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Biondillo Gianni - Metropoli per principianti | Per parlare di città e territorio usiamo a sproposito categorie desuete (città, campagna, centro, periferia), oppure ci lasciamo affascinare da nuove parole d'ordine (i "non-luoghi") che comprendiamo poco, ma che danno un tocco di modernità ai nostri discorsi. Critichiamo la città del Novecento, ma non conosciamo il nome di chi davvero l'ha sognata e, solo in parte, costruita. Discutiamo di marginalità, di sicurezza, per sentito dire, mai in presa diretta. Viviamo le trasformazioni urbane come dilettanti, con categorie critiche vecchie di un secolo. Abitiamo le nuove metropoli italiane, delle quali neppure ammettiamo l'esistenza, come principianti, pieni di nostalgia per un passato che non abbiamo mai conosciuto davvero. Di questo ed altro parla Gianni Biondillo nel suo libro. Lo fa, innanzitutto, da architetto quale lui è, come tecnico attento alle dinamiche urbane. Ascolta la lettura delle prime pagine del libro e l'intervista all'autore del libro su RadioAlt.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Simone simociccio@tiscali.it (03-12-2008) Wow! Non me l'aspettavo. Davvero un gran bel libro. Mi aspettavo un qualcosa di più saggistico, di più didascalico, insomma di più palloso.... Invece è una meraviglia di libro, che fa pensare, che fa arrabbiare e che in più di un punto mi trova concorde. Devo dire che proprio lavorando tutti i giorni a contatto con gli architetti, ho capito che potrebbe essere una professione meravigliosa, se solo ci fosse qualcuno che li capisse....e lo dice un ingegnere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (10-09-2008) un romanzo-saggio, attraverso il quale Biondillo compie una lucida ed informale ricognizione sull’attuale stato urbanistico del nostro paese, facendone il punto della situazione sulla relativa specificità architettonica. Pur attingendo alla sua profonda conoscenza della materia, egli ha buon gioco nel marcare la distanza da stucchevoli e noiose forme di analisi normalmente riservate ai cultori della materia, preferendo piuttosto affidare la lucida e ferrea presa sulla società contemporanea all’ironia beffarda e alla brillantezza di una scrittura contraddistinta da una qualità stilistica quasi inconsapevole. Ma il libro di Biondillo è soprattutto una conversazione torrenziale e demotica, che ha il raro pregio di non risultare familiare solo alla cerchia degli specialisti. Si tratta in effetti di un formidabile excursus che ci conduce, in maniera così incalzante da coinvolgere anche il lettore meno appassionato, in peregrinazione tra gli artifici di un’edilizia urbana dentro la quale la massa degli abitanti trascina incurante la propria esistenza. Larga parte dell’analisi è dedicata a Milano, non solo in quanto città dove Biondillo è nato e risiede, ma perché molto verosimilmente è la metropoli italiana per antonomasia. Qui l’autore ci regala le sue pagine migliori, in cui la vena narrativa irrompe per raccontarci uno spaccato della sua vita familiare nella periferia di Quarto Oggiaro. Non solo, ma alla disanima attenta e puntuale dello scenario presente, egli accosta con imprevedibile arditezza il progetto di un immaginario futuro, capace di ridisegnare il volto di una Milano ormai sofferente, contaminata dalla dissennatezza e che porta impressa la cifra espressiva disseminata a piene mani in questo composito, singolare libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
manlio brusatin bruma@prometeo.com (02-09-2008) Per principianti? Per culti e liberi. La più semplice, breve, bella, veridica storia dell'Architettura del Novecento in Italia (da pp. 29-92) meglio di ogni passato e futuro abecedario Tafuri-Dal Co.
Questo è il libro, certo, scritto con sensibilità odeporica, non ben conosciuta nel nostro paese percorso in lungo e in largo da sempre.
Un "turista" Poturu in giro per le nostre città non avrebbe parole più sensate.
Grazie Biondillo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patroclo (27-07-2008) mettiamola cosí: finché Biondillo parla da architetto lo fa con grande competenza, forza divulgativa e capacitá di far ragionare e regalare vedute inedite sullo stato delle ns. cittá; purtroppo poi negli ultimi capitoli si elegge sociologo e butta lí qualche banalitá ingenuamente solidaristica su zingari, non-integrati etc...avrei voluto piú pagine come quelle dedicate a periferie ed architettura, e molte meno dedicate agli zingari. ma forse - mia impressione - é una raccolta di saggi nati in momenti e circostanze diverse, per cui normale la poca omogeneitá. magari non sarebbe stato male scriverlo nelle note di copertina, peró Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Casal Di Principe (18-07-2008) Letto ora che sono lontano dall'Italia. Un capolavoro commovente e tostissimo. Ho vergogna a dirglielo a Gianni e quindi glielo scrivo qui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dario Mariani dariomariani63@virgilio.it (10-07-2008) Un libro sull'architettura ma non solo, con tanti spunti di riflessione sul nostro presente e sul futuro dei nostri figli.
Una rivalutazione dell'architettura del 900, qualche martellata sui denti alle cosiddette archistar, ma soprattutto un appello a fare sentire le nostre voci contro un'architettura da spettacolo, da circo che è destinata a deturpare e violentare le nostre città. Un appello ai politici perchè pianifichino, guardino al futuro, diano slancio ed eticità ai progetti.
Un gran bel libro....e detto da un ingegnere nei confronti di un architetto.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piero (29-05-2008) letto e apprezzato al volo.
contiene qualche banalitá ma nel complesso é un libro illuminante Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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