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Titolo | Drood |
| Autore | Simmons Dan | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,58
(Prezzo di copertina € 19,50 Risparmio € 2,92)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, 832 p., rilegato | | Traduttore | Tagliavini A. |
| Editore | Elliot
(collana Scatti) |
Nella promozione Elliot fino al 28 febbraio |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel giugno del 1865, durante un viaggio in compagnia della sua amante, Charles Dickens rimane coinvolto in un incidente ferroviario, in seguito al quale incontra un sinistro personaggio di nome Drood che cambierà per sempre la sua vita. Il racconto degli avvenimenti che seguirono è affidato al suo migliore amico ed eterno rivale, Wilkie Collins, autore di libri come "La donna in bianco" e "La pietra di luna", che viene coinvolto in una serie di indagini nell'underworld di Londra, attraverso sotterranei oscuri e misteriosi, colonie umane di derelitti, fumerie d'oppio clandestine, pratiche di mesmerismo e sette segrete. Quando Drood sembra avvicinarsi alle loro ricerche, egli viene messo da parte da Dickens, il quale comincia a mostrare segnali inquietanti di cambiamento. Come se non bastasse, anche Collins inizia ad avere visioni inspiegabili, allucinazioni, un senso costante di minaccia. Provato fisicamente e mentalmente ma avvinto da questo gioco mortale, Collins si dibatte tra la paura della follia e il dubbio che tutto faccia parte di un diabolico piano della creatura che si fa chiamare Drood. Centrato sulle figure di due degli scrittori inglesi più influenti della modernità, è un romanzo storico-letterario sul mistero dell'ultimo omonimo romanzo rimasto incompiuto di Dickens, un inquietante racconto sovrannaturale e un'indagine psicologica sui recessi più oscuri della mente umana. Un'opera ambiziosa nella produzione narrativa di uno dei maestri contemporanei del romanzo americano.
8 recensioni presenti. Media Voto: 2.75 / 5marcostraz (26-09-2011) Libro lunghissimo, noiosissimo, pieno di inutili lungaggini, in cui succede una cosa ogni 200 pagine, per il resto tutte cose inutili o quasi...un inutile sfoggio di una sicuramente accurata ricerca bibliografica...ma se volevo conoscere la storia di Dickens mi prendevo una biografia...per il resto accada poco o nulla...già è pesante leggere 800 pagine, poi se la storia poteva essere raccontanta in 150 e le altre 650 sono inutili o quasi, penso si sia davanti ad un pessimo libro.. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
fabio (14-01-2011) Mi sono immerso picevolmente nel labirinto di intrecci e tunnel fognari del romanzo di Simmons lasciandomi catturare dall'irresistibile atmosfera della Londra Dikensiana. Forse la mia critica a questo libro può essere in parte parziale a causa del mio amore sviscerato per le atmosfere che solo scrittori di quel tempo sapevano creare e trasmettere al lettore. Drood comunque, essendo un personaggio incopiuto dello stesso Charles Dikens, lascia aperte molte possibilità di sviluppo, e credo che Simmons abbia saputo cogliere quello che era l'umore incontaminato e prettamente diretto, dei lettori dell'epoca seduti davanti ad un racconto al caldo di un focolare illuminato da una lampada ad olio.
Le romantiche descrizioni delle strade avvolte dalla bruma londinese ed alcuni, anche se pochi, riferimenti storici dell'epoca sono da soli sufficienti a rendere questo romanzo degno di essere letto. La storia è, come deve essere, l'invenzione di un singolo per far piacere a più gente possibile. Io sono parte di essi. Credo che la quantità di pagine che compone un romanzo degno di tale nome scorrano via più veloci di un aforisma banale. Consiglio Drood a chi ama l'odore delle pagine appena stampate ma intrise di vecchio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
lucianocomida luciano.comida@libero.it (06-01-2011) Seguo da molti anni: un romanziere che passa da altissimi (nella fantascienza lo splendido e ricchissimo Hyperion, nell'horror il micidiale e colto Il canto di Kali) a tonfi (come il noiosissimo The terror, balordamente ribattezzato dalla Mondadori La scomparsa dell'Erebus). Questo Drood poteva essere (nelle premesse) un gran libro: ambientazione e stile vittoriani, viaggio nel cuore nero di Dickens, Wilkie Collins io narrante, miscela di giallo/storico/horror/riflessione sulla letteratura). Invece...Cosa non funziona? Troppe cose (se lo leggerete non vi anticipo quali) si capiscono troppo presto, altre sono al di là di ogni credibilità (nemmeno la "sospensione volontaria della credulità", di cui parlava il poeta Coleridge, le fa digerire). E poi, come spesso gli capita, sulla lunga distanza (nell'Erebus 700 pagine, qui 800) Simmons perde giri e si smarrisce (e con lui il lettore).
