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Arpaia Bruno - L' energia del vuoto | È notte, su un'autostrada svizzera. Una macchina procede a velocità sostenuta, diretta a Marsiglia. A bordo un uomo, Pietro Leone, funzionario dell'Onu a Ginevra. Accanto a lui dorme il figlio Pietro, una console stretta tra le mani, i jeans a vita bassissima come ogni adolescente che si rispetti. I due sono in fuga, da non si sa bene cosa. La sola cosa che Pietro sa è che da giorni qualcuno sta tenendo sotto controllo i movimenti suoi e della sua famiglia e che la moglie Emilia, ricercatore al Cern, è scomparsa da casa da qualche giorno. La donna stava lavorando, con un gruppo di fisici spagnoli, a un rivoluzionario calorimetro per decifrare le energie di fotoni ed elettroni...
14 recensioni presenti. Media Voto: 2.5 / 5Maurizio maurice67@libero.it (07-12-2011) Lodevole tentativo di parlare di scienza (Scienza con la "S" maiuscola, altro che Dan Brown!) in un romanzo. Da un lato la scelta di legare tutta la rotondità dei personaggi alla loro attività scientifica, con la conseguenza che i personaggi risultano appena sgrossati e più volte i loro comportamenti sono stereotipati, costituisce un limite. D'altra parte però, scomparendo l'individualità dei personaggi nelle loro conoscenze e nella loro missione, il romanzo fa venire a galla solitaria la scienza, che si pone di fronte all'uomo con tutta la sua potenza e il suo mistero, con la sua ambivalente natura di strumento nelle mani dell'uomo e infinito percorso obbligato per scoprie, ogni tanto, piccolissime conoscenze. Comunque, alla fine, mi è rimasto un buon sapore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto S. (15-10-2011) Pretenzioso. Confuso. Banale. Personaggi fasulli e privi di spessore. Noioso. Si apprezza soltanto, appena appena, il tentativo (non ben riuscito) di spiegare in modo semplice certi concetti di fisica generalmente poco conosciuti o poco compresi.
Sicuramente non è un Dan Brown "de noantri".
Non si capisce come detto romanzo sia arrivato tra i finalisti del Premio Strega. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sergio (06-09-2011) Troppa fisica e trama molto scarna. Peccato, perchè penso che concentrandosi di più sulla trama e i personaggi forse poteva venirne fuori un romanzo piu' accattivante. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto (01-09-2011) E' stata una delle letture estive e, da fisico, l'ho trovato interessante ma al contempo deludente.
I personaggi che popolano il CERN, con la loro ansia da prestazione e la convinzione di essere tutti , minimo, da premio Nobel è a mio parere ben descritta.
Le parti "divulgative" di fisica si leggono anche bene e possono chiarire o spiegare aspetti interessanti della fisica moderna.
Detto questo il libro mi è sembrato composto da un infinito "incipit" e una veloce e poco accurata "trama". Il giallo si risolve in pochissime battute finali ma i tasselli del puzzle da mettere in ordine sono così pochi che si rimane delusi.
Sicuramente l'idea di un giallo ambientato al CERN è intrigante, ancorché non originale, ma a mio parere non basta per renderlo sufficientemente accattivante.
Non mi sentirei di consigliarlo particolarmente ed il mio voto premia più gli aspetti descrittivi dei luoghi, dei personaggi e della fisica che la trama del romanzo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
savio73 (28-08-2011) Non condivido con l'autore la passione per la fisica, e proprio per questo ho deciso di lettere questo testo, e mi aspettavo di essere invogliato ad approfondire temi che per pigrizia ho sempre volutamente lasciato ai margini delle mie letture scientifiche. Ammetto che nella prima parte, un po' per la "novità" degli argomenti trattati, un po' per quell'atmosfera alla "pulp fiction", con un montaggio delle parti non in ordine cronologico, mi sono lasciato coinvolgere ed incuriosire. Purtroppo lo svolgimento lascia molto a desiderare, la storia si banalizza ed alla fine le lunghe digressioni fisico scientifiche finiscono con l'apparire un po' posticce all'interno della narrazione. Mi aspettavo almeno un colpo di scena "alla Lost" con uno scambio inatteso tra "flashback e flashforward", ma forse era davvero pretendere troppo. Comunque discreto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
