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De Melas Carlotta - Una lingua sul cuore |
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Titolo | Una lingua sul cuore |
| Autore | De Melas Carlotta | Prezzo Sconto 10%
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€ 10,80
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,20)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 182 p., rilegato |
| Editore | Giraldi
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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18 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5milly (09-03-2010) Io sono una coetanea di Morena e quello che lei vive ogni volta che esce è reale. Il vuoto sta inghiottendo molti.
diversi scrittori lo hanno raccontato, ma erano privi della POESIA NARRATIVA che invece possiede questa autrice.
Morena è una ragazza di buona famiglia, e per molto tempo si è dedicata alla danza e all'amore per Marco, ma quando entrambe le cose si sono infrante, ha deciso di unirsi a quella folla delirante per un solo motivo =perchè sarebbe stato facile farsi male.
e farsi male è quello che lei vuole. ferire la sua anima e per farlo utilizza il corpo. diventa tutto ciò che non avrebbe mai potuto pensare di essere.
un libro che fra le righe insegna molto, che i genitori dovrebbe leggere per capire come spesso sia cruda la realtà di alcuni mondi e lo stesso dovrebbero fare i ragazzi, perchè Morena non innalza quello che lei vive, lo racconta per quello che è, ovvero sporco e crudo.
non è un libro erotico, alcuni hanno detto che era un pò come Melissa P( che aprezzo), bhe non centra proprio niente.
il sesso è sesso per tutti, la differenza la crea il contorno.
un ottimo libro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonella (04-01-2010) La fine di un sogno, la difficoltà dei rapporti, il dolore da affrontare, il perdono da concedersi. Il tutto condito da una scrittura brillante, intensa, cruda e diretta.
Assolutamente da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa G (02-10-2008) Dannattamento bello. Infuocato, dolce, potente.Lo consiglio attendendo il prossimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bea (14-09-2008) Un libro bellissimo. Trovarlo è difficile,ma ne vale la pena.
attendo il prossimo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michela[everglade] (28-07-2008) Una lingua sul cuore. Una lingua che graffia il cuore.Carlotta De Melas perfetta e unica nel creare parole perfette. Morena ti si disegna davanti e acquista consistenza tanto da sembrare di poterla toccare. Le ho voluto bene mentre leggevo di lei, l'avrei voluta stringere e dirle che non era colpa sua. Che lei era perfetta. Di una perfezione nascosta. Mi sono ritrovata in lei, a volte. Mi sono trasferita in quella Milano di luci e ombre e di fantasmi con i bicchieri pieni e le mani veloci sui corpi nudi e pulsanti. Nelle sue scritte e nelle sue polaroid che come sogni si staccano e cadono a terra sono scivolata. Lei ti immerge nelle sue storie e lascia che ti si attacchino alla pelle.
"le cose dalle mani cadono come le parole"
ma quelle di questo libro non si rompono,non si perdono,rimangono addosso.
Questo libro è splendido perchè è vero.
Ho amato questo libro, perchè mi è rimasto dentro.
E non succede sempre.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lisa (03-07-2008) Come fa De Melas Carlotta a scrivere così? A metterci emozioni diverse ad ogni parola? Non scrive solo parole, ciò che scrive è emozione, passione, amore, rabbia. E poi tutti quei sentimenti che vagano...sensazionale.Sa far trasudare le sue emozioni dalla pelle, le sa far arrivare attraverso parole semplici che incantano.
Spero che presto possa leggere il suo secondo romanzo e tutti quelli che verranno.
Complimenti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Draghettona dragonmao91@gmail.com (23-06-2008) Se un aspetto della vita umana rimane immutato nel corso dei secoli e nel variarsi delle realtà sociali, quello è la solitudine, l'incomprensione.
Quanti individui si chinano e crollano sotto il peso di piccoli atti fraintesi, oppure oppressi proprio dalla mancanza di un piccolo movimento affettuoso della mano? Morena, forse, pare un caso eccezionale, patologico, ma non è che l'aggravarsi della sensazione che ogni individuo, la cui mente non sia offuscata da stolidi preconcetti, teme eppure prova.
Sono curiosa di conoscere il numero di coloro che, con una punta d'amarezza, riconosceranno in quella povera anima in pena dolori da loro stessi provati. Se l'indole di questi esseri umani fosse differente, probabilmente anch'ssi farebbero la stessa fine.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eleonora (18-06-2008) "A distanza di anni il passato si ricorda così, come la scena di un film..."
...come la scena di un film che fa capolino nella vita di tutti i giorni e prepotentemente si fa spazio, distraendoti dal tuo impiego. Una scena di un film, un ricordo disperso, che riaffiora e insieme ad esso anche la nostalgia...
