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Perotti Simone - Avanti tutta. Manifesto per una rivolta individuale |
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Titolo | Avanti tutta. Manifesto per una rivolta individuale |
| Autore | Perotti Simone | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2011, 208 p., brossura |
| Editore | Chiarelettere
(collana Reverse) |
| | Disponibile anche in ebook a € 9,99 | Nella promozione Chiarelettere fino al 11 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Dunque si può fare. La scelta del downshifting raccontata in "Adesso basta" si è rivelata percorribile. "Ho tempo per cucinare, per studiare, per scrivere, navigare, perdere tempo..." scrive Simone Perotti in questo nuovo libro, che è un pamphlet sul cambiamento alle porte, su un nuovo ordine esistenziale e sociale. Contro la paura. Scoprire che si può vivere con poco, fuori dallo schema "lavoro guadagno spendo", in un momento di grave crisi economica, può essere un sollievo personale, ma anche un progetto "politico", da condividere. Suffragato dall'esperienza in azienda e dagli anni trascorsi nella libertà, Simone Perotti racconta "come si vive fuori", le sue scoperte (buone e cattive), e sfata gli stereotipi placando l'animo dei tifosi e contrastando una a una le obiezioni dei più critici. Dall'analisi degli 80.000 messaggi ricevuti, l'autore ricava la prima classificazione dei downshifter italiani (i Convinti, gli Arrabbiati, gli Impegnati, gli Antitaliani, gli Accoppiati, i Sorpresi...) e una mappa generazionale delle loro paure: l'identikit dell'uomo contemporaneo in rivolta. La lotta di classe sembra finita. Forse è incominciata la lotta per la vera liberazione. Noi non siamo mai stati… ogni giorno nel traffico; non siamo mai stati quando viviamo con quel peso sul cuore; non siamo mai stati ogni volta che il Sistema ci costringe a gesti non nostri e noi non reagiamo; non siamo mai stati negli acquisti inutili, nel ricatto del tempo speso a compiere azioni che non servono; non siamo mai stati quando viviamo nove ore al giorno con persone che non abbiamo scelto; non siamo mai stati quando abitiamo in posti brutti, mentre l’Italia e il mondo sono pieni di posti meravigliosi….
Quello di Simone Perotti non è solo un progetto politico, ma olistico, che riguarda il benessere complessivo dell’individuo e la sua collocazione nel mondo. È una filosofia di vita che si sta diffondendo in tutto il Paese, ma è soprattutto una radicale e personale scelta di cambiamento che lo ha portato ad uscire dalla vita lavorativa per vivere al di fuori della logica “Lavoro – guadagno – consumo”. Dopo venti anni di lavoro in azienda, Simone Perotti decide di rinunciare al suo stipendio di 26.000 euro l’anno, ai benefits e alla vita in città per fare quello che ha sempre desiderato: navigare e scrivere. Per farlo ha messo a punto un metodo innovativo, il downshifting, cioè il processo di cambiamento da una vita orientata alla produzione di denaro per consumare beni che non servono, verso una vita basata sulla ricerca della felicità autentica.
Il manifesto di questa rivoluzione individuale è il libro Adesso Basta (Chiarelettere, 2009), un pamphlet giunto ormai alla sua decima edizione che ha destato la curiosità di migliaia di lettori. Un vero e proprio manuale di sopravvivenza per chi decide di sottrarsi al ricatto del consumismo. Il palinsesto entro cui si muove il ragionamento di Simone Perotti è invece il libro denuncia di Luciano Bianciardi, La vita agra, pubblicato in tempi non sospetti, nel 1962, prima del boom economico, in cui si prevedeva la lenta decadenza nel giogo dei bisogni indotti da parte del sistema produttivo italiano. Secondo Perotti, la rivoluzione non è quella organizzata dei partiti e dei movimenti, ma – come dice Bianciardi – “deve cominciare da ben più lontano, deve cominciare in interiore homine.
Per uscire dal porto bisogna mollare gli ormeggi e azionare i motori a tutta forza. Bisogna agire nella vita concreta, abbandonare gli indugi e andare incontro a una nuova vita in cui si riesca a vivere con quanto è necessario, lavorando il minimo per ottenerlo, consapevoli che l’ansia della crescita e dell’accumulazione riguarda economisti e capi di Stato, ma non ha nulla a che vedere con la felicità.
Certo per farlo è necessario seguire una rotta, una serie di accorgimenti tecnici che il libro di Perotti tenta di fornire, correggendo il tiro rispetto a tanti consigli contenuti del precedente libro mal esposti o male interpretati dai lettori. Un libro che serve quindi a chiarire molti punti controversi e a rispondere alle tante critiche che i bloggers continuano a porre all’autore. Ad esempio - spiega Perotti - “Il downshifting non è riservato a chi abbia i soldi per famiglia di provenienza o per reddito; il suo segreto non è l’accumulo di denaro per poi poter vivere di rendita; io non ho fatto così, non sto facendo così, e ho ricevuto migliaia di lettere di gente simile o diversa da me che non sta facendo così”.
Come stia facendo a vivere con un quinto di quanto guadagnava un tempo è interessante scoprirlo scorrendo le pagine del suo libro, così come è interessante conoscere le testimonianze di chi, anche avendo famiglie numerose, ha deciso di intraprendere la sua strada. Una serie di persone che ce l’hanno fatta o che ci stanno provando, i downshifters che Perotti analizza e classifica in base al loro atteggiamento nei confronti della vita. Persone diverse tutte accomunate dalla stessa paura di non farcela e di rimanere intrappolati nella loro schiavitù.
