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Dri Riccardo - Dei tre tracolli. Filosofia delle grandi metamorfosi che hanno cambiato... |
Hannah Dudek hannah_dudek@libero.it (26-05-2007) Sono stata attratta, per assurdo, dalla copertina (alquanto dozzinale). Ho iniziato a leggere la
presentazione e, per quanto utile, una scorsa qua e là. Dato il prezzo me lo sono portata a casa. Ma è
incredibile che dietro una copertina così misera si nascondesse un testo così lucido, erudito,
accattivante, ironico. Un libro che, a mio avviso, non è proprio una "pacca sulle spalle" all'umanità,
ma anzi un monito (con toni molto garbati, ma si percepisce perfettamente proprio grazie ad
un'abilissima ironia, che è una ridicolizzazione della stupidità umana). Più che stupidità:
l'incapacità a pensarsi storicamente, e con storicamente non intendo una collocazione temporale-
epocale, ma l'incapacità di comprendere l'inanità, la vanità, l'inutilità, l'inconsistenza di ragioni
nella resistenza che ciascuno di noi oppone QUOTIDIANAMENTE (in genere senza quasi mai
accorgersene) a qualunque elemento nuovo che si annuncia a perturbare la nostra quiete. La
domanda fondamentale alla quale il libro si propone di rispondere è: "perché l'uomo teme il
cambiamento, al punto di contrastarlo con tutte le sue forze anche davanti alla più chiara evidenza
che gli dimostri il contrario". Ecco: questa mi pare già un'ironia, raffinata e pesante insieme:
nonostante che tutto dimostri in massima evidenza la veridicità del contrario della nostra idea, noi
resistiamo pur di non metterci in discussione. E' così, per esempio (citato dal libro) che non
accettiamo la fecondazione eterologa: una possibilità di sconfiggere la sterilità scambiata con
adulterio! Ma si può essere più stupidi? Questo libro merita un monumento. Voglio leggere gli altri
libri dello stesso autore.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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