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Un poliziotto come Ray Lennox non è mai fuori servizio. Nemmeno quando è in vacanza a Miami e dovrebbe pensare solo a rilassarsi e a preparare il suo matrimonio con Trudi. Nonostante l'abbondante ricorso all'alcol e alla cocaina, Ray è molto diverso da Robbo, il "lercio" della polizia di Edimburgo e suo mentore di un tempo. Reduce da un raccapricciante caso di pedofilia e omicidio che ha sconvolto la Scozia, Lennox deve combattere con i suoi demoni più nascosti, ma nulla sembra andare per il verso giusto. In seguito a una discussione particolarmente accesa con Trudi, Lennox finisce in un bar malfamato e poi a un festino a base di coca. E qui non può fare a meno di mettere in salvo Tianna, una bambina dal passato travagliato e dal presente ancora più fosco. Sentendo di potersi fidare di lui, la madre della bambina gliela affida affinché la porti al sicuro, dall'altra parte della Florida. Il viaggio si rivela una durissima prova: per sconfiggere il dolore, quello reale, che risale con brutalità dalla sua coscienza, Lennox sa che deve attraversarlo, andare fino in fondo. Ricordo e allucinazione, incubo e realtà si rincorrono in cerca di una soluzione, di una speranza.
18 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Ale (29-03-2011) mah! che dire?
E' il romanzo della svolta? della consapevolezza? del salto narrativo? mah!
Da Irvine-boy della primissima ora l'ho letto più per fede che per altro, ma avevo una brutta impressione già dalla quarta di copertina.
Ulteriore opera moscia e piatta, dopo "segreti erotici" e "una testa mozzata", che da l'ennesima impressione di trovarsi davanti ad un racconto "espanso" più che ad un vero e proprio romanzo. Niente da spartire con Colla (forse il migliore), Porno (sebbene una specie di bomba parzialmente inesplosa), il Lercio o addirittura Tolleranza zero.
Manca la profondità dei personaggi, in particolare di quelli "cattivi", caratteristica nella quale l'Irvine dei tempi d'oro sembrava eccellere. Nessun personaggio appare coinvolgente, neanche tra quelli secondari (come dimenticare il mitico Post Alec!)...alla fine si finisce per non affezionarsi a nessuno.
Il tema, sicuramente delicato, sembra trattato da una sorta di Hornby moderatamente incattivito, con tutto il rispetto, piuttosto che dal Welsh che siamo (eravamo?) abituati a conoscere.
Forza zio Irv, torna in te!!
e sbrigati! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giovanni (30-09-2010) Ho trovato "Crime" particolare, un po' distante dal consueto stile narrativo dello scrittore. La trama è sicuramente godibile e Welsh Irvine si addentra in un mondo non facile costruendo una storia valida, che ben si sposa con la complessità del protagonista.
Proprio Ray lennox colpisce per la sua complessità, per le vicende che gli sono cucite addosso, che lo rendono "vero", facendolo apprezzare pagina dopo pagina. Welsh lo ripropone dopo "Il Lercio" con una personalità davvero problematica e descritta (come sempre) con realismo. Il sue evolversi nel corso del racconto e la cruda realtà che da esso trasuda, rendono il libro davvero notevole.