Riaffiora a non puoi farci nulla, rimane nuovamente vivo nella memoria e nuovamente devi combatterci per ributtarlo indietro. E intanto pensi a quante cose si sono dimenticate anche quelle non volute, alla gioia che avevano dato quando le avevi vissute e poi il dolore che ti hanno provocato. La gioia e il dolore che provoca la stesse identica scena di un film.
In una Milano notturna, la storia di Morena, che voleva mani che l'aiutassero a spiegare come dovesse essere l'amore vero. Morena e le scene del suo film che non la lasciano mai...
Carlotta de Melas ha pubblicato Una lingua sul cuore, il suo primo libro, nel 2001, dicendo che della storia che racconta solo l'amore che Morena ha vissuto è vero.
E intanto io aspetto il suo prossimo libro, di incontrarla, di farmi affascinare ancora dalla sua scrittura forte come la verità.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anita Blonde (14-06-2008) Lo stile di Carlotta De Melas è elegante e raffinato, mi ha affascinata. Fin dalle prime pagine entri nella vita di Morena, nella sua disperazione e nel suo dolore. Che senti tuo.
E' una lettura intensa che tocca le corde dell'anima facendola sanguinare. E' un libro che merita di essere letto tutto d'un fiato, letto come una poesia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Librimetro librimetro@yahoo.it (14-06-2008) Su Una lingia sul cuore sono uscite molte recensione,quella che preferisco è di Sergio Lotta pubblicata per L'arcilettore:
Premetto che sono un appassionato di cinema e Morena appare come una creatura partorita dall’universo romantico e gotico di Tim Burton... Morena vive come un vampiro, la luce del sole gli mostra la sua vita e questo la ferisce. Di notte osserva la città spegnersi consumando sigarette sparse nella tazzine del caffè. Di notte esce, va in discoteca o in ville di porcellana partecipando a feste private, usando il sesso come unico mezzo di contatto per celebrare la colpa di cui si sente l’artefice.
Il suo mondo interno è descritto in prima persona nel libro con parabole dure e malinconiche, composto da universi personalissimi e visionari, con uno stile sofisticato sulla solitudine e l’incomprensione. Una realtà, ogni tanto colorata, come i muri della sua stanza, con cosmetici non testati sugli animali.
Questo la rende un’eroina passiva di se stessa che a Tim Burton piacerebbe molto, alcuni temi del libro ricordano i suoi film, come il senso di incompiutezza di Edward mani di forbice che ripete «Non mi ha finito» quando il vecchio scienziato muore prima di dargli le mani, lasciandolo con dieci forbici al posto delle dita. Senso di incompiutezza che si avverte leggendo alcuni passi, descrivendo la perdita della persona che più ama e che interrompe bruscamente un cammino fatto assieme, quel senso di incomunicabilità del sentimento umano di fronte a un mondo che corre troppo veloce.
De Melas Carlotta ha 25 anni, quando ha scritto il libro solo 21 e non posso che farle i miei complimenti. Una scrittrice dall’animo Punk cha adora indossare gioielli fatti a mano, che ha scritto una storia malinconico e struggente dando voce al bisogno di amore, dando voce agli esclusi agli incompresi con impareggiabile dolcezza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola Boni (12-06-2008) Scritto in maniera molto buona, con una trama ben strutturata e personaggi che sembrano prendere vita durante la letturauna, lingua sul cuore è un romanzo amaro come la solitudine, emozionante ed eccitante come un mantello di velluto sulla pelle nuda...
Non è un libro che si legge ma che si percepisce attraverso tutti i sensi e tutto il corpo... incredibilmente bello.
Merita assolutamente di essere letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anita Blake (12-06-2008) Voglia di nostalgia, desiderio di toccare con un dito la morbida ma ruvida essenza del sentirsi vuoti, soli in una camera da letto circondati da frasi scritte con rossetto e matita: questo è l'orrore della solitudine nell'abbandono. Questa è la storia di Morena.
La sede del dolore non ha luogo fisico, ma in questo caso ha il volto di Milano. Una città che non riesce a cauterizzare le ferite della protagonista, una donna con un amore forte in un corpo debole. Cresciuta in una ricca famiglia senza sinceri affetti, costretta alla bella vita nonostante tutto, Morena ha una sola amica, Anna, che cerca a modo suo di farla uscire dal tunnel dell'amore perduto, che l'ha privata della sua integrità ed ora è presente con la sola anima, o con il solo corpo, nei momenti in cui si trova suo malgrado a dover mettere il pilota automatico in ambienti che detesta, ora che è sola, ora che è circondata da marionette griffate, vampiri. Proprio il vampiro è una metafora utilizzata spesso, fuori e dentro la protagonista.
Non si deve commettere l'errore di giudicare Morena. E' Morena che giudica se stessa e gli altri. Se Morena abbandona e dona il proprio corpo, è perché vuole osservare su se stessa sofferenza ed espiazione.
