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Melotti Marxiano - Turismo archeologico. Dalle piramidi alle veneri di plastica |
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Titolo | Turismo archeologico. Dalle piramidi alle veneri di plastica |
| Autore | Melotti Marxiano | Prezzo Sconto 10%
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€ 16,20
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 2008, 211 p., ill., brossura |
| Editore | Mondadori Bruno
(collana Campus) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| II turismo archeologico è un fenomeno sempre più importante e merita, soprattutto in un paese come l'Italia, una riflessione adeguata che tenga conto non solo delle sue implicazioni economiche, ma anche dei cambiamenti culturali della società che ne costituiscono il presupposto e del nuovo ruolo del turismo e del turista. Consumismo, media, pubblicità, virtualità hanno profondamente trasformato il nostro approccio al turismo e all'archeologia. Il manuale analizza da un lato il complesso rapporto tra archeologia, turismo e immaginario collettivo, approfondendo il ruolo del voyeurismo e della necrofilia nell'esperienza turistica e nella fruizione archeologica, e dall'altro le nuove tendenze del turismo archeologico, dalle pratiche innovative come il turismo archeologico subacqueo e gli archeotrekking alle nuove forme di fruizione tecnologica. Un'attenzione particolare viene dedicata al significato del turismo archeologico in relazione al concetto di autenticità nei sempre più numerosi contesti in cui oggetti e monumenti non sono originali, ma ricostruiti, o la fruizione turistica avviene in luoghi non archeologici, come hotel, parchi tematici e outlet.
| La recensione de L'Indice |
 "Oggi l'archeologia è di moda e (
) basterebbe questa circostanza a rendermi diffidente verso la disciplina": così Bruno d'Agostino prefava trent'anni fa la traduzione italiana del classico manuale di scavo archeologico di Philip Barker (Longanesi). Quanto è avvenuto negli ultimi lustri nel campo della promozione e della valorizzazione del patrimonio archeologico italiano sembra rafforzare l'affermazione dello studioso. La lucida analisi di questo volume va infatti ben al di là di una semplice disamina degli approcci più o meno virtuosi da parte della variegata comunità dei viaggiatori a scopo di intrattenimento a mostre, musei e siti archeologici. L'ampia casistica di riferimento, descritta con riferimenti precisi a luoghi e circostanze, permette all'autore di affrontare a trecentosessanta gradi il panorama dell'offerta, non solo italiana, nel campo, e di presentare un desolante quadro di "archeologia del nulla", che va dalle ricostruzioni di inizio Novecento di Arthur Evans a Cnosso all'attuale "moda delle false mostre-evento", dagli archeopark alle feste dello stilista Valentino nell'area archeologica centrale di Roma, il tutto perché "il turista cerca esperienze speciali, emozioni e sensazioni del tipo più vario, da quelle di carattere estetico a quelle propriamente sessuali. L'importante è che la sua attività turistica si configuri come unica e irripetibile". Siamo così costretti a riscontrare come "l'antico sia prima di tutto una sensazione" e come, ormai, "il monumento non è più importante in sé, per il suo significato storico o come chiave per comprendere la cultura e la società di cui è espressione", ma "per la sua capacità di creare un'atmosfera nella quale possiamo vivere un'esperienza particolare". Il "turismo sensoriale" sembra prendere il sopravvento sull'esperienza conoscitiva e di approfondimento, l'archeologia come "merce che serve a vendere altre merci" assume un rilievo prevalente sulla seriosa disciplina che si pratica sul terreno e in biblioteca con l'unico scopo di arricchire un quadro storico. Non si offrono soluzioni, ma unicamente una rigorosa autopsia di fenomeni fortemente attuali. Federico Barello |
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