canaglia. A sconvolgere e avvicinare la vita di entrambi in modo impensato sarà il ritorno di Ally Kravitz, ragazzo assurto a eroe del quartiere per aver abbandonato lo squallore di casa sfrecciando sull'immancabile motocicletta fino a una mitica Spagna calorosa e accogliente. Fanno da sfondo alla vicenda non solo i sordidi e fumosi pub frequentati da Jason, luoghi centrali di una Scozia popolaresca che ha abbandonato le illusioni socialiste degli anni della lotta operaia, ma anche l'ambiente luminoso e ipocrita delle gare di equitazione, in cui Jenni si muove con un certo disagio. Molto divertente è la parlata di Jason, che spassosamente disegna un mondo di giovani squattrinati dal futuro incerto i cui confini potrebbero senza dubbio estendersi ben oltre le isole britanniche. L'eloquio di Jenni, più sobrio e borghese, è squisitamente postadolescenziale, ma nei contenuti meno preciso di quello di Jason, che senz'altro incarna con maggior precisione l'immaginario e i modelli sociali dell'autore, dando loro una realizzazione concreta in un apparato metaforico grezzo e scurrile, ma proprio per questo profondamente realistico, scevro da inutili ipocrisie e assolutamente irresistibile. Ilaria Rizzato |
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 3.08 / 5Diego (18-01-2010) Non regge il confronto con ciò che Welsh ha scritto prima. Alcuni temi trattati sono interessanti, altri - meno originali- fanno parte di Welsh, ma manca il collante. Pur essendo un romanzo breve, la trama è infatti un po' povera. Voto: 2 / 5 |
Corrado (19-03-2009) Dove è finito il mitico Irvine de "Il Lercio", "Colla" ecc.? Già il penultimo "I segreti erotici dei grandi chef" era mediocre ma questo è pessimo. Sembra ormai aver perso la sua proverbiale genialità, speriamo sia solo una "crisi" passeggera.... Voto: 1 / 5 |
davide davciv@gmail.com (17-02-2009) Ho adorato Welsh di Colla, trainspotting, il lercio.... ed è per questo che il mio voto è 3 e non 2... sinceramente libro banale con personaggi stereotipati che sembrano usciti dala testa di un 15enne complessato e perennemente arrapato.. se questa fosse veramente la Scozia penso che non ci andrei più...
Voto: 3 / 5 |
lorenzo (25-01-2009) Dopo aver letto i commenti su questo libro ero un po'scettico ma dopo averlo letto posso dirlo....lo zio Irvine è sempre lui!io ho trovato il protagonista tratteggiato benissimo... libro godibile dalla prima all'ultima pagina e come al solito Welsh è un perfetto portavoce dei perdenti che voce non hanno.+ che buono! Voto: 4 / 5 |
Andrea (07-01-2009) Personalmente lo giudico il peggior libro di Irvine... una storia non molto avvincente, un'ambientazione banale, una traduzione che non mi convince molto.
Niente a che vedere coi libri precedenti Voto: 1 / 5 |
luigi (22-12-2008) L'ho letto in pochi giorni. Avevo letto i commenti. Avevo letto anche tutti i libri di Welsh. Beh, non è il migliore nè il peggiore. È un racconto carino, nulla più. Ai fan di Welsh dovrebbe piacere, come mi è piaciuto. Ecco, è un poco troppo corto, e questo è il più grosso difetto. Avrebbe potuto continuare per almeno 100 pagine di storia. Che parla di volgarità, beh, non avete capito. Proprio le parolacce, inserite ad hoc, sono il quid pluris della storia. Per come sono state messe, fanno ridere e danno colore al personaggio. Se non ci fossero, il personaggio, ed il romanzo tutto, sarebbe di una noia mortale. Voto: 5 / 5 |
Jack (10-12-2008) il primo libro che ho letto di Welsh, di cui comunque conoscevo la fama.
Inizialmente irritante, si riprende un pò nella fase centrale e tutto sommato si lascia leggere fino alla fine.
