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Biacchessi Daniele - Passione reporter |
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Titolo | Passione reporter |
| Autore | Biacchessi Daniele | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,71
(Prezzo di copertina € 12,60 Risparmio € 1,89)
|  | | Dati | 2009, XIV-220 p., ill., brossura |
| Editore | Chiarelettere
(collana Reverse) |
Nella promozione Chiarelettere fino al 11 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Queste pagine raccontano di un giornalismo "irregolare", di uomini e donne che per un'informazione vera hanno dato la vita. Giornalisti per passione, non per mestiere. Come Raffaele Ciriello, medico ma soprattutto fotografo freelance. Un battitore libero, sempre alla ricerca di un accredito dai giornali per muoversi, e di colleghi con cui condividere spese altrimenti proibitive. I nomi ritornano. Gli scatti di Ciriello immortalano Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Maria Grazia Cutuli. Le loro storie spesso s'intrecciano. C'è Enzo Baldoni che di mestiere fa il pubblicitario, ma è soprattutto un uomo affamato di storie. C'è Antonio Russo, collaboratore di Radio Radicale, freelance ammazzato a Tbilisi, un delitto che ricorda da vicino quello della giornalista Anna Politkovskaja. Un giornalismo ormai in disuso: troppo spregiudicato. Anche per questo i fatti del mondo vanno perdendosi in un'informazione sempre più opaca.
Giacomo Di Girolamo giacomo@ilvolatore.it (24-05-2009) Chiunque abbia la passione per il giornalismo dovrebbe leggere l’unico libro che in Italia coniuga tutte e due le cose, al momento. Si tratta di “Passione Reporter” del caporedattore di Radio 24 Daniele Biacchessi. Non aspettatevi però un sussidiario illustrato di quanto sia difficile e bello fare questo mestiere. Tutt’altro , Passione Reporter è un libro crudele, perché racconta gli efferati omicidi di giornalisti italiani in giro per il mondo. Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Raffele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Anonio Russo, Enzo Baldoni, donne e uomini martiri della vocazione al giornalismo.
La loro colpa è stata andare dove la stampa non era benvenuta, nei campi di battaglia come nei traffici d’armi. La loro colpa è stata seguire episodi che erano destinati all’insabbiatura, pubblicare anche solo piccoli frammenti di scomodissime verità.
E’ il giornalismo per come dovrebbe essere. E invece è un giornalismo irregolare, fuori dai salotti e dalle conferenze stampa, non equipaggiato né armato. E’ un giornalismo di passione, non certo di mestiere. Ciriello, ad esempio, era medico, ma era anche un grandissimo fotografo feeelance. Baldoni era un pubblicitario, ma soprattutto era “affamato di storie”.
Sono nomi e storie da ricordare. Oggi invece vince l’informazione opaca. Ma se vogliamo alzare lo sguardo, e la testa, “Passione Reporter” è la nostra bussola.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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