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Fitzek Sebastian - Il ladro di anime |
Tutto accade in una notte, la Vigilia di Natale. In una lussuosa clinica psichiatrica fuori Berlino, mentre la neve scende copiosa rendendo il luogo ancora più isolato, medici e pazienti si rendono conto con orrore che il maniaco che da tempo terrorizza la città, il cosiddetto "Ladro di anime", si trova all'interno della struttura. Di lui si conoscono soltanto i tremendi effetti provocati da un misterioso trattamento in grado di spezzare la volontà delle sue vittime, riducendole a meri involucri umani, e gli ambigui indovinelli che lascia dietro di sé come macabra firma. L'unica via di salvezza sarà affrontarlo tutti insieme: ma il piccolo gruppo, guidato da Caspar, ricoverato in seguito a un'inspiegabile amnesia che ha cancellato completamente il suo passato, si troverà a far fronte a qualcosa di assolutamente inaspettato e terribile. Mentre il tempo scorre inesorabile nel tentativo di neutralizzare il Ladro di anime, Caspar viene folgorato con sempre maggior frequenza da scene della sua vita precedente, che progressivamente fanno luce sulla sua identità e sulla sua drammatica storia personale, costringendolo a uno sconvolgente viaggio negli abissi più oscuri della propria psiche...
| La recensione de L'Indice |
 Le ore passano a ritmo snervante, avvolte in una maschera di neve fitta, sfondo di una storia contenuta in una cartella clinica da sfogliare con attenzione. Il tempo scandito nelle pagine isola il lettore da ogni contatto con il mondo esterno, così come accade ai protagonisti, intrappolati in una clinica psichiatrica di lusso nella quale si aggira il ladro di anime. Impossibile non lasciarsi assorbire dal susseguirsi degli eventi, sospinti da una tensione crescente, dal continuo fronteggiarsi con follia, ipnosi, morte e incertezza. Difficile lasciare che la mente abbandoni quegli scenari asettici, costruiti su un alternarsi di buio e luci fredde, rumori inquietanti e silenzio spettrale. Caspar è stato trovato da poco privo di conoscenza all'entrata della clinica. Avendo perso la memoria, un giorno decide di affidarsi alla psicologa Sophia, la quale è a conoscenza di qualche particolare importante del suo passato che gli verrà rivelato l'indomani mattina. Caspar accetta di fermarsi per quella sera, ma, nel frattempo, arriva in ambulanza un paziente con un pugnale infilato in gola e tutti i protagonisti restano bloccati nella struttura. Ciò che accade in seguito è contenuto nella cartella clinica sottoposta all'analisi di due studenti coraggiosi, ingaggiati da un enigmatico professore di psicologia a qualche anno di distanza dalla tragedia. La perfetta conoscenza di manuali ed enciclopedie psicologiche giocano un ruolo fondamentale nel delinearsi del linguaggio di Fitznek, intarsiato di dialoghi, citazioni, formule che spaziano con disinvoltura da una forma di espressione colloquiale a una più dotta, ma mai troppo complessa. Riesce a rimanere saldamente legato allo scopo del romanzo: la suggestione totale, un'ipnosi costante praticabile su qualsiasi lettore grazie a una scenografia indovinata e un ricorso costante all'ambiguità. La lentezza con cui ogni tassello torna al suo posto verrà sopraffatta dal colpo di scena finale e da un'analisi repentina dei fatti sotto una luce completamente diversa; caratteristica che conferisce grande solidità alla struttura del romanzo. Anna Zizola |
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.07 / 5Denebola francesca.giorgini1@alice.it (13-01-2010) Sinceramente la prima parte l'ho trovata noiosa e statica:poco mistero,poca investigazione;più che un thriller sembra un horror(genere che mi lascia freddina).Lo stile essenziale è molto scorrevole ma non coinvolge e non crea empatia con i personaggi. Poi nella seconda parte il ritmo accelera e aumenta la suspense mentre il mistero si dipana poco a poco;e così il libro migliora decisamente.Il finale è giustamente inaspettato e ingegnoso;la cornice invece è pretenziosa:esperimento rischioso?possibili danni psicologici?per piacere... Voto: 3 / 5 |
Francesco (12-01-2010) Scoperto per caso la scorsa estate ascoltando in macchina "radio deejay"...devo dire che mi ha colpito positivamente. Trama scorrevole, molto apprezza l'idea di inserirvi degli indovinelli (che personalmente, lo ammetto, non sono riuscito a risolvere!)...e finale per niente scontato. Consigliato. Voto: 4 / 5 |
Agnese (07-01-2010) Assolutamente meraviglioso, coinvolgente e sconvolgente!L'ho letto in 6 ore durante un viaggio in treno...imperdibile!!! Voto: 5 / 5 |
Roberto (23-11-2009) Davvero unico, paticolare. Quando lo finisci un qualcosa rimane . Quel qualcosa , è la sensazione di essere stato partecipe ad un esperimento . Voto: 4 / 5 |
Mirco Ficola - Perugia mirco.ficola@fastwebnet.it (19-11-2009) Davvero un buon libro, dal ritmo incalzante e ben scritto, dove la storia, la lettura di essa ed il lettore si fondono in un unico elemento, tanto che la scoperta del post-it (abile colpo di genio di marketing subliminale) ti induce a pensare che il protagonista dell'esperimento sei tu. Non male. Voto: 4 / 5 |