L'ho trovato un pò troppo volgare, e sinceramente non sono uno che urla allo scandalo per niente... diciamo che da neofia, leggendo questo l'impressione che ho di Welsh è di un arrapato cronico ossessionato dalle chat-line.
Presente anche qualche bestemmia tradotta alla lettera... in parole povere, se siete particolarmente sensibili meglio starne alla larga. Altrimenti può meritare una lettura. Voto: 3 / 5 |
PROT (08-12-2008) non il mio welsh preferito anche se è sempre un piacere leggerlo.. Voto: 3 / 5 |
Claypool ermanno.claypool21@hotmail.com (11-11-2008) Considerando il fatto che Welsh, a mio avviso, possa benissimo collocarsi nell'Olimpo della letteratura anglosassone, va detto che quest'ultimo lavoro é in fondo molto meno ambizioso dei suoi precedenti. Non tanto per la linearità della storia e per la mancanza di aneddoti esilaranti, quanto per il semplice fatto che quest'opera si tratti fondamentalmente di un semplice racconto. E quindi, come già accadeva per il mitico "Un cazzemmezzo" (strepitoso!) de "La casa di John il Sordo", tende a restare incanalato sui binari della storia breve e semplice. Non si può pretendere per tanto una struttura narrativa complessa e magistrale come quella di "Colla", "Porno" e, naturalmente, "Il Lercio". Questi erano romanzi da antologia, per la delineazione e la caratterizzazione dei personaggi e degli sfondi, dei tic e delle ossessioni, della disperata realtà borderline di Leith e dintorni. In un racconto tutto questo è superfluo, va snocciolato e ridimensionato. Welsh, con questo racconto lungo, vuole porre l'accento sui modi di dire grotteschi del Fife, delineando una storia plausibile e divertente. Per questo i personaggi, tranne i due principali, vanno appena tratteggiati, come da semplice contorno. L'errore, quindi, sta nel considerarlo un romanzo. In realtà Guanda l'ha estrapolato da una serie di racconti. Voto: 3 / 5 |
francesco (02-11-2008) romanzo non all'altezza dei suoi precedenti,soprattutto nello stile di narrazione che in passato era il punto di forza di irvine ma stavolta il risultato e' uno scempio.la volgarita' non incide piu' come un tempo e il reperorio dell'autore necessita di un po' di restyling. Voto: 2 / 5 |
Annalisa Mullen (01-11-2008) Noioso, ripetitivo e banale!!! Nulla a che vedere con l'I. Welsh di Colla e Trainspotting!! Voto: 1 / 5 |
Mino S. (16-10-2008) Beh la volgarità è forse maggiore rispetto a I SEGRETI EROTICI...ma questo romanzo è ambientato in un luogo di sicuro più popolare e rude..
Chi si scandalizza perchè I. è volgare non conosce lo scrittore.
Cmq passando al libro, lo reputo inferiore all'ultimo degli Chef perè è debole nella caratterizzazione dei personaggi femminili e in quelli di contorno (i soliti ubriaconi sessuomani e le brigate di tifosi violenti)
Per il resto Jason è credibile e divertente e vale da solo almeno la metà del prezzo del libro..ad ogni modo non ci sono spunti narrativi originali (la testa è un fattore molto marginale) ma di sicuro la seconda parte è più avvincente anche se l'evoluzione dei personaggi è troppo forzata. Voto: 3 / 5 |
gabriele caffeinebomb@yahoo.com (16-10-2008) Sono daccordo con chi dice che questo è il meno "welshiano" dei libri di Irvine Welsh...è una storia d'amore abbastanza classica, immersa nella tipica realtà dei libri di Welsh. Però è anche vero che fossilizzarsi su uno standard (droga, alcolismo, delinquenza) denoterebbe mancanza di fantasia. Quindi è vero, non è l'episodio migliore dello scrittore, ma comunque un'ottimo libro. Voto: 4 / 5 |
Oscar Grimladi (06-10-2008) Probabilmente non è il miglior romanzo di Welsh e quindi, come dicono altri, non è esattamente il libro da consigliare a chi Welsh non lo conosce, ma a me non è affatto dispiaciuto. Una storia sicuramente più debole, con l' "esperimento" riuscito solo a metà della voce narrante femminile, però nel complesso il voto è ampiamente positivo....... Voto: 4 / 5 |
Sempavor (02-10-2008) Gran libro, come giustamente dice FrancescaA "volgarissimo" (oibò, chi mai l'avrebbe detto??????) proprio come piace a noi fans di Irvine Welsh, che non sapevo fosse una "scrittrice".
