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Giovannoni Claudine - Nebbie nella brughiera | L'uomo vive più vite? Non abbiamo forse, a volte, la sensazione di aver già vissuto una certa situazione, oppure, incontrando una data persona, non ci è mai capitato di chiederci se non ci siano (o ci siano stati) stretti legami con la stessa, in luoghi e in epoche magari remote? Questa problematica non è rimasta a livello di colta discussione o di diatriba filosofica, ma è stata tradotta da Claudine Giovannoni in opera artistica.
9 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Francesco (14-12-2009) Ho letto - per una somma di gradite combinazioni - il bel libro
Nebbie nella Brughiera di Claudine Giovannoni
Che cosa dire?
Come solitamente faccio, leggo sempre i libri iniziando dall'indice e già lì ho potuto notare titoli interessanti e coinvolgenti.
La lettura? Bellissima; come un candido volo di farfalla; senza intoppi. Molto bello il passaggio tra un capitolo ed un'altro di due differenti epoche; molto azzeccate infatti per la pace e l'amore nel senso ampio e nobile del termine.
Molto calibrate e descritte sempre molto sapientemente ed efficacemente le apparizioni dei personaggi da altri mondi; Ubertus, ad esempio.
Anche di Rumi azzeccata sempre la Sua menzione.
Strano che non conoscendo l'autrice abbia potuto menzionare l'anno 1152 a me caro per l'emergere del bene in diverse circostanze come ad esempio da Benedettini corrotti a Cistercensi sani e da altri fatti collegati a castelli.
La menzione della dea Epona - con un simbolismo complesso e multisfaccettato - anche Lei a me cara , per la Sua universalità - Roma compresa - e della Sua difesa per i soprusi sulle donne e nelle situazioni di pericolo in generale.
Che chiavi ha Epona: di una stalla o di altro?
Colora la vita? Aiuta nei viaggi? Cavalli e cavalieri sono in buone mani?
COMPLIMENTI e MOLTE GRAZIE alla BRILLANTE autrice che mi auguro presto di conoscere
Francesco Berio
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franco c. francocarmin@libero.it (29-05-2009) Le parole di claudine lasciano un segno sottile e non immediatamente avvertibile nel lettore!
Come lei si definisce -fuoco ed acqua- ed il suo stile divampa e fluisce come melodia intima e platonica. Immagini che si susseguono, suoni che come cantici avvolgono ed accecano in una prosa che a tratti diventa poesia.
A volte i suoi testi sono carichi di figure retoriche mentre altre volte irrompono con la furia distruttrice del fuoco o dell'acqua facendo emergere la consapevolezza di una realtà legata a doppio nodo alla fantasia.
L'amore anelato diventa invisibile e la dicotomia tra reale e ideale si fa marcatamente dolorosa da sopportare. Una storia narrata in due epoche distinte: certezza ed incertezza con giochi di parole, effetti di squisita sensibilità e delicatezza d'animo.
Capitolo dopo capitolo incide con forza e nel lettore resta sempre ansimante il desiderio, che lo prende per mano. Ed il lessico è una gemma su rami spogli in attesa della primavera.
Perché questo si prova, leggendo gli scritti di quest’autrice molto singolare. I suoi scritti diventano una sorta di necessità impellente che ti conduce a perseverare nella lettura cercando inutilmente di comprendere il significato criptico che a volte lascia sbigottiti (specialmente nei riferimenti filosofici).
Complimenti, anch’io attendo il seguito. Franco C.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marilena (04-11-2008) Inizialmente ero stata attratta dalla copertina esposta in una libreria di Roma. Incuriosita ho letto qualche pagina e poi ho acquistato il libro.
E' un romanzo avvincente sotto ogni aspetto, dai concetti curati e sottili si denota la profonda sensibilità e la facilità narrativa dell'autrice. La vicenda mi ha confrontata con un quesito sempre rimasto in me latente.
La trama è accattivante poiché si snoda in due epoche diverse (ventesimo secolo e medioevo), lasciando il lettore letteralmente sospeso a mezz’aria attraverso i diversi capitoli!
Molto profonde anche le argomentazioni filosofiche che l’autrice esplica con estrema chiarezza.
Ammetto che una sorta di speranza mi ha aperto gli occhi portandomi a vedere la mia realtà affettiva in maniera molto diversa.
Un ringraziamento sentito e l'augurio che gli insegnamenti di questo stupendo racconto possa aiutare anche altri lettori a portare luce nella loro vita sentimentale. Decisamente è un romanzo da raccomandare!
Attendo con grande fervore la continuazione. Grazie di cuore, Mimmi
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gabisan (26-10-2008) Nebbie nella brughiera, un romanzo assolutamente piacevole e avvincente. L'autrice ha saputo alternare e far convergere passato e presente in modo splendido. In entrambe le situazini si viene irrimediabilmente catturati sia dagli avvenimenti descritti, sia dallo stile narrativo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rosalba Mazzi (12-09-2008) Il romanzo è la tela d’una storia profonda le cui trame sono come pittura su seta.
