|
|  |
Auslander Shalom - Il lamento del prepuzio |
Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo ed eternamente arrabbiato, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente e da quelle tradizioni, eppure si ritrova, anche da adulto felicemente sposato e in attesa di un figlio -, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale. E proprio questo è il suo problema: è convinto che Dio ce l'abbia "personalmente" con lui, che sia sempre pronto a rovinargli qualsiasi gioia e a rifilargli qualche fregatura. Con umorismo spietato e rabbia feroce, Auslander ripercorre le tappe di un percorso di formazione a ostacoli: le gare di benedizioni organizzate dai rabbini alle scuole elementari; le prime disastrose esperienze con le ragazze (reali e immaginarie); i due anni trascorsi in una scuola religiosa di Gerusalemme per adolescenti ebrei irrequieti; i mille traslochi insieme alla moglie da una zona all'altra di New York alla ricerca della loro personale Terra Promessa. Sempre disposto a negoziare con Dio e con i suoi "emissari", a barattare una trasgressione con la promessa di rigare dritto in futuro, Auslander cerca di stabilire con l'implacabile avversario una sorta di cessate il fuoco in vista della nascita di suo figlio, perché il bambino possa crescere sano e libero dai sensi di colpa.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.76 / 5Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (06-10-2009) Auslnder e' alla ricerca di un sostanzioso risarcimento da grande danno subìto dovutogli da Dio ,Quota , peraltro garantita da qualsiasi religione monoteistica che voglia tenersi stretti i credenti, oltre che da ogni giurisprudnza librale, norma cosi' palemente in contrasto con le leggi dell' umano destino. Gli parla con un tono molto fine e molto ironico degno del migliore ( a questo punto quello degli esordi ) Woody Allen e , con quel rispetto che di solito il giullare di corte ( e non mi si dica che siano finiti ) dedica al suo Sovrano. Vero linguaggio letterario intriso della stessa pieta' che ci ispirano i martiri. Quale lui in fondo e', o vorrebbe essere. Lo scritto , dicevo , e' permeato di un dolente accordo che si snoda tra le pagine in un perfetto equilibrio tra la Serenita' , la consapevolezza di se' e il Disperato tentativo di dissimularlo attraverso una geniale quanto astuta ostentazione di cinismo e disistima nei suoi confronti. Il tutto con quella pulsione del tutto ebraica ( n.d.r : da leggersi con ironia ) di saper produre problemi religiosi per ogni futilissima e insulsa questione quotidiana, quel sapersi " perdere " in un labirinto teologico e morale , quel tipo di morale , fitto di inutili dietrologie. Missione finalizzata a produrre un sostanziale quanto irragiungibile contributo essenziale allo scavo archeologico e archetipo del dolore del protagonista e, allo stesso tempo , a fornirgli nuove spinte per le sue consecutive sofferenze. All' inizio si descrive stupito , poi lusingato , poi con l' introduzione della figura dello psicanalista : ansioso , fino a quando si rendera' conto di non poter vivere avulso dalla sua idea di Dio.Un Dio da combattere per dimostrare a se' stesso di esistere. Un modus tutto di Psicologia dinamica. Dopotutto la Psicoanalisi e' una scienza ( ??? ) inventata ( o teorizzata ) dagli Ebrei da applicare sui Germanici per insegnargli a vivere come Napoletani. Bravo Auslander , se non conoscessi e amassi cosi' tanto Philip Roth ti avrei scambiato per un genio.
Voto: 4 / 5 |
Valentina (17-09-2009) Originale. Divertente. Super consigliato. Voto: 5 / 5 |
jane (15-09-2009) divertente e geniale, fa riflettere su qualunque fanatismo di facciata.
"tiè!" Voto: 5 / 5 |
Zeno (12-07-2009) Di quello che avevo letto nella recensione non ho trovato nulla, di ironia poca, di cattiveria anche, evitatelo. Voto: 2 / 5 |
henry il grigio (16-06-2009) Rari sono gli spunti divertenti..per il resto lento e ripetitivo.
Sinceramente questo " nipotino arrabbiato " di Philip Roth ha ancora tanto da imparare..
Voto: 2 / 5 |
Laura (09-06-2009) Esilarante nella prima metà dove ci sono momenti in cui non ci si può trattenere dal ridere sonoramente. Peccato che nella seconda parte diventi troppo ripetitivo e quindi anche prevedibile negli spunti che costituiscono l'ironia iniziale del libro. Si spegne un po' col procedere del racconto, insomma, invece di "affondare" il colpo giusto per un bel finale. Voto: 3 / 5 |
Michele (03-03-2009) Irriverente, ironico, esilarante, a tratti eccessivo...diciamo che l'autore non ha paura di dire quello che pensa e lo fa in una maniera sicuramente paradossale, provocando alcune piacevoli risate. Non credo sia al livello del Barney di Richler, ma ha certamente ancora margini per offrirci, anche in futuro, momenti di piacevole lettura. Voto: 4 / 5 |
NADIA3 (24-02-2009) Simpatico e divertente, dissacrante e nel suo genere anche istruttivo,questo libro ci fa conoscere tutti i
dogmi, anche eccessivi,cui deve sottostare un vero ebreo.La convinzione dell'autore di essere un perseguitato da Dio crea dei passaggi talmente esilaranti da non potersi trattenere dal ridere di gusto .Speriamo che l'autore continui cosi' visto che di questi tempi c'è ben poco da divertirsi e ogni tanto fa bene alleggerire,con un buon libro ,il peso della vita di tutti i giorni! Voto: 4 / 5 |
Ugo (10-02-2009)
Paragonare Auslander ad un Philiph Roth (o ad un Richler...)mi pare francamente "improbo"...però il romanzo è certamente godibile.
Divertente, dissacrante e polemico.
Voto: 4 / 5 |
ercole (09-02-2009) Bello, dall'inizio alla fine, in un crescendo ironico e ossessivo di come può essere percepito il Dio "onni". Non molto lontano dal "Ricordati che Dio ti vede" insegnato nei nostri oratori. Voto: 5 / 5 |
Patroclo (07-02-2009) divertente anche se poco o nulla di particolarmente rivoluzionario, e sicuramente molto poco a che fare con la profonditá di Roth. vedremo come si evolverá questo scrittore, comunque dotato di una certa mano leggera nel trattare temi a volte grevi (sessualitá, religione etc...) Voto: 3 / 5 |
Filippo (01-02-2009) Dopo una prima parte ironica e divertente, la storia perde humor e prosegue sempre più stiracchiata. Voto: 3 / 5 |
Libetta (17-01-2009) Con Dio editorialmente in voga, dalla audace presa in giro al ritrovamento di qualche inedito fino al rimescolamento dei presupposti ab origine, qui il risentimento privato sempre più spesso voce anche per l' insicurezza generale raggiunge un umorismo insperato, la piacevole scoperta che non era stato detto già tutto sulle iniziazioni ebraiche, le ossessioni talmudiche, la carne di maiale così oscenamente desiderabile e gli approcci sessuali di quando lui veste la kippah. Voto: 5 / 5 |
|
 | Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|