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Lodato Saverio; Scarpinato Roberto - Il ritorno del principe

Il ritorno del principe
Zoom della copertina
TitoloIl ritorno del principe
AutoreLodato Saverio; Scarpinato Roberto
Prezzo € 15,60
Prezzi in altre valute
Dati2008, 347 p., brossura
EditoreChiarelettere  (collana Reverse)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il "Principe" di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa. II libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo.

I vostri commenti
19 recensioni presenti.  Media Voto: 4.94 / 5

fabrizio fabriziocardinale@tin.it (27-08-2009)
Un libro che spiega la storia della societa' italiana dalle prime bancopoli di fine '800 ai giorni nostri e del perche' siamo cosi diversi dagli altri Paesi occidentali nella cultura della legalita', democrazia, trasparenza e del vivere civilmente con gli altri. Dopo avere letto questo libro ho pensato "Questa italia siamo noi" ripensando anche al titolo del libro di Bocca su Napoli e il suo degrado.
Voto: 5 / 5

barbara (10-05-2009)
Ho avuto il piacere di acoltare il dottor Scarpinato in occasione della presentazione di questo libro tenutasi ieri a Udine nell'ambito delle manifestazioni di contorno al Premio Terzani 2009. Finalmente una testimonianza diretta, cruda ed efficace sottratta al filtro nefasto di stampa e tv. Libro fantastico! Se avete occasione di ascoltare Scarpinato dal vivo non perdetevelo!
Voto: 5 / 5

Emil Kurjak (22-03-2009)
A mesi di distanza dal mio primo commento, confermo che trattasi di un libro veramente ottimo. Per chiudere il quadro, però, consiglio di leggerlo assieme a "Geometria del Male" di Sigismondo Panvini.
Voto: 5 / 5

mel (11-01-2009)
Notevole. L'impressione leggendo il libro è però di impotenza nei confronti di mali, non più riconosciuti come tali, così radicati negli italiani, da sempre dal principe, anestetizzati a dovere. Forse tecnicamente bisognerebbe costituzionalizzare corruzione e mafia. Magari la prescrizione del male potrebbe essere la cura.
Voto: 5 / 5

Roberto (08-01-2009)
Semplicemente un capolavoro. Un raro e raffinato contributo all'informazione, alla storia, alla sociologia e alla politica.
Voto: 5 / 5

valentina (22-12-2008)
lo sto ancora leggendo, ma lo trovo finora molto interessante, ben scritto ed estremamente chiaro nell'esposizione dei fatti raccontati. Il panorama che si apre é a dir poco preoccupante e penoso...
Voto: 5 / 5

Lucio Forma (29-11-2008)
Libro magnifico che spiega con semplicità cosa ha causato la deriva del nostro paese.Chissà quanti dei nostri "cari politici" avranno letto questo documento che andrebbe fatto leggere(come tanti altri dello stesso valore) nelle scuole. Io ho scoperto un'altro motivo valido per cui la mafia influisce sulla Sicilia e sull'Italia intera. Inoltre capisco anche il motivo per cui stiamo andando ad avere una opposizione sempre più compromessa con il potere illegale. Ottimi tutti i commenti riportati dai lettori. ALOHA
Voto: 5 / 5

michele68 (27-11-2008)
Il mio commento arriva in coda a una serie, tutti prevalentemente entusiastici, solo per questo tento di esprimere con discrezione il mio apprezzamento. Personalmente non amo i testi strutturati secondo lo schema dell’intervista, ma rispetto a priori la scelta degli Autori, ai quali sento di essere grato per questo ottimo lavoro: non trovo nulla da eccepire all’analisi fatta, integrando gli ambiti storico, politico, sociale ed economico italiani, una sinossi tra la storia d’Italia dall’unificazione, l’evoluzione della criminalità e della classe politica/dirigente italiana. Le citazioni di testimonianze, fatti, contingenze e indagini, a partire dallo studio redatto da Franchetti & Sonnino più di un secolo fa (quindi: “nihil sub sole novum”), analizzate con indiscutibile competenza, forniscono un quadro più che mai esaustivo e poco edificante per i nostri amministratori. Tra gli altri, trovo significativo: evidenziare che è peculiarità dei progressi di qualsiasi genere fatti in Italia, quella di essere generati da “minoranze qualificate”, alle quali di solito la gestione della “res publica” viene lasciata per i periodi strettamente necessari, per poi essere fagocitate dal sistema come Crono si mangiava i figli; menzionare “La banalità del male” di Hannah Arendt, opera propedeutica a largo spettro. Nutro il fondato sospetto che difficilmente, per quanta volontà riusciremo o riusciranno i nostri posteri ad esprimere, il nostro Paese riuscirà ad affrancarsi da certe “tare ereditarie”.Comunque, ad majora!
Voto: 5 / 5

