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Clair Jean - La crisi dei musei |
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Titolo | La crisi dei musei |
| Autore | Clair Jean | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2008, 120 p., ill., brossura |
| Editore | Skira
(collana Skira paperbacks) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Jean Clair insorge con veemenza contro la debolezza delle attuali politiche culturali, avide di affittare le collezioni nazionali - quello che il diritto canonico aveva denominato simonia, la volontà di comprare o vendere un bene spirituale a un prezzo temporale. La politica del Louvre ad Abu Dhabi, conclusa in tre mesi e programmata su un arco di trent'anni, ne è l'esempio più costernante, un "progetto dissennato che è solo la manifestazione più spettacolare di una trasformazione radicale in corso ovunque in Europa in nome della redditività dell'arte". Questa deriva museale rivela innanzitutto una crisi di identità, una noia o una pigrizia di fondo, un'accidia che Jean Clair definisce con passione e con sapienza, in una lingua superba. "La deriva mercantile trasforma l'arte in spettacolo e i musei in luna-park... I musei stanno diventando cenotafi, involucri vuoti, le cui collezioni sono in giro per il mondo. Per ora in affitto, ma presto potrebbero anche essere messe in vendita... una situazione che snatura radicalmente il progetto iniziale del museo".
| La recensione de L'Indice |
 Sull'isola di Saadiyat, presso la città di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, si sta edificando in questi mesi un grande complesso residenziale comprensivo di luoghi di svago e di intrattenimento culturale (www.saadiyat.ae). Nel 2006 le autorità politiche francesi decisero di partecipare al progetto edilizio, associandovi il Museo del Louvre. Tra le attrazioni dell'isola vi sarà quindi il Louvre Abu Dhabi, un centro espositivo al quale i musei pubblici francesi forniranno per diversi anni, a fronte di un generoso compenso, opere d'arte e personale scientifico. Secondo Jean Clair, tale operazione è il segnale di uno stato di crisi generale dei musei, della loro identità e delle loro finalità. Le cause principali del malessere, diffuso su scala globale, sarebbero: lo sgretolamento delle identità nazionali, che giustificavano i musei nazionali; l'oblio della religione e del culto, che davano forza all'arte sacra; l'odierna marginalizzazione dell'arte figurativa, che dava un senso alle diverse forme della rappresentazione visiva. Se, da una parte, il critico francese trascura polemicamente gli apporti positivi di queste trasformazioni nelle società contemporanee, dall'altra si sottrae a ogni proposta costruttiva, limitandosi a esecrare scelte sbagliate e a rimpiangere un passato troppo felice per essere vero e ripetibile. Il libro ha la sua utilità nello stimolare la riflessione sul significato moderno dei musei e degli oggetti che contengono; tuttavia, il tono nostalgico e la retorica passatista rischiano di fornire pericolosi argomenti a coloro che, anche in Italia, propongono di gestire i beni culturali ignorando la complessità del sistema educativo, estetico e storico di cui fanno parte. Nicola Prinetti |
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