Il suo imbattersi con la pedofilia rende Lennox finalmente eroe (forse un po' troppo!!!) e il sua rapporto con la piccola Tianna è molto bello e tenero.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
jimmy (24-03-2010) Bel libro su un tema molto delicato, Welsh lo segue dagli esordi e forse questo romanzo, fuori dai suoi stereotipi, raggiunge una serenità e maturità sublime..qualcuno avrà amato più Robbo di Ray...più gli Hibernian degli Hearts....più la narrativa cruda di Trainspotting che narrativa asciutta di Crime...Sicuramente ho preferito altri suoi libri(Colla su tutti), però questa sua nuova veste non mi dispiace : ) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giamp67 (17-03-2010) dei libri di welsh questo e' unico, nel senso fuori dagli schemi a cui ci aveva abituato,direi che fino a meta libro e' stato un po faticoso da leggere da li in poi ti prende fino alla fine,percio' per gli amanti di welsh e' da prendere assolutamente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mino S. (04-03-2010) iL punto più basso di tutta la bibliografia di questo autore..banale, senza suspence, con personaggi appena abbozzati (persino il protagonista è ritratto molto superficialmente) e con situazioni che si trascinano stancamente senza la minima tensione emotiva. Li ho letti tutti i suoi libri, ma proprio tutti. Persino "Testa mozzata" e "segreti erotici etc" avevano più appeal, almeno erano originali e con un discreto humour. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Martina Visconti (01-03-2010) Trovo sia un Welsh differente, più maturo..questo è il libro che mi ha coinvolto di più e che ho letto più velocemente per la voglia di vedere come andava a finire. A parte "Trainpotting" (che trovo unico e inimitabile)"Crime" secondo me è il libro più bello che Welsh ha scritto finora, è cambiato ma positivamente..ho riso e pure pianto..non mi era mai successo leggendo un libro.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Oscar Grimaldi (21-02-2010) Come detto da altri, il libro è scritto molto bene (in particolare ho apprezzato gli ultimi capitoli) ed è da elogiare per come viene trattato un tema così delicato, però questo non è Irvine Welsh, è un'altra roba.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gamlastan (06-02-2010) Ho abbandonato il libro a pagina 67 e dire che sono un fan di welsh, di cui ho letto Colla, Tolleranza Zero, Porno, Trainspotting, Acid House, Il lercio.
Libro veramente noioso, privo dello stile acido-pungente che caratterizza Irvine Welsh.
Credo che l'errore sia stato quello di voler creare un seguito del Lercio, libro capolavoro degli ultimi anni della letteratura dei giorni nostri, e di voler continuare un personaggio per cui nessuno di noi ha mai tifato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
PROT (25-01-2010) Certo, non è il Welsh puro, nudo e crudo, ma devo dire che anche in questa sua versione un filino più politically correct mi è ugualmente piaciuto, vuoi per la facilità di lettura, vuoi per l'umanità varia dei suoi personaggi, vuoi per una certa abilità nel trattare un tema molto delicato...
bravo come sempre Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Iaci (13-01-2010) Sinceramente sono rimasto deluso. Il Welsh che mi ha entusiasmato, quello di Colla, Porno, Il lercio, è lontano anni luce.
La storia è molto scorrevole e si legge bene, ma in diversi punti l'ho trovata un pò surreale e nel finale anche molto scontata.
RIDATECI BEGBIE E TERRY e ridateci Edimburgo!!!
PS: poi mi ero affezionato agli Hibs, Lennox però tifa gli Hearts e non mi va giù!!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luigi Orazzo (12-12-2009) C'era una volta Irvine Welsh,scrittore scozzese famoso e discusso per i sue opere dai contunuti "forti" e dal linguaggio violento.Con la pubblicazione di molti romanzi e racconti,Welsh ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nella narrativa contemporanea,grazie anche al suo stile particolare.Sono passati molti anni da "trainspotting" e il buon Irvine è invecchiato(come un vino d'annata) dando una sensibile svolta ai suoi romanzi,perlaltro facilmente riscontrabile nella pubblicazione precedente (una testa mozzata)."Crime" è teoricamente il seguito di uno dei suoi libri più famaosi "il lercio" e,proprio il confronto tra queste due opere, può dare un'idea di questo profondo cambiamento.Il nuovo Ray