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Trevor William - L' amore, un'estate |
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Titolo | L' amore, un'estate |
| Autore | Trevor William | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2009, 217 p., brossura | | Traduttore | Pignatti L. |
| Editore | Guanda
(collana Narratori della Fenice) |
| | Disponibile anche in ebook a € 7,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| È un'estate sul finire degli anni Cinquanta a Rathmoye, cittadina nella campagna irlandese, e tutto scorre come sempre, tra la fiera del bestiame e qualche acquisto sulla via principale. Ma basta poco per spezzare l'equilibrio. La presenza in paese di un giovane sconosciuto che si aggira in bicicletta con la macchina fotografica al collo genera sospetti e chiacchiere. Il suo nome è Florian Kilderry ed è giunto a Rathmoye per vendere la vecchia villa di famiglia. Un'attempata signorina decide di tenerlo d'occhio, ed è proprio lei che, da poche parole innocenti scambiate per strada sotto gli occhi di tutti, intuisce il fiorire di un sentimento tra il misterioso Florian e Ellie. Ellie è sposata da qualche anno con Dillahan, un agricoltore che vive tormentato dal dolore per una tragedia che l'ha colpito in passato e che si dedica solo al suo lavoro per attutire lo strazio. Il silenzio assordante della vita solitaria che conduce, la nostalgia di un amore vero mai sperimentato, la monotonia della quotidianità accendono nell'animo innocente di Ellie una scintilla di passione verso Florian. E l'estate acquista nuovi, pericolosi colori.
| La recensione de L'Indice |
 Come recita il titolo (quello originale è semplicemente Love and Summer), l'ultimo romanzo di William Trevor si svolge durante un'estate (degli anni cinquanta) e narra la storia di un amore spinoso e travagliato, un sentimento a tratti urlato e a tratti soffocato che va costruendosi tra i due giovani protagonisti, Florian Kilderry ed Ellie Dillaham. Siamo in una piccolissimo villaggio rurale in Irlanda, Rathmoye, un paesino tanto compatto quanto claustrofobico in cui tutti si conoscono e sembrano fare da sempre la stessa vita, compiere da sempre le stesse azioni e, soprattutto, provare da sempre gli stessi, infiacchiti, sentimenti. Tutti sembrano legati gli uni agli altri da taciti vincoli di fratellanza, comunanza e tradizione, da esperienze condivise tra le mura del paese, da memorie di un passato comune che pare ripetersi nel presente e proiettarsi verso il più statico e stagnante dei futuri. Florian, un fotografo dilettante, arriva da un paese limitrofo e compare a Rathmoye durante un funerale. Tra gli sguardi curiosi e sorpresi dei partecipanti, il suo portamento particolare e il suo carattere "elegante eppure trasandato" colpiscono la giovane Ellie in modo diverso, risvegliando da subito, attraverso "un'impressione contraddittoria", i suoi sensi e la sua sensibilità. Ellie è una donna rispettabile e silenziosamente tormentata, vive con stoico eroismo una vita coniugale e domestica immersa in un'ossessiva ripetitività e in un'atmosfera soffocante. È cresciuta in un orfanotrofio, la sua vita poco felice l'ha resa matura e apparentemente capace di accontentarsi. Suo marito vive infatti in un mutismo rarefatto, perennemente ossessionato dalla tragica morte prematura della prima moglie e della figlia. In virtù della stima reciproca e, soprattutto, della mutua solitudine, i due si sono sposati, accettando la vita in comune come una sorta di benedizione. Il loro è un rapporto ricco di affetto spontaneo e solidarietà, che però nasconde frustrazioni inespresse e la mancanza di un vero sentimento amoroso. Il carattere artistico e indipendente di Florian permette dunque a Ellie di intravedere uno spiraglio di libertà e di rinnovamento sentimentale. Florian è infatti in procinto di lasciare l'Irlanda in cerca di una nuova e più avvincente esperienza, e l'estate è l'ultimo periodo che egli passerà lì. E proprio durante l'estate, Ellie dovrà riflettere e scegliere se partire o meno con il ragazzo, se lasciarsi andare al rischio della novità o tenere salda la sicurezza di una vita monotona. La marca stilistica del romanzo è estremamente raffinata e il suo ritmo narrativo lento e ragionato: Trevor ci permette, con garbo e delicatezza, di penetrare nelle psicologie dei personaggi, di attraversare i loro pensieri più intimi e di intuire i sentimenti più contraddittori e difficilmente verbalizzabili. Tra questi, comprendiamo come il particolarissimo amore provato da Ellie diventi gradualmente un'ossessione irrazionale e come, da sentimento, tale amore si trasformi tacitamente in mero bisogno mentale. L'amore del titolo va infatti inteso come l'unico mezzo per sottrarsi alla circolarità dell'esperienza: un sentimento contaminato dall'insoddisfazione e dal desiderio di trasporto e fervore. Proprio grazie a questa (attualissima) contraddizione