Il sesso è uno strumento narrativo che sarà rapido e insignificante con personaggi che lo sono altrettanto per la storia, sarà lungo e sfibrante se necessario al plot, e arrivato all'estremo farà da traghettatore al meraviglioso pre-finale.
Un grandissima prima prova per Carlotta De Melas, che tesse una tela resistente, che riesce a trasmettere un sentimento che non è rassegnazione e nemmeno disperazione, ma un senso di resa molto più spontaneo, frutto di una commozione limpida.
Personalmente, mi ha fatto riflettere molto su alcuni passaggi e mi ha anche spaventato perché ha portato a galla problematiche reali di cui non conoscevo l'esistenza, e alle quali non mi sento per nulla distante... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Artigiana Pop (12-06-2008) Questo libro è bellissimo.
Di una poesia eccellente, immagini perfette e penetranti come un coltello. Una storia d'amore e di solitudine che si indossa come un vestito.
Le scene di sesso non sono mai invasive ma ben strutturate,molto sexi.
La protagonista è una creatura lunare, impareggiabile.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matilda:la regina matta matildarenna@yahoo.it (12-06-2008) Sto ascoltando una vecchia canzone di Massimo Ranieri “Se Bruciasse la città”, ho appena finito di leggere Una lingua sul cuore, romanzo della giovane autrice Carlotta De Melas.
Se bruciasse la città, salverei poche cose, fra queste senza dubbio questo libro.
All’inizio ero scettica, avevo notato errori di battitura dovuti ad un lavoro di editing pressoché nulla dovuto all’editore, ma la bellezza del testo e l’utilizzo di un linguaggio particolarissimo mi hanno fatto ricredere.
Una lingua sul cuore è la storia di Morena, una giovane ragazza che vive a Milano e dentro il suo cuore porta l’inferno. Marco,un suo vecchio amore, ha la sua anima e vivere senza è davvero difficile.
Si parla di sesso, di cocaina, alcol, psicofarmaci,dei giovani rampolli della Milano bene, ma anche di Vampiri immaginari, della solitudine, delle sigarette fumate in modo ingordo,del profumo dei fantasmi.
Ritornando alla canzone che sto ascoltando in questo testo le parole sono come vestiti incandescenti, sono fuoco e neve, carnali e poetiche.
I miei complimenti a De Melas Carlotta, in attesa di leggere presto il suo secondo romanzo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara M. (06-02-2008) “Una lingua sul cuore” racchiude in sé pagine romantiche e dolci, con sfumature di nero, che sanno sedurre e regalare più emozioni contrastanti. Mi è piaciuto perché ho potuto vivere una storia d’Amore vero, passionale, travolgente da togliere il fiato e sentirne il dolore nel petto. Ad ogni lacrima che scivola si intona una canzone, ad ogni flashback un’immagine. Ciò che è stato scritto sembra voler scorrere nelle vene del lettore come se egli stesso ne fosse l’autore, o meglio, primo protagonista.
Questo libro parla e chiede di essere amato.
Complimenti a Carlotta per il suo magico romanzo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonella (28-01-2008) Libro che denota un pò di limiti dell'autrice nella struttura, non originalissimo ma che merita comunque una lettura. Consigliato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gabriella (24-01-2008) ho comprato per caso questo libro a Bologna. E' di una dolcezza che serra la gola.
ottimo esordio.
bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Viola (24-01-2008) Presento il libro di una giovane scrittrice Carlotta De Melas(1982),
il titolo della sua opera prima è Una lingua sul cuore.
Un titolo accattivante ma allo stesso tempo poetico, che rispecchia perfettamente l’andamento del testo. Una storia struggente che inchioda il lettor fino all’ultima pagina.Vi sembrerà di sfogliare delle polaroid, veloci.
Che dire della protagonista Morena? Ti viene voglia di abbracciarla e portarla lontano. Una lingua sul cuore è la sua storia, il suo palcoscenico ombroso, ambientato a Milano, fatto di feste private in ville di porcellana, privè e bagni delle discoteche in cui sniffare strisce di cocaina con cannucce rosa e incontrarsi con uomini anonimi. Una realtà in cui Morena si muove come un animale ferito che vuole espiare i suoi peccati.
Un romanzo amaro e luminoso che scava nel principio della disperazione, una storia sul silenzio, sull’incapacità di chiedere aiuto, sulla mancanza e sull’amore, quello più disperato che conosce i tagli dell’anima. E per cui tutti noi, forse non per lo stesso motivo,abbiamo sofferto.
Il romanzo sembra tracciato a pennellate stemperate. Pennellate perché il colore c’è, dichiarato e intuito, ma ci sono anche le ombre.
Complimenti a De Melas Carlotta, una scrittrice da tenere d’occhio,un'autrice che scrive come se componesse stupende canzoni.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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