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Gardella Massimo - Il male quotidiano |
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Titolo | Il male quotidiano |
| Autore | Gardella Massimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62)
|  | | Dati | 2012, 290 p., brossura |
| Editore | Guanda
(collana Narratori della Fenice) |
| | Disponibile anche in ebook a € 12,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il grande fiume si snoda nella pianura tra alberi secolari, barche e ponti, indifferente ai pesci mostruosi che popolano le sue acque e all'orrore che un giorno si sprigiona sulle sue sponde. Un brutale ritrovamento segna l'inizio della nuova indagine dell'ispettore Remo Jacobi, uomo di cinquant'anni disilluso, divorziato e senza figli. O così dice. Vive con l'anziano padre rumeno in un borgo rurale e il suo curriculum di poliziotto è ormai composto di casi che ha scelto deliberatamente di affossare. E convinto che un velo di male puro si sia sovrapposto alla realtà quotidiana e si è rifugiato nella misantropia per sopravvivere a un mondo che percepisce sempre più incomprensibile e ostile. Ma di fronte all'ennesima, insulsa atrocità, Jacobi si ribella e lungo quelle rive antiche e lussureggianti comincia a combattere una lotta che ha origini lontane: nei deserti della Somalia teatro di guerra di mercenari disposti a tutto, e nell'Europa dell'Est dove altre violenze hanno piegato definitivamente la logica del vivere civile. Fino ad approdare in una più vicina ma non meno torbida metropoli, dove ad aspettare Jacobi ci sono una donna e la possibilità di un sentimento che forse potrebbe riscattarlo... AAA. Acque torbide e limacciose nasconderebbero delitti raccapriccianti fra fauci pesce siluro grandezza ragguardevole. Investigatore disilluso cercasi per ristabilire verità scomoda. Astenersi perditempo.
A perdere tempo, in realtà, Remo Jacobi è un maestro: cinquant’anni, divorziato, senza figli, persuaso segretamente che nell’eterno scontro fra bene e male quest’ultimo sia destinato a prevalere, egli bordeggia fra i lividi argini del Po e la grassa provincia pavese, mentre malumori esistenziali assortiti gli rendono l’umore più plumbeo di un giorno piovoso di gennaio.
Questo fino a quando un ritrovamento agghiacciante non lo spingerà a prendere posizione, a spendersi in prima persona per perseguire un po’ di bene - quel bene verso il quale lui tenderebbe per natura - nel tentativo disperato di contrastare il male che impregna i nostri giorni. Il male quotidiano.
Jacobi si colloca, con quel cognome suggestivo, a metà strada fra un matematico e un filosofo tedeschi; e in effetti un certo pensoso atteggiamento nei confronti della vita, mediato da un approccio razionale, sembrerebbero suffragare l’ipotesi di un omaggio tributato da Gardella a due numi formativi.
Ma il nostro Jacobi non è tedesco, è rumeno; e quel suo non essere completamente italiano, come dice di lui in tono diffidente il questore, anticipa e riassume uno dei temi che
sottendono all’architettura de Il male quotidiano: l’alterità.
Quella siderale distanza fra se stessi e le cose del mondo in cui si vive è una mozione di sfiducia mossa alla propria capacità di riparazione: Jacobi si sente impotente, e la sua tendenza ad insabbiare le inchieste che conduce è il segno di una resa che pare invincibile.
L’indagine prende le mosse da un delitto ripugnante, che Jacobi scoprirà essere punta di un iceberg di traffici loschissimi che hanno luogo attorno al fenomeno del pescaturismo, sport in nome del quale carovane di uomini si riversano sulle barche per fare strage di pesci.
Questa attività convoglia sulle rive del fiume un teatro di varia umanità e indicibile squallore. In mezzo a coloro che non vedono l’ora di pescare giganteschi siluri per mettersi in mostra assieme alle loro catture, c’è davvero di tutto, incluso un misterioso gruppo le cui vicende si intrecciano con le pagine più oscure e rimosse della storia recente d’Europa.
Sotto questa storia di persone cattive che fanno cose ancor più cattive, dietro un’indagine che nel suo dipanarsi mette a nudo e certifica il vuoto pneumatico sul quale poggia una certa idea di Europa, Gardella traccia un affresco credibile e drammatico: il male quotidiano, ci pare di capire mano a mano che andiamo avanti nella lettura, è la nostra indifferenza, più densa e viscosa di un olio venefico, capace di guastare ogni anelito vitale e renderlo simile ad un rimorso.
Remo Jacobi, personaggio del quale – siamo certi – torneremo a sentir parlare, aggiunge un ritratto a tinte cineree, livide, alla galleria degli indagatori sui generis composta negli ultimi vent’anni dagli scrittori italiani di genere. Jacobi è un loser che si è macerato negli umori delle risaie e delle marcite di una provincia ormai cattiva, incapace di redimersi nei rituali del buon vivere che l’hanno contraddistinta a lungo ma che oggi non la rappresentano più.
A cura di Wuz.it
Media Voto: 2.5 / 5nostromo (22-04-2012) Troppi dettagli splatter nelle descrizioni di alcune scene! Pur capendo la necessità di un certo realismo (il libro è scritto partendo da un caso di cronaca nera italiana),continuo a non condividere l'indugio in descrizioni raccapriccianti. Lo scrissi anche per Uomini che odiano le donne, di Larsson, ma almeno lì la violenza era contestualizzata nello svolgimento di una trama serrata e sorprendente. Qui mi sembra davvero che si sfiori la banalità,se voglio leggere di cronaca mi basta il gornale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
anifr (20-03-2012) Il libro non è male, ma ammetto che sono arrivata alla fine un pò faticosamente. Problema principale è che potremmo definirlo un "one man book" nel senso che l'autore per quasi 300 pagine descrive i tormenti interiori del suo protagonista, un ispettore di polizia, pessimista nichilista e disfattista che di più non si può. Non ci sono altre figure nel romanzo degne di nota, son tutte comparse, e il caso poliziesco sembra un pretesto per raccontare l'introspezione psicologica di questo unico uomo. Siamo molto lontani dall'ironia solare di un Montalbano, ma anche dalle cupe atmosfere noir e vibranti di Maigret, Sam Spade o Marlowe.Da premiare l'intenzione e la lingua elegante, ma per il resto noioso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
lu.carmi (23-02-2012) Mi è piaciuto e lo consiglio ai divoratori di Pandiani, cassiani, Biondillo, ecc., diverso soprattutto. Peccato per il finale che è un po' butato lì. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea (14-02-2012) Ben scritto ma trama così così. Non si capisce bene la storia dove vada a parare. Voto medio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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