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Lovecraft Howard P. - Alle montagne della follia | Cosa nasconde realmente l'immensa distesa ghiacciata dell'Antartico? Una missione esplorativa s'imbatte casualmente in alcune impronte che sia per loro natura, sia per la datazione geologica, sconvolgono radicalmente qualunque ipotesi relativa all'origine della vita sulla Terra. Possibile che molto prima che apparissero i primi organismi unicellulari vi fossero già creature intelligenti ed evolute ad abitare il nostro pianeta? da dove venivano e che fine hanno fatto? Interrogativi che ovviamente scateneranno la curiosità degli scienziati sino al punto di modificare radicalmente il loro piano di esplorazione, spostando completamente la loro attenzione sulle nuove scoperte.
Stefano (26-10-2010) Nonostante il fatto che i suoi due romanzi (questo e Lo strano caso di Charles Dexter Ward) siano inferiori ai racconti brevi, sia dell'orrore che umoristici (quest'ultimi tutti molto belli ma molto sottovalutati) questo romanzo, ultima sua opera pubblicata, sia perchè, a causa dei continui rifiuti, fu pubblicata nel 1936 dopo a anni dalla composizione, sia perchè, qualche mese dopo, gli fu dianiosticato il cancro all'intestino che lo porterà alla morte.
La forma diaristica del romanzo lo contrappone perfettamente a Dracula, ma mentre nel romanzo di Bram Stoker l'orrore veniva combattuto e sconfitto grazie alla fiducia nella scienza e sopratutto nella fede in Dio.
Al contrario qui Lovecraft mette in scena tutto il suo pessimismo verso la scienza, la religione e l'umanità, incapace di combattere gli orrori nascosti sotto le montagne della follia del titolo (non a caso descritte come immense e impossibili da vedere nella loro interezza per l'occhio umano).
Un libro bello w accativante, che trascina il lettore nel vortice oscuro e negli orrori creati dalla fantasia di uno dei più grandi scrittori mai esisti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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