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Bayard Pierre - Il caso del mastino dei Baskerville | A volte i personaggi letterari sfuggono al controllo del loro autore, facendosi "più vivi dei vivi". Bayard ripercorre le indagini sulle morti avvenute nella landa di Dartmoor, iniziate con quella di Hugo di Baskerville e della fanciulla che aveva rapito, anche analizzando, secondo gli schemi a lui consueti, il rapporto fra autore e personaggi. La ricostruzione degli avvenimenti porterà a una sorprendente soluzione dei tanti enigmi presenti nel romanzo di Conan Doyle, in cui l'autore fa "resuscitare" il suo protagonista Sherlock Holmes, dopo la morte "apparente" avvenuta nel racconto L'ultima avventura. La conclusione cui perviene Bayard è che Conan Doyle decise di sacrificare Holmes per potersi dedicare liberamente al resto della propria opera, affrancandosi da una sorta di odioso doppio che si stava facendo opprimente e assai pericoloso.
Media Voto: 4.5 / 5maurizio .mau. codogno nda-abeb@myamail.com (24-11-2009) Siete convinti che nell'Amleto l'assassino sia Claudio? Allora non avete letto bene il testo della tragedia, e vi siete limitati a seguire pedissequamente quanto affermato da Shakespeare senza notare le incongruenze messe nero su bianco nel testo della tragedia. Pierre Bayard si occupa di critica poliziesca, cioè di rileggere i libri gialli e fare nuove ipotesi che siano più rispettose del testo. In questo caso il libro messo sotto torchio è lo sherlockiano Il mastino dei Baskerville. Dopo un breve riassunto dell'opera di Conan Doyle, l'autore analizza il metodo che Holmes usa per risolvere i suoi casi e lo applica... al libro stesso. Insomma, una metaindagine, o come viene definita da Bayard un esempio di "critica poliziesca" Non posso ovviamente rivelare chi è il vero assassino, ma credo non ci sia nulla di male a dirvi che il detective non ci fa affatto una bella figura e che secondo Bayard la chiave di volta sta nelle motivazioni psicologiche dei personaggi, e soprattutto di uno di essi che si è liberato dalle catene in cui Conan Doyle l'aveva presumibilmente raffigurato; la rivincita del personaggio sul proprio autore. Secondo me la parte più debole del testo è quella - che va dallo psicanalitico al mistico... - dove si dice che non solo i personaggi della letteratura possono giungere ad avere una certa qual vita propria, ma addirittura possono mischiarsi a quelli della vita reale, almeno nella vita reale. D'accordo che Conan Doyle non sopportasse più il suo personaggio più noto, ma da qui a dire che gli fa fare apposta una brutta figura mi pare un po' troppo. A parte questa tirata in mezzo al libro, il testo è piacevole e ben tradotto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bruno (30-11-2008) Consigliato a tutti gli appassionati di Sherlock Holmes, e anche degli altri personaggi letterari. Un libro che si legge d'un fiato, e che evidenzia incontestabilmente gli errori commessi dal detective durante l'indagine sul mastino, nonché i (pessimi) rapporti tra quest'ultimo e Conan Doyle. Ottima anche la sezione "filosofica", sulla "vita autonoma" dei personaggi letterari che sfuggono al loro autore. Godibilissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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