Nel suo encomiabile tentativo di persuasione del lettore verso un grande sforzo di emancipazione individuale, Simone Perotti convince e suggerisce molte vie. Tra le tante un nuovo progetto, la fondazione della prima “agenzia di scollocamento” che aiuti le persone a uscire dalla collocazione che hanno sia nel lavoro che nella società e che li spinga a diventare “incollocabili, inidentificabili, liberi dal Sistema”.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Ste (05-01-2012) Libro che genera tensioni, fa discutere. Come "Adesso Basta" un saggio perfetto, inclemente, urlato. Chi lo critica sembra arrabbiato, e c'è da capire perché: questo libro, come il precedente, parla di lui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Henry il grigio (29-08-2011) Simone è un grande..quello che scrive merita rispetto e fà pensare.
Grazie di quello che esprimi, c'è bisogno di persone che aprono la mente e ti fanno ragionare.
Leggetelo e non sarete più come prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianluca Lisci (29-08-2011) Il libro è la ripresa, il sequel se fosse un film ( e ne condividesse il classico destino), di "Adesso basta". Si tenta, riuscendoci solo in parte, di sfuggire alla manualistica del primo libro e di approfondire le motivazioni e implicazioni psicologiche del downshifting. Tutto bene, se non si avesse continuamente la sensazione che per Perotti il cerchio si stia chiudendo ( o stringendo?): da Uomo di Comunicazione in fuga a uomo che fa della fuga la sua Comunicazione, utilizzando, o facendosi utilizzare, dagli stessi strumenti di marketing e della Società dei Consumi tanto contestati e indicati come male assoluto. Volendo seguire e condividere le idee dell'autore, il suggerimento è di tenersi in tasca i soldi per l'acquisto di questo libro, che diventerebbe presto solo una "cosa" in più ( o meno, perchè nulla di significativo aggiungerebbe) nella vostra biblioteca. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Vale (30-05-2011) che dire caro Simone? Sto mettendo in pratica le tue idee da diverso tempo, anche se in famiglia non sono capita. Quindi nel mio piccolo faccio del mio meglio. Ho la stessa auto da 14, e nessuno si capacita di questo "perche' non la cambi??" ..perche' funziona ancora cacchio! Ho prestato il tuo libro a diverse persone, e tutti ne hanno tratto uno spunto. come dici tu, non si muore di fame e non occorre vivere in una caverna per seguire uno stile di vita piu' moderato. Grazie per i tuoi libri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piti (12-05-2011) Ho un'impressione schizofrenica su questo libro, come già ebbi di Adesso basta. L'idea di fondo è del tutto condivisibile, anche se non di rado si ha l'impressione che Perotti sembri credere di averla avuta per primo, mentre una cosa che pensiamo quasi tutti e facciamo in abbastanza. Il pregio, in entrambi i libri, è di articolare molto le argomentazioni, e di spaziare dal molto elevato al molto concreto. Il difetto in realtà sono due. Uno di contenuto: ammette con parsimonia di pagine che la sua formula è meno praticabile di quello che in origine promette di essere. Lui in persona è l'emblema che il DS è una scelta elitaria: se lui non fosse stato lui, Chiarelettere probabilmente avrebbe gettato il suo testo in un chiarocestino, senza chiarepromozioni. Lo dico non spinto dall'invidia: vivo un mio personale e crescente DS da oltre dieci anni, e anche per me la base sono passaggi esistenziali privilegiati. Diciamocelo e amen. Dal punto di vista strettamente letterario, la smena troppo su come migliorare le economie aziendali, la società ecc, scadendo nel finale in un pippone da bar, in un qualunquistico problem solving che mi ricorda certe tirate di Celentano.
Comunque, qua e là, prima del detto pippone, il libro contiene considerazioni, consigli, valutazioni che fa piacere leggere, cose che si sente che sono frutto di pensiero, cultura ed esperienza. E poi mi sta bene, 'sto libro anche solo per conferma delle mie scelte: non sono solo nell'universo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sergio Del Ranco (02-02-2011) ciao Simone,
ho finito il libro stamattina, una lettura molto scorrevole, piacevole, moderna, coinvolgente, sei dotato di sintesi capace, sei efficente per come e quello che esprimi. Sfondi le barriere. Sei "efficace".
Si sa che nel settore pubblico ci fossero sprechi, preopotenze, menefreghismo, rendite di potere, gente che ruba lo stipendio, fa finta di lavorare, appalti truccati e via di questo passo...., la cosa che mi ha sorpreso é che nel tanto efficente e decantato "privato" e a grandi livelli oltretutto, regnassero le stesse "qualità".
Com'è possibile che piuttosto che risparmiare 1 mil di euro per nn far fatica ad armonizzare i bilanci o remunerare meglio i dipendenti, si preferisca pagare le tasse? E solo per fare un'esempio fra tutti (tanti) quelli che hai fatto.
I manager, la loro alterigia, supponenza, arroganza, perchè tanto poi pagano gli altri..... e ne hai anche per gli altri, perchè anche questi hanno le loro colpe.
Sono d'accordo, non risparmi critiche a nessuno, ed è giusto quando ci vogliono ci volgliono, bisogna assumersi le responsabilità che ognuno di noi ha, nel bene e nel male, se abbiamo un cervello, dimostriamo di saperlo usare.
Grazie alla tua intelligenza, onestà, formazione ed esperienza, hai fatto secondo me una cosa fantastica, (non ho mai visto e sentito prima di te nessuno che parlasse così, senza peli sulla lingua) dici cose su molteplici fronti, che meriterebbero di essere prese in considerazione come materia di approfondimento ed insegnamento a scuola. Dalle elementari in su e anche in giù, i genitori sono il primo mattone.
Le riflessioni che hai fatto mi hanno impressionato molto. Ritengo doveroso ringraziarti per quello che hai avuto il merito ed il coraggio di scrivere.
Ciao complimenti e buon proseguimento di ds. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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