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Per mesi il popolo del Blasco è stato in trepidante attesa de La versione di Vasco, edito da Chiarelettere, il libro che raccoglie il “Rossi pensiero”, tutto quello che l'artista ha detto e scritto, un sorta di Vasco talk. Non è una biografia, Vasco stesso precisa che le biografie sono tutte false, ma un libro di dichiarazioni. Un abile montaggio di queste dichiarazioni ha fatto sì che, leggendo, vi sembrerà di ascoltare un racconto unico direttamente dalla voce del protagonista. Un'operazione simile era stata fatta in precedenza, e con ottimi risultati, anche per la pubblicazione L'illogica utopia, "autobiografia" di Giorgio Gaber, sempre edita da Chiarelettere. Vasco non è certo un artista che si risparmia dal punto di vista mediatico. Ha sempre detto la sua, negli ultimi anni utilizzando forme di comunicazione alternative: si definisce infatti non più una rockstar ma un “social rocker”. Per cui La versione di Vasco per i suoi fan non sarà il luogo delle scottanti rivelazioni. Ma tutte insieme, le sue dichiarazioni, unite da tematici fili narrativi, consegnano una visione più completa del musicista. Per coloro che invece al di là delle canzoni, conoscono poco l'altro Vasco, quello che posta su facebook considerazioni sulla società, e conoscono poco anche la sua carriera, per loro la monografia può rappresentare una buona forma di iniziazione. La versione di Vasco, con un'architettura a zibaldone, si può leggere anche disordinatamente. Sarà la curiosità a fare il resto. Passando al setaccio il libro, ogni volta si faranno nuove scoperte. Per esempio, leggendo La versione di Vasco, si scopre tra le altre cose che: Vasco ha letto i romanzi dell’Ottocento e anche tutta la Recherche di Proust. A Vasco piace molto la filosofia, ha letto Aut-Aut di Kierkegaard, l’etica di Spinoza, e Nietzsche. Vasco ha letto Uno, nessuno, centomila di Pirandello, L'idiota di Dostoevskij, Kipling, Houellebecq. Quando ha scritto Albachiara leggeva solo i fumetti di Topolino e Alan Ford. Ha iniziato a correre nel 1987. Il suo primo concerto è stato a Bologna, in Piazza Maggiore, nel 1979. I suoi maestri di provocazione sono stati Fred Buscaglione, Enzo Jannacci e Fabrizio De André. Vasco ha due o tre moto in garage. Ha sempre preferito i Rolling Stones ai Beatles. Cantava le canzoni di Lucio Battisti. A diciotto anni ha fatto domanda per entrare nei paracadutisti. Si è iscritto alla Facolta di Economia e Commercio, poi a quella di Pedagogia. Per saltare il servizio militare si è dichiarato farmacodipendente. Da ragazzo, una volta, è stato in vacanza a Tropea, in Calabria. Nella comune teatrale di Bologna ha scoperto Bakunin e gli anarchici. Non può togliere la canzone Albachiara dalla scaletta dei suoi concerti. A Imola nel '98 Vasco Rossi ha cantato davanti a 130.000 persone. Vasco ha saltato le prove del Festival di Sanremo, nell'anno della sua prima partecipazione con la canzone Vado al massimo. Dopo l'esibizione sul palco dell'Ariston, si è messo il microfono in tasca. Il microfono è caduto per terra. Vasco è del segno dell'Acquario. A cura di Wuz.it
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