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Toffalori Carlo - L' aritmetica di Cupido. Matematica e letteratura |
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Titolo | L' aritmetica di Cupido. Matematica e letteratura |
| Autore | Toffalori Carlo | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,02
(Prezzo di copertina € 16,50 Risparmio € 2,48)
|  | | Dati | 2011, 252 p., brossura |
| Editore | Guanda
(collana Biblioteca della Fenice) |
| | Disponibile anche in ebook a € 11,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un mondo governato dai matematici: questo sembra vagheggiare Platone nel libro settimo della Repubblica. La storia, però, non ha dato seguito a quel suo autorevole suggerimento: ci sono stati, è vero, politici di estrazione matematica, oppure tentativi più o meno riusciti di socialismo "scientifico". Ma nel complesso l'utopia di uno stato matematico è rimasta tale. Non così in letteratura: i classici ci propongono infatti esempi di società matematiche, come l'isola del terzo viaggio di Gulliver, sperduta non in mezzo al mare, ma tra le nuvole, come del resto i cervelli dei suoi distrattissimi abitanti, persi nell'empireo delle speculazioni astratte. In genere tra gli scrittori "matematica" è spesso sinonimo di rigidità, predeterminazione soffocante e disumana contro cui ribellarsi. Osserva per esempio Dostoevskij che la vita è "pur sempre la vita, e non solo una radice quadrata". Eppure anche in letteratura - in Borges, Carroll, Musil, Queneau e moltissimi altri - emerge un'altra immagine di matematica, che è invece gusto del paradosso e dell'aforisma, libertà da ogni schema, fantasia di inventarne di nuovi, levità e giocosità: quella che Italo Calvino definisce nelle sue Lezioni americane la "leggerezza della pensosità" e Thomas Mann chiama in Altezza Reale un "gioco dell'aria". È di queste matematiche esotiche e variegate che il libro tratta, presentandole così come ce le dipingono i riferimenti letterari.
Media Voto: 4.5 / 5Giulio Rutigliano (28-06-2011) Ho letto questo libro con la mentalità del biologo naturalista che non disdegna (anzi) frequenti incursioni nel mondo della filosofia della scienza, così come apprezza la letteratura dei grandi scrittori. Dopo averlo letto ho pensato che l'Autore è una persona che coniuga con grande talento la logica (di cui credo sia docente), la storia degli eventi, la letteratura di raffinatissima lettura insieme con considerazioni sulla realtà fenomenica (per quello che appare su ciò che ci è concesso vedere o leggere o ascoltare) che non possono non trovare d'accordo le persone che hanno a cuore la conoscenza e l'onestà (l'onestà della matematica). La lettura è stata mirabile come la dimostrazione scritta sulla lavagna dal prof. Sansone che l'A. ricorda con rattristata malinconia. Pensavo che simili Autori non esistessero in Italia, evidentemente mi sbagliavo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio .mau. codogno puntomaupunto@tiscali.it (30-05-2011) Non è la prima volta che Carlo Toffalori scrive un libro in cui cerca di mettere insieme matematica e opere letterarie. Rispetto al precedente Il matematico in giallo, però, stavolta il risultato mi sembra molto migliore. Ho qualche riserva sul titolo; di matematici e amor letterario se ne parla giusto per un capitolo, e nemmeno tanto ampio. Il tema generale è di come la matematica e i matematici vengono visti in tutta la letteratura, da sant'Agostino al giorno d'oggi; il testo è pertanto prodigo di citazioni dei più svariati autori, immerse in quella che è una lunga chiacchierata di quelle che si potrebbero fare in una lunga sera d'inverno davanti a un caminetto. La matematica non ne esce sempre bene: anche autori come Edgar Allan Poe, che pure a parole si profondono in lodi sperticate all'Analisi, a una lettura meno affrettata si nota affastellano nozioni senza un chiaro significato: più che matematica si può quasi parlare di magia. Altri accostamenti, come quello di Pirandello, mi appaiono un po' forzati; meglio sicuramente quando si parla di Oulipo e dell'onnipresente Borges. Alla fine ci si rende comunque conto che anche la matematica fa parte della vita... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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