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Biondillo Gianni - Nel nome del padre | È la notte di Natale, in un mondo che si prepara a festeggiare, comunque e dovunque. È la notte di Natale per tutti, ma non per Luca, che è solo in casa, abbrutito dall'alcol e dal dolore, sul punto di compiere un atto disperato, sconsiderato, l'ultimo... E forse non lo può fermare nemmeno il telefono, che squilla a vuoto.... Ma come siamo arrivati a questo punto? Ecco che in una serie di flashback incrociati ripercorriamo la storia d'amore di Luca e Sonia, l'incontro, la decisione di creare una famiglia, la nascita della piccola Alice, alla quale Luca assiste sgomento e incredulo come tutti gli uomini, e poi via via tutti i passi in fondo banali che conducono una coppia alla distruzione... Qui comincia il calvario di Luca, che è quello di molti padri separati: la moglie gli impedisce di vedere la bambina, approfittando in modo subdolo di un vuoto legislativo che vede gli uomini pieni di obblighi ma privi di diritti. E mentre gli amici di sempre (tra i quali un certo Michele, poliziotto... Vi ricorda qualcuno?) cercano di stargli vicino e di aiutarlo come possono, a Luca non resta che lottare con incredulità, sconcerto, dolore, rabbia, incontrandosi con altri uomini nella sua situazione, studiando maniacalmente le leggi, cercando di far pesare il meno possibile a sua figlia questa situazione.
16 recensioni presenti. Media Voto: 3.87 / 5A.V. (14-07-2010) Decisamente senza nerbo. Cronachistico e senza spessore letterario, senza emozione vera. Decisamente un'opera minore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
franci (07-07-2010) Io l'ho trovato scadente, di dubbia qualità letteraria. Come ha già scritto qualcuno sembra più una specie di reportage che un romanzo, di cui non ha il passo e il respiro.
Devo bocciarlo, purtroppo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
carlo (04-03-2010) Interessante la vicenda ma come una cronaca giornalistica. letterariamente il libro è scadente, metafore abusate e modi di dire triti e ritriti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (08-02-2010) Bel romanzo, molto intenso, molto vissuto, emotivamente mi ha veramente colpito, spero sortisca lo stesso effetto ad altri eventuali lettori.
Narra fondamentalmente la storia di un padre separato che si strugge piano piano all'idea di non poter più frequentare la propria figlia come vorrebbe e, sopratutto, come meriterebbe.
La forza della narrazione di questo testo, a mio parere, sta proprio nella denuncia, forte e corale ,di un padre verso le leggi vigenti che penalizzano i papà rispetto alle mamme nella gestione giornaliera dei figli minori.
Il romanzo ha come fulcro e centro le vicissitudini di Luca, il protagonista, con flashback di ricordi d'infanzia dello stesso, suggestioni dei primi anni di matrimonio con menage familiare pacato e tranquillo fino ad arrivare ad una vera e propria guerra con strascichi pesantissimi x entrambe le parti.
Da sottolineare certamente le piccole vendette e i soprusi perpetrati dalle parti in conflitto(molto ben evidenziati): i ricatti, i sospetti, le litigate.
E un'altra cosa da rimarcare è senz'altro quando dice ,a riguardo di quelle riunioni tra uomini apparentemente briosi e fondamentalente super depressi,: "..arriva il momento terribile dei: ti ricordi..."
Bravo il narratore poi a collegare i vari passaggi che hanno portato al conflitto, il tradimento subito da Luca non solo della moglie ma anche di Sandro, uno dei suoi migliori amici.
Per concludere è un testo da proporre sicuramente per far luce su uno dei drammi della ns società. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Laura (18-01-2010) Libro straordinario e da consigliare. Ti fa capire come l'errore più comune che si possa fare in qualsiasi situazione è non mettersi mai
nei panni dell'altro. Non cercare di comprendere le dinamiche, le sofferenze che, spesso, in nome dei principi, causiamo agli altri. Insegna poi un principio essenziale per chi si occupa di diritto di famiglia: "Una coppia può anche scoppiare ma due genitori rimangono tali per tutta la vita" e non è né giusto né utile imporre ai figli le proprie scelte e le proprie idee, perché un padre e una madre per quanto imperfetti rimangono tali per sempre ed è il figlio a doverci fare i conti non l'ex amrito o la ex moglie.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni b. (16-01-2010) Scritto bene, intreccio narrativo scorrevole, stile essenziale, struggente in alcuni punti.