V4L3R10 (16-11-2009) Un libro che non può essere trascurato da nessun amante del genere thriller. A me ha tratti ha ricordato il film "The experiment", tra l'altro tedesco pure quello. Non so nemmeno perchè ho fatto questo accostamento. E' geniale perchè è tutto così reale... Ti chiedi se quella che hai in mano è una cartella clinica e se davvero puoi essere anche tu una cavia: un attimo di sbandamento quando volti la pagina e trovi il post-it attaccato! Forse nei prossimi giorni dovrò controllare possibili strane reazioni... Voto: 5 / 5 |
Ikon (16-11-2009) Un applauso per un autore il quale ha capito che per fare un ottimo lavoro non servono più di 300 pagine e caratteri di dimensioni pari o inferiori a 10 punti! Breve, intenso e si beve in un solo colpo. Se qualcuno nelle precedenti recensioni c'ha messo 4 giorni per finirlo, io ho avuto la necessità di finirlo in 1,5 giorni altrimenti rischiavo di interrompere continuamente la stesura della mia tesi per continuare la lettura. Un libro che dopo averlo aperto fa della conoscenza del finale una necessità primaria, più che una curiosità! Qui non ci sono traduzioni da criticare o trame ingarbugliate: c'è da leggere e basta. Se siete facilmente impressionabili tanto meglio, più sarà inquietante più sarà bello! Voto: 5 / 5 |
barbara (24-09-2009) Un piccolo capolavoro: scrittura perfetta e calibrata ai luoghi ed i personaggi. Una storia che coinvolge immadiatamente il lettore:inquieta, incuriosisce,avvince. Un finale tesissimo e "credibile". Ne consiglio vivamente la lettura agli amanti del thriller, stanchi della solita "poltiglia". Voto: 5 / 5 |
gianluca (21-09-2009) Ho letto il romanzo sulla scia dei commenti riportati dai diversi lettori. Lettura assolutamente inutile. I dialoghi sono la cosa peggiore del romanzo e voglio sperare che ciò sia dettato dalla pessima traduzione. A tratti la vicenda è veramente ingarbugliata in maniera del tutto inopportuna. I capitoli terminano tutti allo stesso modo; qualcosa di importante sta per accadere ma di fatto accade ben poco. Le uniche cosa che aumentano sono la confusione e i dialoghi artificiosi che si trascinano fino ad esasperare il lettore. Il finale regala qualcosa. Deo gratias. Se pensate che io sia stato troppo severo devo effettivamente confessare che ho sempre letto e poco apprezzato gli autori tedeschi. Probabilmente questo è il motivo della mia pessima recensione dato che altri lettori hanno trovato il romanzo decisamente meritevole di essere letto. Voto: 1 / 5 |
Lorerock (07-09-2009) Questò Ragazzo è davvero bravo!
Ho comprato il libro per le vacanze ed in 4 giorni l'ho finito..divorato..davvero bello, forse si ok un po sempliciotta la traduzione, probabilmente in tedesco avrebbe reso di piu...ma l'idea del ladro di anime...chi si sarebbe mai aspettato un finale cosi???
Davvero molto molto bello...beh di certo lo regalerò!!!
Ora non mi resta che leggere "LA TERAPIA" sempre di Sebastian.... Voto: 5 / 5 |
anticonemico (20-07-2009) Nonostante gli entusiastici commenti degli altri lettori secondo me questo libro ha pochissime carte da giocare. Innanzitutto nonostante fitzek dimostra di muoversi benissimo nei meandri della psiche umana il binomio manicomio - maniaco da diverso tempo ha saturato sia il settore cinema sia il settore letteratura e quindi e' ben difficile trovare vicende che non sappiano di minestra riscaldata. A me tra l'altro non sembra nemmeno che l'autore sia questo mago dei dialoghi che vuol far credere anzi molto spesso c'e' persino troppo pressapochismo sia nella tratteggiatura dei personaggi sia nei rispettivi dialoghi. Qua e la' fan capolino atmosfere tipo "dieci piccoli indiani " o "il gatto e il canarino" tanto cari alla vecchia Agatha Christie, ma quelli erano altri tempi e la scrittrice Britannica aveva ben altra stoffa in confronto a Fitzek. Ormai le sedie da elettroshock i martelletti da lobotomia e le care vecchie camicie di forza non bastano piu' per dare forza ad un genere asfittico al pari di un bimbo affetto da mal sottile. Voto: 2 / 5 |
isabella (13-07-2009) non sono ancora giunta alla fine della lettura di questo libro, ma desideravo comunque consigliarlo ai "colleghi" lettori. L'ho acquistato attirata dal titolo e dalla didascalia "psycho-thriller". Sin dall'inizio l'autore riesce a coinvolgerti nell'atmosfera inquietante della clinica isolata in mezzo alla neve,luogo nel quale si svolge il "caso clinico" che due studenti devono esaminare.
Si trovano nel libro gli stereotipi classici, ma lo consiglio vivamente perchè la narrazione è incalzante e avvincente e, a parte alcune scene forti (a me non piacciono le storie "truculente"), si legge molto velocemente.
Consigliato anche, e soprattutto, a chi ama le storie che indagano nei meandri della mente umana Voto: 5 / 5 |
Mau (04-07-2009) Una sola parola: geniale. E' un libro diverso da tutti gli altri. Voto: 5 / 5 |
Alberto poleek@fastwebnet.it (02-07-2009) Il mio commento al libro è ovviamente relativo.
La traduzione è direi pessima in termini di leggerezza nella lettura e scorrevolezza delle frasi, concetti e parole.
Tutto sommato però rappresenta un libro interessante con una piuttosto forte base caratteriale data ai personaggi che aiuta a digerire meglio il tutto e a far entrare nei personaggi.
Ha una nota cinematografica che lo può candidare ad una trasformazione in sceneggiatura, non così scontata e comunque piuttosto appassionante. Scritto piuttosto agevole a tutti e discretamente appassionante. Non tanti scrittori riescono a descrivere le situazioni e i contesti in modo così immaginativo come è riuscito Fitzek. Voto: 4 / 5 |
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