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Alghisio Francesca; Fedel Nicola - L' importanza di chiamarsi Ulisse. Navigare nella... |
Enrico Cerni (06-06-2010)
Partire da un punto di vista contemporaneo è il modo migliore per approcciare la lettura dei classici. Lo diceva un grande contemporaneo che possiamo ormai annoverare tra gli autori classici dei nostri tempi: Italo Calvino. Se questa affermazione corrisponde a realtà, lo è anche il suo specchio. Partire dal punto di vista dei classici è il modo migliore per approcciare la “lettura” della contemporaneità. Perché partire dai classici consente di avere punti di riferimento sicuri in un contesto contemporaneo così complesso, così mutevole e così frastagliato da apparire spesso non comprensibile. Questo presupposto spinge Nicola Fedel e Francesca Alghisio a proporre ai lettori il gradevolissimo volume "L'importanza di chiamarsi Ulisse". Postfazione di Pier Luigi Celli.
Dal punto di vista strutturale è impostato come una tragedia o una commedia greca, con i personaggi che si avvicinano sul proscenio e il coro alle spalle a commentare le vicende di noi umani, con tono talvolta sapienziale, talvolta distaccato, talvolta intensamente partecipe. Sulla scena Omero, il protagonista, e poi il mentore, Euriloco, Telemaco, Tiresia, la maga Circe e le altre maschere incontrate dall’eroe “dal multiforme ingegno” nel suo viaggio da Troia in fiamme all’isola di Itaca dove lo attendono Telemaco e Penelope. Itaca, scritta Ithàki, alla greca, è un all obsessing desire di Odisseo, ciò che lo spinge a tenere ferma la bussola tra le lusinghe, le distrazioni, le tentazioni di lasciar perdere.
Filologicamente è un testo molto curato, con le citazioni antiche in greco antico e la trascrizione fonetica in apice. Contenutisticamente è un susseguirsi di fuochi d’artificio: la spiegazione di polytropos, cioè di colui che ha molti modi di pensare, come sostiene lo psicologo di Harvard, Howard Gardner 2800 anni dopo Omero, avviene - nel libro di Alghisio e Fedel - facendo un parallelo con la preparazione del negroni al bar: la trovata ha qualcosa di intenso, profondo ed esilarante allo stess Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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