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Doyle Roddy - Irlandese al 57% |
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Titolo | Irlandese al 57% |
| Autore | Doyle Roddy | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2009, 276 p., brossura | | Traduttore | Zeuli G. |
| Editore | Guanda
(collana Narratori della Fenice) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| In una divertente parodia tutta irlandese di "Indovina chi viene a cena", un padre di ampie vedute entra in crisi quando scopre che la figlia frequenta un ragazzo di colore. E, peggio ancora, l'ha invitato a cena. Jimmy Rabbitte, già protagonista dei "Commitments", ha messo su famiglia, ha qualche etto in più sulla pancia e non ha perso gli ideali giovanili. Decide di fondare una nuova band, ma stavolta i membri saranno stranieri, possibilmente non bianchi. In un sequel corale, ritmato e multietnico, si alternano le vicende drammatiche e insieme esilaranti della nuova formazione: i Deportees. Ray, un ragazzo senza qualità, inventa un nuovo sistema audiovisivo per misurare l'effettiva "irlandesità" di una persona. Il suo programma Fàilte serve a un ministro senza scrupoli per arginare l'afflusso di stranieri. Ma nessun irlandese doc supera il poco brillante punteggio del 57%, mentre un candidato del Ghana raggiunge il 97%. Questi sono alcuni dei racconti di Roddy Doyle, che mostrano un'Irlanda in rapido mutamento. A oltre vent'anni da "I Commitments", gli irlandesi non sono più i "neri d'Europa" ma si ritrovano a vivere in uno dei paesi più prosperi del continente. E a fare i conti con una geografia umana molto cambiata, che a tratti si scontra con la loro forte identità nazionale. Tra amore e curiosità, sfruttamento e incomprensione, amicizia o diffidenza si dipanano storie che, nella loro varietà, sono accomunate da un elemento: l'incontro con l'"altro". Nel 1986 Roddy Doyle scrive The Commitments e fa dire al suo protagonista una frase che oggi non avrebbe nessun senso: "Gli irlandesi sono i neri d'Europa". Sì, perché dagli anni Novanta ad oggi l'Irlanda ha subito una delle trasformazioni socioeconomiche più repentine e radicali che si ricordino. Non si è trattato soltanto di migliori condizioni di lavoro, che hanno attirato lavoratori migranti dall'Africa e dai paesi dell'Est europeo, ma anche di arte, cultura, di una nuova atmosfera creativa e tollerante che all'improvviso ha iniziato a spirare sull'isola gaelica. è come se dice l'autore ci si fosse addormentati in un Paese e risvegliati in un altro, totalmente diverso. In questo scenario la popolazione ha dovuto improvvisamente rapportarsi con una serie di nuovi problemi, prima tra tutti l'integrazione, la tolleranza, il rapporto con l'"altro". Un processo di emancipazione che ha riguardato l'intera società irlandese e che fa da fil rouge a questa raccolta di racconti. Scritti e pubblicati all'interno della rivista multiculturale "Metro Eireann", diretta da due giornalisti nigeriani, questi racconti, di circa ottocento parole ciascuno, sono tutti dedicati al tema dell'integrazione. Un argomento che Roddy Doyle affronta senza mai cadere nella banalità e nella retorica, ma anzi sfoggiando una scrittura brillante e leggera. Dalla rivisitazione di Indovina chi viene a cena al sequel di The Commitments, dalle storie d'amore a quelle dell'orrore, otto racconti in cui un personaggio nato in Irlanda si incontra, o si scontra, con un immigrato. è il caso ad esempio di Larry, un padre progressista che considera Stevie Wonder formidabile, come Naomi Campbell e Nelson Mandela, e che non si è mai sentito razzista, almeno fino a quando non ha dovuto invitare a cena l'amico nigeriano di sua figlia. Oppure di Jimmi Rabbitte, impresario musicale già protagonista di The Commitments che ricompare con tre bambini e una moglie incinta per mettere in piedi una nuova soul band, i Deportees. Lui, irlandese al 57%, dopo aver lasciato un annuncio sul giornale per ingaggiare i componenti del gruppo, al telefono li interroga così: Che strumenti suoni? Chitarra, voce, un po' di batteria. Ti piacciono i Corrs? No, non mi piacciono. Sei una dei nostri allora. Basta così? Sì. Ma solo se è vero che non sei bianca. Questa è una cosa che non mi ha mai chiesto nessuno. Allora benvenuta in Irlanda, tesoro.
Lore all (03-09-2009) Molte storie. Unico filo connettivo: l'Irlanda. Poca fantasia da parte dell'autore nei dialoghi e nella narrazione. Finire il libro è un'ardua impresa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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