R.D. (27-07-2011) Purtroppo devo condividere totalmente il parere del mio omonimo Roberto. Avevo appena terminato di leggere L'Anomalia e forse per questo la delusione è stata ancora più forte. I personaggi principali sono surreali e la storia, che prometteva molto, si è alla fine tristemente spenta, inutilmente intricata, in un nulla. Anche la pretesa informazione scientifica si limita a ripetere sino alla nausea che nonostante gli sforzi, non conosciamo nulla della struttura dell'universo. La cosa migliore del libro sono i ringraziamenti. Penso che non leggerò più nulla di questo autore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Roberto (25-07-2011) Ci sono letture che fanno riflettere, permettono di acquisire nuove conoscenze. Questo romanzo ha la forza di raccontare la fisica moderna e di appassionare il lettore, poi stop. Non c'è storia. Il finale è inconsistente e privo di qualsiasi mordente letterario. È il primo romanzo che leggo di Arpaia, non credo avrò voglia di leggere qualcos'altro. Ogni giornata e ogni scena è scandita dalla descrizione del cielo e dell'aria. È un continuo susseguirsi di giorni e notti, cieli plumbei e atmosfere... piovose, tanto per ambientare al meglio una storia scritta senza aver ben in mente come doveva finire... Le ultime 30 pagine sono state un suplizio, eppure l'idea era intrigante... peccato, peccato, peccato. I personaggi? Pietro e Emilia? Mah, irreali, se non per il loro amore apatico, così come è il cielo in ogni pagina! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ilse (21-06-2011) Probabilmente le parti migliori di questo libro sono quelle che tentano la divulgazione scientifica, ma è a causa del fascino dei concetti sfuggenti della fisica contemporanea: la annunciata compenetrazione tra romanzo e scienza risulta invece non riuscita, tanto è vero che i contenuti relativi a relatività e quantistica e teorie sul tempo e sull'universo sono proposti al lettore ricorrendo all'espediente di lezioni universitarie facilitate o spiegazioni personalizzate a uso e consumo di una giornalista neofita e curiosa.
Intorno a questa divulgazione l'autore tenta di costruire un intrigo interessante a metà strada tra Crichton e Dan Brown senza raggiungere mai un livello di tensione sufficiente e lasciando che molti elementi della trama restino o irrisolti o proprio incomprensibili. Non è sbagliata l'idea di sparigliare la sequenza temporale, a suggerire le idee più avanzate sull'esistenza o meno del concetto di tempo come flusso; ma il risultato sul piano narrativo non rende e tutto resta ancora più confuso. Personaggi evanescenti, metafore e aggettivi da metà secolo scorso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
V. (17-06-2011) per chi da profano si appassiona di fisica nulla di nuovo, anzi. la scrittura poi, sciatta, zeppa di aggettivi (reminiscenze forse di poesie antiche con rime di solide pietre, vermigli cieli e pudiche ragazze...). una lingua spezzata, senza armonia, banale, come una prima stesura senza revisione. roba che un'editor anglosassone non farebbe passare neppure morto. boh.
la storia potrebbe essere intrigante se non fossimo viziati dagli scandinavi. quando ho letto che è nella cinquina dello strega sono rimasta colpita. perché o non ci capisco nulla di letteratura, o lo strega è quello che dicono sia: un anno a me e uno a te.
e ora, naturalmente, censuratemi pure. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Roberto (21-05-2011) I primi due terzi del libro scorrono velocissimi. Ben spiegata (ovviamente a livello divulgativo) la fisica moderna, si intreccia benissimo con una storia thriller. Poi, pian piano il racconto si impantana, le "lezioni" di fisica diventano sempre pù noiose da seguire e il thriller scompare improvvisamente senza motivo e senza chiarire bene come vanno le cose, come se l'autore non sapesse più cosa scrivere e come terminare la storia. Deludente Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MariaGiovanna Luini (19-05-2011) Storia piacevole e intrigante, passione feroce per la fisica dell'autore che si trasforma in eccellente divulgatore scientifico aggiungendo alla suspence gli ingredienti necessari per spiegare concetti non sempre facili ma fondamentali. La costruzione della trama ricalca il concetto relativo del tempo e snellisce, furba, la narrazione evitando l'eccesso nelle parti che riguardano più strettamente la fisica. Bellissimo romanzo, richiede l'attenzione giusta ma sa trascinare via. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elda (01-05-2011) Anche se ben scritto, il romanzo, per metà banale spy story e per metà buon saggio di fisica, a me non è piaciuto: mi è sembrato artificioso, frammentario, troppo infarcito di complicate nozioni scientifiche. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
SANDRA (04-04-2011) Probabilmente sono io che sono limitata, ma non c'ho capito davvero nulla! Peccato perché Arpaia scrive in maniera splendida e all'inizio la trama mi aveva preso tantissimo. Proverò a leggere qualcos'altro di questo autore: sono ancora convinta che ne valga la pena. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mimmo (18-03-2011) Leggendo pagina dopo pagina si entra nei problemi della fisica contemporanea raccontati con semplicità come se si fosse veramente in un'aula di fisica con tutti i fondamentali per compenderla. Si scivola dalla teoria della relatività alla meccanica quantistica, dalle superstringhe al moto del tempo e tutto è mcomprensibile. Questa è la parte straordinaria del libro, la suspense un pò difetta, in qualche momento rallenta. ma è un bel libro da leggere tutto in una volta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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