carta) un gran Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alessandro (20-12-2010) Non sono riuscito a superare pagina 415 e mi dispiace pure, ma la noia ha prevalso. Le prime 200 pagine funzionano pure: due o tre curiosità para-letterarie, il disastro ferroviario raccontato alla grande, un paio di avventure nei bassifondi che ricordano Conan Doyle, il personaggio di Dickens tratteggiato in modo puntuale e puntuto. Però il tutto, a metà esatta del libro, prende a dilatarsi e a non trovare più la strada maestra. Cos'è, in fondo, questo Drood? Una piccola enciclopedia narrata su Dickens e Collins? Un racconto gotico? Un giallo? Una descrizione colorita della Londra dickensiana? Una vicenda sentimentale di un amore/amicizia fra due scrittori, divisi fra donne, letture e libri? Drood vuole essere tutto questo, pure di più, eppure a pagina 415 non ha ancora deciso quale strada prediligere. Così costringe il lettore a mollare l'osso. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Chiara (23-11-2010) non riesco proprio a capire 1 come voto....certo può piacere o meno, ma il minimo è davvero esagerato....per quanto mi riguarda ho assaporato le stesse atmosfere dickensiane condite da uno stile impeccabile, il ritmo serrato a avvincente dei gialli per eccellenza, al di là che possa essere considerato tale.
Non è facile resistere a tante pagine con la costante voglia di svelare i misteri racchiusi tra un capitolo e l'altro fino alla fine....per me è il massimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gabri (04-11-2010) Drood non è un giallo, Simmons non è un giallista, ed è perfettamente a conoscenza delle irraggiungibili vette letterarie raggiunte da Conan Doyle nelle storie di S.Holmes.
Drood parla della totale decostruzione psicologica di Wilkie Collins, romanziere amico di Dickens, provocata da una corrosiva invidia nei confronti dell'autore di 'David Copperfield' e acuita dall'abuso di laudano e oppio.
Lo stile è semplicemente quello di Simmons; elegante e particolareggiato.
Non ci sono decine di morti ammazzati, non ci sono centinaia di scene d'azione vertiginosa,
c'è solamente tanto Dan Simmons!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matteo sanguearena@yahoo.it (28-09-2010) Che dire... a Dean Simmons piace sicuramente scrivere ma non sempre avere un libro che supera le ottocento pagine vuol dire avere nelle mani un tesoro, la storia non è affatto originale o meglio lo poteva anche essere ma il nostro avrebbe dovuto farcirla con più scene che non ti facciano addormentare, la descrizione di Londra fine secolo e dei personaggi ti rimanda ai romanzi di S.Holmes... e sto facendo davvero fatica nel concluderlo...spero che la fine sia meglio delle pagine che ho letto fino ad oggi...speravo cmq in qualchecosa di meglio....La scomparsa dell'erebus aveva attecchito meglio nella mia tesa. Resta ovvio che se volete un bel romanzo/racconti fatti bene leggete tutte le storie di Holmes.....è meglio....e sono anche più originali. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
G Fort (18-09-2010) Uno dei peggiori romanzi letti negli ultimi anni. Patetico lo stile, reso con una traduzione che cerca di rattoppare la sfilacciata andatura del romanzo. Fortemente sconsigliato. Meglio leggere Dickens o Collins, veri scrittori a differenza di Simmons.
Leggete altro, salvatevi... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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