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Fattori Saverio - Acido lattico | "Acido lattico" è un romanzo noir d'ambiente sportivo: indaga il mistero di un suicidio e la faccia oscura dello sport professionistico. L'atletica leggera a livelli d'eccellenza è preparazione estenuante e dedizione assoluta. L'io narrante è una brutta persona: razzista, cinico, ossessionato dalla paura dell'insuccesso. Per esorcizzarla colleziona schede di giovani talenti "perduti" o martoriati da infortuni. Uno psicopatico con un'esistenza tetra e variabili minime. Finché si imbatte in Clara, promessa dispersa del mezzofondo: il suo fantasma personale. Per sopportare nuovi carichi di lavoro, sognando le Olimpiadi, Claudio Seregni supererà ogni remora etica. L'atleta è vittima, non carnefice. Il doping è la trasformazione del corpo, la performance atletica l'utopia della perfezione.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.46 / 5Michele Fortunato (19-01-2012) Letto quasi per caso, mi ha colpito molto. Da praticante dell'atletica ha toccato nervi sensibili della mia persona in quanto atleta. Il protagonista Claudio incarna perfettamente il prototipo dell'atleta, con tutte le sue paure e le sue fissazioni. La narrazione insolita, senza molto continuum temporale, inizialmente mi ha spiazzato, ma dopo qualche pagina ha fatto emergere tutto il carico di emozioni che nascondeva.
Un libro che secondo me ogni atleta dovrebbe leggere. Al di là del fatto che sia una storia veritiera o no, è una sveglia in piena notte per chi pratica questo sport.
Peccato per la brevità, ma è ripagata dal concentrato di emozioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele Belluschi (21-12-2009) Acido Lattico mette a fuoco (estremizzando un po' la situazione) la vita di un atleta evoluto.
Arrivare a livelli d'eccellenza non è tutto rose e fiori: la fatica a volte arriva ad intesare anche il cervello cosparso solamente di cattivi pensieri. "Un atleta più è forte più è fragile", così dice Saverio ad un certo punto. E' una frase perfetta in quanto un atleta evoluto ha bisogno continuamente di certezze e per questo alcuni di loro ricorrono al doping. Non bisogna giustificare il dopato ma solo capire parzialmente il suo gesto. Acido è un romanzo fantastico, indispensabile per chi si affaccia da neofita nel mondo dell'atletica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marcello Scarabelli (21-12-2009) "Un ritratto impressionista, intrecciato in modo inquietante con la realtà dell'atletica, nel quale ognuno di noi che vi fa parte o che vi è transitato velocemente può riconoscersi o riconoscere qualcuno".
Altamente consigliato a chi, almeno per una parte della propria vita,
abbia calzato scarpe da macchiare di fango senza dispiacere,
respirato l'odore acre del sudore,
sentito il proprio cuore uscire dal petto pregando di non doversi ancora fermare,
passato notti insonni in attesa di gare che avrebbero dovuto cambiare la vita e invece non hanno cambiato un bel niente,
appeso medaglie e articoli di giornale in ricordo di qualche piccola grande soddisfazione,
utilizzato vittorie e sonfitte come carburanti per raggiungere traguardi sempre più lontani Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alfonso Rapido 88 (27-10-2009) Bellissimo! Ma lo sapete che è una storia vera? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (28-09-2009) Sono sportivo e dirigente sportivo, avrei accettato di tutto da questo libro ma non una scrittura frammentata e inconcludente e a mio avviso anche male informata. Un pallido tentativo di fare sensazione calcando sul tasto dolente del doping fatto con una scrittura zoppicante che avrebbe bisogno di molto doping per tenerci svegli. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giovanni semeraro giovannisemeraro@libero.it (25-05-2009) Molto, molto bello.
Trama: originale e ben articolata nel suo sviluppo, con tanto di colpo di scena finale.
Personaggi: credibili e "a tutto tondo", non bi-dimensionali.
Dialoghi: scorrevoli e realistici, e non è per niente facile...
Stile: personale, scorrevole, colto senza ostentazioni, sofisticato senza eccedere.
Grande conoscenza e padronanza della materia e del settore.
Complimenti davvero, Saverio Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenzo (21-01-2009) Il libro è scritto bene, ma mi ha lasciato una snsazione di malessere psicologico, ha messo gli atleti di alto livello sotto una luce (anzi un buio e una tristezza) che non meritano e lascia il comune podista, che corre per il piacere fine a se stesso spiazzato e amareggiato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia shiondgl@interfree.it (29-08-2008) Un bel libro, curato nei dettagli, che parla di sport e delle sue implicazioni, anche e soprattutto quelle negative (il doping ed il suo uso, ad esempio,di cui in questi tempi tanto si discute, purtroppo). Claudio e' un atleta ossessionato dal timore dell'insuccesso, e per questo ricorre all'aiuto farmaceutico non consetito. Piano piano non avra' piu' remore ne' inibizioni, l'etica per lui non sara' piu' un problema. Verra' in contatto (tramite Internet) con Clara,una ragazza che morira' suicida, anch'ella atleta perduta. Questo incontro mettra' Claudio maggiormente di fronte alla sua grande paura, portandolo a farsi delle domande e a ricercarne le risposte, finalmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo B. (03-08-2008) Uno spendido romanzo sull’agonismo estremo, sull’individualismo che negli ultimi venti anni ha trovato varco e terreno fertile nello sport, lasciando spesso vittime sul campo.
Un noir che non risparmia dettagli sul doping, sulle tecniche e gli escamotage, sulla realtà più bieca senza giri di parole, una cronaca avvincente e incredibilmente umana in bilico tra sport e attualità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniela (02-08-2008) Decisamente superiore ai suoi precedenti libri, rappresenta la lenta e inesorabile crescita di uno scrittore di razza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rosolino (25-07-2008) Dire male dello sport sembra essere diventato uno sport comune, eppure questo libro ci riesce senza esagerare. Senza farci sentire dalla parte dei "giusti", ma semplicemente ottempera un dovere quello di parlarne senza peli sulla lingua. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gelindo (21-07-2008) Ai miei tempi non si parlava, ma già allora si faceva. Ora che il ciclismo ha aperto la pentola sarebbe ora di vedere anche gli altri sport: la maratona non è esente. Ci tengo molto a consigliarlo e invito gli sportivi, anche quelli della domenica, a leggerlo con attenzione. Lo sport non è un gioco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mariacarla m. (21-07-2008) Conosco bene il problema, e questo racconto lo affronta nel modo migliore: quello giusto, della verità. I nomi ovviamente non combaciano, ma i fatti si, e il modo in cui sono scritti è avvincente ed entusiasmante. Mi sono sentita molto coinvolta e mi sono immedesiamata nella giovane promessa trasformata rapidamente in meteora. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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