Pagine finali dal forte impatto emotivo, che non si dimenticano facilmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elena (10-12-2009) Lucido, limpido, lineare: la lettura scorre veloce e la storia si dipana in un crescendo di emozioni. Impossibile non partecipare alle vicende del protagonista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giancarlo de santis (20-11-2009) Ho finito il romanzo poche ore fa mentre aspettavo la psico terapista...alla fine avevo gli occhi gonfi di lacrime...un romanzo "vero" scritto con uno stile "leggero" che scorre via come un giallo ma che lascia solchi nel'anima del lettore...ho appena messo a letto i miei due bimbi che altro dire?...leggetelo .. regalatelo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ugo ugobotta@tiscali.it (25-10-2009) Bello, una storia che ti prende da subito, che ti commuove, e ti fa pensare. Biondillo scrive bene, morde l'anima del lettore e lo sbatte giu nel buio profondo dei rapporti di coppia distrutti per poi tirarlo su con una nota di speranza per il futuro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (24-10-2009) L'argomento è scottante, ma Biondilli riesce a narrare una storia molto vicina alla realtà (indirettamente ho avuto esperienze simili al protagonista), coinvolgendo notevolmente il lettore.
Trascinante e originale la scrittura: l'ho letto in un pomeriggio...
CONSIGLIATISSIMO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (24-10-2009) E' praticamente la storia della mia vita sentimentale; potrei averlo scritto io.
In questo momento mi sembra un bel libro, coinvolgente. Magari tra un paio di anni lo rileggerò con sufficienza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (20-10-2009) La storia è banale da morire, piena di stereotipi. Scritta piuttosto male, oltretutto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elena (05-10-2009) sono un'assistente sociale e la storia che racconta Biondillo è una di quelle che, purtroppo, affronto quotidianamente nel mio lavoro. E' la realtà, i padri spesso sono delegati ad un ruolo marginale perchè le madri si arrogano alcuni diritti che prescindono dal ruolo genitoriale. se si ama un figlio non si può decidere anche per lui. non sempre i soldi risolvono. detto questo, il libro di Biondillo è bello, interessante, realistico, vero, angosciante. ben scritto, veloce. un'unica cosa: a tutti i padri separati pensate anche di rivolgervi agli assistenti sociali per un supporto, non sono poi tanto cattivi! libro consigliato a tutti... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone simociccio@tiscali.it (26-09-2009) Premessa. A casa mia Biondillo si compra a scatola chiusa.
Recensione. Basterebbe una parola: esterrefatto.
La storia mi ha prima colpito profondamente come un pugno in pancia ben assestato, poi mi ha lasciato completamente senza parole e alla fine mi ha commosso fino alle lacrime. Non si rimane indifferenti ad un libro così. Uomini con storie come quella di Luca probabilmente ne avrò incontrati diversi nella mia vita, ma non sapevo. Non credevo che dietro un esistenza che sembra normale potesse esserci una vicenda così crudele, così cinica e per certi versi spietata . E' una storia di tutti, che potrebbe capitare a chiunque e che mi ha fatto pensare a quanto sia il caso di essere più attenti alle persone che ci circondano. E' un romanzo di dolore, ma anche di speranza, di redenzione e soprattutto di amicizia. C'è Ferraro, c'è Totino e ci sono tutti i temi cari a Biondillo.
Per la prima volta mi trovo a non consigliare questo libro a qualcuno: se volete passare qualche ora rilassata e divertente non leggete questo libro! Ma se volete gustare uno dei migliori libri del 2009 e volete mettervi in discussione, allora compratelo, leggetelo e fatelo vostro.
Non è un giallo, ma è una storia. La nostra storia.
Davvero grazie a Biondillo che ogni volta riesce a stupirmi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aldo aldo.funicelli@gmail.com (21-09-2009) Difficile non restare coinvolti, emotivamente, dalla storia raccontata. Difficile anche rimanere distaccati, non immedesimarsi nel dolore, nell'acredine, nella cattiveria tra coniugi, raccontata in questo romanzo.
Non un giallo, questa volta, ma un romanzo in cui si racconta di un dramma (i padri separati) di cui si parla poco.
E Biondillo affronta il tema in modo pacato senza cadere nei facili luoghi comuni sull'argomento.
La storia di un uomo, innanzitutto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
philo (21-09-2009) Bello ma angosciante Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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