Voto 5/5 al libro, 0/5 a certi commenti... Voto: 5 / 5 |
mirko (23-09-2008) Stavolta Welsh non convince appieno, colpa forse di una narrazione zoppicante e poco convincente nello sviluppo. Le due soggettive non funzionano benissimo, specialmente la parte femminile é quella meno interessante e priva di mordente. Il protagonista invece é divertente, ma la scrittura di Welsh stavolta esagera in immedesimazione territoriale e il continuo esprimersi "da ignorante", come se a parlare fosse un'analfabeta, non é molto azzeccato e può risultare particolarmente fastidioso e noiosetto.
A tratti però si riconosce la pura follia di Welsh e ci sono momenti assolutamente divertenti !
Direi consigliato soltanto agli affezzionatissimi dello scozzese...gli altri non capirebbero Voto: 3 / 5 |
Nick (18-09-2008) welsh ha sfornato un insolito libro.
la sua scrittura è, come sempre, un pungo allo stomaco, sia per le il linguaggio che per la sintassi, i discorsi sono in alcuni momenti allucinanti, ma così vicini alla realtà scozzese (passate 3 mesi ad edinburgo e capirete) che a volte sembrano in presa diretta.
la storia è particolare, non il classico libro a là trainspotting, ma uno non può sempre scrivere di sesso e droga!
per abitudine prima di comprare un libro mi informo sempre, anche se con welsh vado sul sicuro e lo comprerei anche ad occhi chiusi.
lui stesso afferma che questo nuovo romanzo si discosta dai suoi parametri, ma che uno non può fossilizzarsi sui medesimi personaggi e medesime vicissitudini.
consigliato a chi ama welsh come scrittore, i romanzi scritti bene, le storie boarderline e a tratti paradossali.
sconsigliato a chi vede in welsh solo lo scrittore "acido" Voto: 4 / 5 |
Lore (18-09-2008) Vorrei innanzi tutto dire a Francesca che Irvine Welsh è un uomo...
Poi che questo libro mi ha un pò delusa perchè non mi sembra il suo solito stile e mi aspettavo un pò di più! Dov'è finito l'Irvine di Trainspossing e Colla? Voto: 3 / 5 |
Massimo (17-09-2008) Mi permetto innanzitutto di correggere un'insolita critica di FRANCESCAA che non ha gradito affatto il libro: Irvine Welsh è un uomo, cara, non una scrittrice. Io sono solito informarmi un minimo sull'autore prima di leggerne un'opera. Dovresti farlo anche te, vedrai che magari risparmi anche dei soldi. Il libro non è certamente paragonabile a Trainspotting o Acid house ma comunque mantiene quella brillante e lucida visione distorta delle cose tipica dell'autore Voto: 3 / 5 |
Luca (Udine) (17-09-2008) Non il miglior libro di Welsh, ma sicuramente divertente, ironico, pungente come sempre.
Per chi pensa sia troppo volgare, be', vada a leggersi qualche storiellina d'amore, tutta rose e fiori.
La vita reale è quella che descrive Welsh, magari a volte esagerando o calcando la mano, non quella dei romanzetti finti perbenisti.
x Francesca....
precisazione doverosa; Welsh è un "lui", non una "lei"......manco le note di copertina sai leggere ??
Voto: 4 / 5 |
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