Alessandro (14-11-2008)
Inquietante è poco, leggetelo e rifletteteci sopra
Voto: 5 / 5

Aurelio Manfredi raulche@jumpy.it (13-11-2008)
... le prime pagine che ho letto da 110 con lode e bacio accademico! complimenti al dr. Roberto Scarpinato ed al dr. Saverio Lodato Aurelio MANFREDI
Voto: 5 / 5

Federico (23-10-2008)
Prima di leggere questo saggio avevo un'idea precisa della mafia e che questa idea fosse corretta. O almeno ne ero convinto. Adesso so che non mi ero sbagliato del tutto ma la mia idea di mafia era approssimativa e incompleta. Scarpinato dipinge invece un quadro atroce ma perfettamente delineato, i contorni delle figure che si stagliano nettamente sullo sfondo del nostro povero Paese in agonia. Un saggio imperdibile e doloroso, come la luce che ferisce gli occhi dopo il buio.
Voto: 5 / 5

pietro (14-10-2008)
DOVREBBE ESSERE ADOTTATO COME LIBRO DI TESTO NELLE SCUOLE. POTREMMO AVERE CITTADINI MIGLIORI, ALMENO PER IL FUTURO. UN OTTIMO LIBRO!!!
Voto: 5 / 5

filippo astone (08-10-2008)
E' uno dei migliori libri che io abbia mai letto negli ultimi anni. Peccato che venga presentato come un libro sulla magia, mentre invece è un libro sulla situazione italiana, riletta con non comuni lenti storiche e sociologiche. La mafia occupa solo un decimo dello spazio. Lo consiglio a tutti.
Voto: 5 / 5

margherita sini (28-09-2008)
Vorrei davvero ringraziare gli autori.
Voto: 5 / 5

dario (23-09-2008)
Un ottimo libro che dovrebbero leggere tutti, soprattuto quelli che pensano che certi affarismi e situazioni da prima repubblica non accadano più. Forse il ritmo dell'intervista risulta leggermente pesante.
Voto: 4 / 5

simona proietti (19-09-2008)
L'analisi lucida e completa del potere osceno, inteso -non solo- come indecente, ma soprattutto "fuori scena", quello che non vedi. Quello che percepisci, sospetti, ma non afferri. Finchè non arriva qualcuno a spiegartelo: Roberto Scarpinato. Grazie.
Voto: 5 / 5

Pietro Valeri (23-07-2008)
Un buon tentativo di salire di livello nell'analisi degli eventi di corruzione e mafia che sono accaduti in questi anni andando a ritroso nel tempo per capire se vi sono anche radici lontane. Non è quindi un libro di cronaca giudiziaria. E' il tentativo (riuscito) di capire perché ci ritroviamo in questa situazione di illegalità diffusa e di impunità perdonistica. Un suggerimento all'autore: inserirei in appendice una cronologia degli eventi citati. Da leggere insieme a Toghe rotte di Bruno Tinti.
Voto: 5 / 5

emil kurjak (22-07-2008)
Questo libro è un capolavoro. Leggendolo si capiscono tantissime cose.
Voto: 5 / 5

Aldo Funicelli aldo.funicelli@virgilio.it (08-07-2008)
L'analisi politica, sociale e storica della criminalità al potere, ovvero del potere criminale in Italia. Dai tempi del principe del Maciavelli non è mai stato capace di sciogliere il legame con la violenza. Lucido e spietato nel raccontare la banalità del male della classe dirigente italiana: sempre più oligarchia, autereferenziale, dinastica, sempre più tribù e sempre meno paese. E, di riflesso, la nostra, sempre meno democrazia rappresentativa basta sul diritto. In che modo il principe mantiene il suo potere: con l'assenza di meritocrazia, con la nomine dal vertice (vedi legge elettorale), togliendo l'informazione su indagini e processi che vedono come imputati i colletti bianchi. Non dobbiamo preoccuparci solo di Riina e Provenzano: ma del potere criminale che li usa. Gli unici momenti dove la nostra giustizia è stata fatta? Durante tangentopoli e mafiopoli: quando i cittadini potevano vedere in faccia il lato oscuro del potere, le trame, la corruzione.
Voto: 5 / 5

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