tra amore puro e amore palliativo, Trevor riesce a speculare sulla decadenza dell'Irlanda rurale del tempo, sull'apatia dei suoi abitanti, sul carattere malinconico di un paesaggio che è idilliaco solo nel suo involucro. Le medesime riflessioni derivano, per ammissione dello stesso Trevor, dall'estetica di James Joyce e, tra i vari eroi letterari che il romanzo cita (Miss Havisham di Dickens, Edward Ashburnham di Ford Madox Ford, Heathcliff di Emily Brontë e Verloc di Conrad), spicca il riferimento a un altro grande irlandese, Gabriel Conroy, il protagonista dei Morti di Joyce, anch'egli affetto dalla stessa ristagnante immobilità sociale. Una lettura più attenta rivela però una sorprendente affinità tematica con un altro racconto di Joyce, Eveline, nel quale la protagonista conduce un'esistenza piatta e monocorde ed è chiamata, come Ellie, a seguire il fidanzato in un'avventurosa vita oltreoceano. Sebbene non vi sia nulla dello sperimentalismo stilistico di Joyce, Trevor ha il merito di aver saputo ritrarre quei temi cruciali di decadenza e avvilimento tipici di una certa cultura cattolica irlandese, e di averli saputi approfondire con leggerezza e cosciente umanità. Federico Sabatini |
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.42 / 5Massimo F. (24-09-2010) Una storia lenta, profonda: sentimenti sviscerati, descrizioni ed ambientazioni dettagliatissime. Scrittura precisa al millimetro per una passione che poteva essere e non è stata. Non vivacissimo, malinconico, ma originale ed interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ilse musilse@libero.it (20-09-2010) La vita di Ellie non la si può definire sfortunata; tutto sommato le è andata bene. Era un’orfana, ha trovato una casa dove tutto si svolge con precisione e confortevole monotonia, sul confine di un paesino minuscolo e immersa in una solitudine agghiacciante ma priva di complicazioni, con un marito freddo, distante, un po’ maniacale ma rispettoso e intimamente fragile. Perché mai pretendere di più? Perché mai rovinare tutto facendo la stupidaggine di credere all’amore per una figura indefinita che cammina sui bordi di una svolta esistenziale e emotiva dagli esiti incerti?
Lento, silenzioso, immobile, tranquillo, soffocante, inutile, riposante il quotidiano ti avvolge. Non vale la pena di seguire l’inspiegabile soffio di energia e felicità arrivato all’improvviso.
Narrazione incantevole. Incastro perfetto fra il rivelarsi delle psicologie e dei piccoli drammi interiori dei personaggi e gli eventi minuti ma definitivi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ilaria (13-09-2010) Un romanzo nel quale si entra in punta di piedi e nello stesso modo lo lasciamo.Una storia delicata una bella scrittura con personaggi interessanti peccato che la storia non decolli mai .Uno scrittore tanto acclamato........forse ho solo sbagliato opera.Delusa.... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Patroclo (16-07-2010) romanzo quanto mai etereo e a mio modo di vedere un pó lento e inconsistente. mi ha deluso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Valentina (05-06-2010) Il rapporto tenero e doloroso tra Ellie e Florian emerge anche senza che Trevor fornisca troppi dettagli fisici; lo si capisce dalle loro parole, indirettamente lo descrivono gli altri personaggi e l'ambiente in cui si svolge la storia. Mai banale.
Molto tempo fa avevo iniziato a leggere 'Il viaggio di Felicia' e non ero riuscita a finirlo. Forse ora ci riprovo... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mari (16-04-2010) Una storia sottile come un filo, ma tenace. Delicato. Poetico. Malinconico. Vero. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Loris (17-02-2010) L’etichetta di romanzo sentimentale (o magari la collocazione negli scaffali di letteratura ‘al femminile’..) forse non ha giovato alla diffusione di questo lavoro di Trevor.
Parlare di sentimenti, affrontare un tema per certi versi usurato come l’amore, non significa certo condannarsi per forza di cose alla banalita’, alle melensaggini o a facili trappole emotive. Mettere in scena una relazione tra una donna sposata e un giovane uomo tormentato potrebbe indurre ad adagiarsi nella consueta contrapposizione tra il rassicurante amore ‘borghese’ e la passione divorante. Per fortuna del lettore, Trevor ha la capacita’ e la sensibilita’ necessarie per lavorare sulle sfumature, per tratteggiare i caratteri e i moti dell’anima che rendono questa storia particolare e degna di essere letta. Ci riesce anche in virtu’ di una narrazione corale, dove le figure a lato dei protagonisti hanno consistenza e interesse. L’altro elemento che concorre alla riuscita della storia e’ il fondale, un’irlanda rurale di meta’ ‘900 in cui la vita scorre con ritmi e convenzioni a noi alieni.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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