Strati sottili e traslucidi, sovrapposti gli uni agli altri nel saputamene ricreare quella magia dell’immagine che riporta alla Sorgente. Ci riconduce all’amore vissuto, interpretato nei ricordi descritti da Giovannoni.
Poi improvvisamente si aggiungono altri colori più forti e vivaci, guizzi nitidi dove il ricordo assume forma reale materializzandosi nella mente.
Si tratta di un’opera letteraria atipica, dove presente e passato prendono un connotato che vibra nella dimensione della realtà come in quella dell’onirico.
Il contesto medievale rispetta la storia ed è ricco di particolari e descrizioni minuziose, quasi come se l’io narrante della scrittrice raccontasse un’esperienza vissuta davvero in prima persona nel 1152.
Trascinante e coinvolgente con una trama avvincente anche a livello emotivo, solleva la domanda concreta: - Cosa c’è dopo la morte? –
E’ anche il paradigma di un’umanità sempre più noncurante dello sfacelo socioculturale, delle situazioni precarie generalizzate, della perdita di ogni valore… e forse Giovannoni, non tanto casualmente, ci racconta il possibile ritorno della civiltà moderna all’oscuro Medioevo.
Sentiti complimenti, cordialità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
raffaele zanetti (22-07-2008) Claudine Giovannoni, scrittrice e poetessa presenta nei suoi romanzi (e liriche) argomenti che coinvolgono tematiche itineranti dalla psicologia applicata alla filosofia orientale.
Non si tratta comunque di altisonanti diatribe, bensì di fresche discussioni che permettono di rapportarsi con sensibilità alla bellezza dei suoi testi, elaborati in maniera tale da coinvolgere totalmente il lettore. In un'analisi dei significati storici di questo suo ultimo lavoro, l’autrice riesce a stregarlo, ottenendo per sé ciò che Freud chiama premio di seduzione (consentendo a chi legge l'illusione di identificarsi con l'eroe-protagonista del romanzo).
La relazione simbolo-segno che viene passo dopo passo ripresa nell’esposto letterario, crea una sorta di "poetica espressiva" che si sviluppa tra gli archetipi del mito.
L'arte assume per Giovannoni come per il lettore, una funzione essenzialmente compensatoria, come nel sogno, una soddisfazione illusoria del desiderio, uno sfogo delle pulsioni sensuali ed arcaiche.
Negli ultimi capitoli, il mito tramanda per mezzo di una metafisica tragica la realtà di un destino già in parte segnato. Con i protagonisti si piange, si sogna, ci si destabilizza nell’incongruenza che esistenza dopo esistenza siamo obbligati a ritornare nella carne, alla meschinità della condizione umana.
La funzione catartica del dramma in termini di scarica di ammontare affettivo ha come regola che il tema della sofferenza non superi gli argini dell'equilibrio formale dello spettatore rendendo difficile l'identificazione.
Fruitori quotidiani dell’arte e dello spettacolo scopriamo il senso del piacere e la funzione della creatività artistica che nasce dall’insofferenza ed introduce il nuovo.
Un romanzo da non perdere. Assolutamente. Cordialmente raf
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
girasolenero (08-05-2008) mi scuso con i lettori e con l'autrice, ho scritto una recensione ma era per l'altro libro,Il Kumihimo del sole, per altro valida a tutti gli effetti, perchè la pura verità. Ora però scrivo quella giusta.
Un romanzo che mi ha fatto sognare, commuovere, due storie intrecciate tra loro, ma con dei secoli di differenza, la parte storica è sublime, l'autrice ha saputo descrivere un periodo perfettamente, facendomi sprofondare nell'atmosfera delle crociate perfettamente, con un sincronismo strabiliante con la parte del romanzo ambientato nell'attuale, descrive i personaggi e il loro lavoro con una meticolosità
da vera esperta. bello, da leggere e fantasticare. Complimenti vivissimi.
Cara Autrice aspetto il seguito.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annunziata Scarponi (08-05-2008) E' il secondo libro che leggo di questa sensibile e brava scrittrice, riesce a far volare chi legge, sulle ali dellla fanfasia, sorvolando cieli infiniti, facendoci credere che sia tutta una reltà. L'accento che si coglie in maniera forte, è su fatti concreti e purtroppo reali, ma la scrittrice lo fa con garbo e una sottigliezza particolare. E' una splendida favola per adulti, che fa pensare e almeno a provare di cambiare questo mondo in un mondo migliore. Complimenti vivissimi...aspetto il seguito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nadia (30-11-2007) Ho appena concluso il libro di Claudine Giovannoni, "Nebbie nella brughiera". La lettura e' godibile, la formula di utilizzare il parallelismo fra presente e passato e' sicuramente efficace e rende coinvolgente lo svolgimento della vicenda, soprattutto la parte epica che trova riferimenti fondati nella storia medievale;lo struggente amor-platonico cantato dai trovatori nelle lore "chanson de geste" e' di sicuro impatto.Molto carino il fatto d'aver previsto una continuazione cosi' da costituire una specie di saga.Buona l'idea di trattare temi esoterici con assoluta lievita',non senza destare curiosita' ed interesse!Spero che il seguito non si faccia troppo attendere! Nadia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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