Lennox affronta questo noir in America, ed è quasi irriconoscibile rispetto al "lercio" che era.E'sempre pscicotico e pericoloso ,ma molto meno divertente,tanto più se il tema dominante della sua avventura è la pedofilia,capace di segnare la sua adolescenza come quella di migliaia di innocenti.Welsh non è esilarante come in passato,ma il tema affrontato e l'aspetto retrospettivo della vicenda (tutta incentrata su flashback e valanghe di ricordi) non lo permettono.Personalmente lo preferifo ,quando dovevo interrompere la lettura,per gli occhi che lacrimavano dalle risate,ma è indiscutibile che questo sia un bel libro e,anche se "diverso" ne consiglio vivamente la lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nikola (05-12-2009) Il libro è scorrevole interessante e maturo... ma...devo dire la verità, fino all'ultimo ho sperato ad un improvviso ed improbabile ritorno del "nostro" Bruce Robbo Robertson che prendesse per un orecchio Ray Lennox e dicesse: <> Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesco (02-12-2009) Adoro Welsh e non esito a definire anche quest'ultimo libro come un CAPOLAVORO!!! Il tema della pedofilia è trattato magistralmente, in modo asciutto e attento, mai banale, come un bravo padre dovrebbe fare con i figli. Come sempre, l'Autore ci regala una galleria di personaggi autenticissimi, più o meno sconfitti e "segnati" dalla vita e, come sempre, si concede uno "sconfinamento" nel magico (per così dire) mondo dela (pre)adolescenza negli anni '80... E tutto è meravigliosamente a posto, senza sbavature, come un gol degli Hearts... Non ho altre parole, se non quelle dello stesso Welsh: "Sto pensando al perchè abbiamo storie, canzoni e poesie: perchè aspireremo sempre a qualcosa che chiamiamo amore".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (29-10-2009) Eh be', siamo lontani dal miglior Welsh, fa un po' nostalgia leggere questo libro che è decisamente inferiore ai precedenti.
Forse è anche l'ambientazione americana a togliere dei punti: Welsh si esprime al meglio quando gioca in casa, nella sua Edimburgo. Forza, grande Irvine, torna a farci godere con qualche storia da pub! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mauro (26-10-2009) È sempre un azzardo cercare di scrivere il sequel di un romanzo eccezionale come “il lercio”, o comunque riesumare un suo vecchio protagonista. Irvine ci aveva provato già con “porno” ed il risultato è stato…boh, a qualcuno è piaciuto. Io voglio ricordarmi di Lennox come un paraculo, più intelligente e subdolo di Robbo, un uomo che riesce a recitare più parti ed essere molto convincente. Il Lennox di “crime” sembra in fondo la caricatura di se stesso come gli altri personaggi che in questo romanzo vengono tratteggiati superficialmente (vedi i vari Toal, Gillman, Drummond…) dei personaggi senza anima, degli automi, e lo stesso Lennox come ammette anche l’autore una specie di investigatore alla Miami Vice un po’ mieloso e melodrammatico. Dispiace criticare un autore come Irvine, soprattutto dopo averlo osannato per i suoi romanzi più significativi, ma guardando in faccia alla realtà non ne ha azzeccata più una da un bel pezzo, e rievocare vecchi fantasmi serve solo a rendere la sua carriera una parabola discendente sempre più fastidiosa e priva di significato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto Bratti (19-10-2009) I tempi di Colla e Il Lercio sono lontani, ma il tempo passa anche per il Maestro...
Un romanzo che parte lento e fatica ad appassionarti ma che entra nel vivo col rapporto tra Ray e la bambina...
Godibilissimi alcuni passaggi e i flashback che spiegano la storia del protagonista...
Un Welsh più maturo e meno "lercio", che amio modesto parere rimane il miglir autore contemporaneo ma stavolta mi lascia con una sensazione di incompiuto.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonio (18-10-2009) Welsh al suo massimo, un libro duro, vero, reale, che fa pensare, che fa riflettere sul "mostro" che cova dentro l'essere umano, che dà speranza a chi vede nei bambini la luce della vita, l'infinita bellezza dell'innocenza.
Grazie Irvine, grandissimo narratore dei nostri tempi!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorewelsh (08-10-2009) Finalmente Irvine è tornato! Aspettavo questo ibro con ansia! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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