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Besson Philippe - Come finisce un amore | Quando Clément, l'uomo che ama, la lascia, Louise decide di fuggire da Parigi per allontanarsi da lui e dai luoghi di una vita a due. Ma la tentazione di tirare le somme del loro amore è forte, e Louise scrive cinque intense lettere a Clément dai luoghi esotici e lontani in cui si rifugia, lettere simili a messaggi in bottiglia da cui non ci si attende (ma si spera) una risposta. A poco a poco, nel periplo che la porta dall'Avana di nuovo a Parigi, passando per New York, Venezia e per un viaggio sull'Orient-Express, si dipanano le tristezze, la disperazione, l'amarezza, la collera di una donna: una vicenda comune, ma espressa da una voce singolare capace di dar corpo alla sofferenza attraverso la scrittura e di trovare così la strada verso la propria guarigione. Philippe Besson si cala perfettamente nella psicologia e nella sensibilità femminili, facendo dimenticare al lettore che a scrivere è un uomo, e compiendo qui l'analisi di una storia d'amore in modo semplice e immediato. Dalle lettere dell'io narrante si percepisce il progressivo distacco che Louise cerca invano, spostandosi da un Paese all'altro, dal sole dell'Avana alla nebbia serale di Venezia, nel tentativo di distruggere l'abitudine all'attesa, divenuta ormai vuota. E nelle lettere le parole per descrivere i ricordi si susseguono, tese a indagare le motivazioni di una separazione e di una perdita, in un monologo appassionato che è innanzitutto un viaggio alla scoperta di sé.
| La recensione de L'Indice |
 Più che la descrizione di una storia d'amore giunta al capolinea (che è quanto evoca il titolo italiano), questo romanzo di Besson è in verità la descrizione di un disinnamoramento. Liquidata da Clément, l'uomo che divideva con una fidanzata ufficiale, Louise, l'amante dunque, lascia Parigi per curare le proprie ferite all'estero. Insieme alla capitale francese, la donna abbandona il silenzio in cui si era rinchiusa dopo la separazione, iniziando una corrispondenza con l'uomo che continua ad amare. È dunque la forma epistolare il genere scelto da Besson per raccontarci questa storia di disamore che comincia all'Avana, prosegue a New York e a Venezia per terminare a Parigi, dopo un viaggio di venti ore sull'Orient-Express. Le lettere che Louise scrive durante i suoi spostamenti rimarranno tutte senza risposta. Argomento di questi scritti non è il viaggio né a dire il vero la relazione tra i due amanti, quanto piuttosto lo stato d'animo della donna che sviscera i propri sentimenti e analizza il suo ruolo nel rapporto ormai estinto. Inevitabile dunque chiedersi perché Louise, o l'autore che l'ha creata, non abbia preferito la forma, più consona all'oggetto, del diario a quella epistolare. Come riconosce infatti la stessa protagonista al termine del viaggio in treno, le missive indirizzate a Clément, con lo scopo apparente di scuoterlo e provocare una sua reazione, non sono altro che un "atto profondamente egoistico", un soliloquio camuffato sotto la forma dialogica della lettera. L'ostentata consapevolezza dell'autore di aver prodotto un testo estremamente autoreferenziale e individualistico spinge il lettore critico a interrogarsi sull'interesse (non parliamo nemmeno di utilità) di un testo del genere. Un libro certo ben scritto (ci complimentiamo sinceramente con Francesco Bruno per l'eccellente traduzione italiana), ma privo in apparenza di una salutare ambizione letteraria volta a cercare un senso nelle cose o a indagare con curiosità l'altro, il mondo. Luigia Pattano |
Media Voto: 3 / 5franca.ar (04-05-2011) non sono d'accordo con i commenti negativi riportati... a me è piaciuto moltissimo... riga dopo riga, pagina dopo pagina, ho riletto quella che è stata la mia storia... sconvolgente... ma allo stesso tempo catartico.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pablo Paolo Peretti Copenaghen (15-07-2009) P A R A N O I C O ... Man mano che scrive, Philippe si distacca sempre più dai suoi capolavori iniziali. E' uno dei libri più ossessionati-ossessivi mai letti. Da dimenticare anche in edizione economica!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia (16-04-2009) Mais oui, bien sur, amour fou. Molto francese. Si legge in un soffio e si dimentica in un soffio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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