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Fajardo J. Manuel - Il mio nome è Jamaica |
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Titolo | Il mio nome è Jamaica |
| Autore | Fajardo J. Manuel | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2011, 314 p., brossura | | Traduttore | Cacucci P. |
| Editore | Guanda
(collana La frontiera scomparsa) |
| | Disponibile anche in ebook a € 13,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Tel Aviv, autunno 2006. A un congresso di storici dell'ebraismo Dana incontra l'amico e collega Santiago, che non vedeva da un paio d'anni. L'uomo è trasandato e particolarmente inquieto: del resto è comprensibile, considerata la sua tragica situazione familiare. Dopo la morte della moglie, infatti, Tiago ha perso anche il figlio ventenne in un incidente d'auto. Qualche giorno dopo il loro incontro, Santiago annuncia la decisione di partire per la città santa di Safed e la sera tardi Dana riceve una telefonata da un posto di frontiera israeliano. L'uomo ha superato senza autorizzazione i controlli, è nei guai e dà di matto. Le sue condizioni sono davvero preoccupanti: è convinto di essere un ebreo, esige di essere chiamato Jamaica, inveisce contro tutto e tutti. Dana riesce a portarlo via e i due vanno insieme a Parigi, dove si ritrovano coinvolti nella rivolta delle banlieues, con Tiago che non accenna a smettere di farneticare. Ma le frasi che lui ripete ricordano qualcosa a Dana, una vecchia cronaca del Seicento nella quale il figlio di uno spagnolo e di una inca racconta la propria vita, lui che si finge cristiano vejo ma in realtà è ebreo. E allora alla donna viene da chiedersi quanta follia ci sia davvero in Tiago...
Media Voto: 3.5 / 5Manuel (03-06-2011) Fajardo si conferma un ottimo narratore e se mi è concesso, sotto certi aspetti e con i debiti paragoni, mi ricorda Kundera. Sono rimasto molto contento di averlo apprezzato a pieno in quanto in fase di acquisto ero un pò titubante circa il tema trattato che immaginavo potesse essere un po' pesantino e complesso. Il tutto invece viene narrato con molta capacità (anche probabilmente grazie alla garanzia che da un traduttore come Cacucci) e la lettura risulta gradevole e coinvolgente. La storia degli ebrei "conversos" mi ha molto interessato e penso che mi documenterò ulteriormente. Per quel che mi riguarda, J.M. Fajardo è un autore che consiglio vivamente a tutti anche per i precedenti libri, specie "Una bellezza convulsa". Un bel 5 stelle ci sta tutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
madago (04-03-2011) Itinerario da Tel Aviv a Parigi fino a Granada di una mente sconvolta dalle perdite familiari e dalla sofferenza dei diseredati fino a identificare la condizione di ebrei negli stessi palestinesi della Transgiordania o nei giovani della banlieue parigina e a giustificarne la violenza.
In buona compagnia alcoolica con l' amica ebrea Dana.
Quasi la metà del libro è occupata dalla lettura di Dana di un diario del figlio di un converso e di una inca nelle foreste dell' Amazzonia scritto all' inizio del 600, nella ricerca di sopravvivenza agli attacchi delle truppe spagnole.
Soggetto molto interessante, ne sarebbe potuto uscire un libro magnifico, purtroppo la scrittura non è all' altezza ed il tutto diventa noiosetto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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