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Mascali Antonella - Lotta civile | Dal dolore privato all'impegno nelle scuole, nelle carceri, nella pubblica amministrazione. Giorno per giorno. È ciò che contraddistingue questo libro. Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società. Con il sostegno di Libera e delle Fondazioni dedicate a chi ha combattuto per ciò in cui credeva, fino a morire. È essenziale ricordarli: da Giuseppe Fava a Rocco Chinnici, da Beppe Montana a Roberto Antiochia, da Marcello Torre a Silvia Ruotolo, da Libero Grassi a Vincenzo Grasso, fino a Barbara Asta ai figli Giuseppe e Salvatore, e ancora Mauro Rostagno, Francesco Marcone, Renata Fonte. Le loro battaglie sono diventate le battaglie di figli, fratelli, mogli e mariti. Nando dalla Chiesa, nell'intervista che chiude il libro, afferma: "Bisogna cominciare a dire le cose che provocano reazioni ma che sono vere". Lo sta facendo chi ha subito perdite irrimediabili e oggi, in prima persona, diventa artefice di una vera e propria resistenza civile. Prefazione di don Luigi Ciotti.
Media Voto: 4 / 5Marchin (15-05-2010) Un libro che racconta della lotta civile intrapresa dai famigliari delle vittime della mafia, dopo aver perso i popri cari, l'ingresso in Libera per un impegno civile, e la difficile ricerca di una nuova vita dopo essere stati lasciati soli dallo stato.
Antonella Mascali è una giornalista Siciliana in prima linea a denunciare cosa non va nella sua terra e nell'italia, in particolare racconta la malacultura che ci rovina, e che si può riconoscere nella vita di tutti i giorni, e non solo nella Sicilia da lei dettagliatamente raccontato, in quanto protagonista principale del libro, ma in tutta l'italia da Torino a Triste passando per Milano. Ormai la criminalità organizzata è un tumore che rovina tutto lo stato.
Il libro andrebbe letto insieme a "Se li conosci li eviti", sempre edito da "chiarelettere", in quanto alcuni personaggi che hanno contribuito a rovinare il nostro stato, a volte sono raccontati come eroi, per il loro rapporto con alcune vittime della criminalità organizzata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MAX (23-03-2009) CONSIGLIATO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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