|
|  |
Leonetti Franco - Linea d'ossigeno |
Una vita che non soddisfa, una fidanzata non più amata, la famiglia che non riconosce i meriti. Una situazione che fa venire voglia di mollare tutto e scappare in qualche isola dove sia sempre estate, girare per locali notturni e incontrare persone di ogni genere: questa la storia del protagonista. Parte per Ibiza, dove incontra vecchi e nuovi amici, assapora relazioni brevi ma intense, si reinventa animatore-deejay in un villaggio e proprio grazie alla sua passione per la musica incontra chi può dargli una seconda chance di vivere la vita che avrebbe voluto. Il filo conduttore è la presa di coscienza di una crisi e la reazione del proprio orgoglio a ritrovare il sapore vero delle emozioni, la conseguente crescita e maturazione, un'attenta analisi interiore attraverso quelle che sono le esperienze e il confronto con gli elementi che scandiscono il trascorrere del tempo. Un uomo che si rimette in gioco, una galleria di personaggi bizzarri e fuori dalle righe, un'isola dove tutto è possibile, un piccolo mondo all'interno di un grande mondo, una singola esistenza a specchiarsi in tante altre.
Miriam Mastrovito miriammas@alice.it (02-04-2009) Alex Santini si sente oppresso da una realtà che non lo soddisfa. Un lavoro poco gratificante, una relazione sentimentale sull’orlo del fallimento, un rapporto conflittuale con la famiglia, sono tutti elementi che sembrano privarlo di ossigeno. Decide perciò, di staccare la spina e partire per Ibiza alla ricerca di nuovi spiragli.
Una scelta che spiazza il lettore poiché Ibiza, per quel che rappresenta nell’immaginario collettivo, non sembra essere il luogo più consono allo scopo.
L’autore però, riserva una svolta inattesa. Andando avanti nella lettura, si scopre che la meta è puramente indicativa perché il vero viaggio, Alex sta per compierlo dentro se stesso.
Chiuso nella sua stanza d’albergo o solo tra la folla, egli ripercorre le tappe fondamentali della sua esistenza. Questo processo di autoanalisi, unito ad alcune esperienze vissute nell’arco della “vacanza”, lo aiuterà a ritrovare la fiducia in se stesso, a comprendere che la vera linea di ossigeno va ricercata proprio dentro di sé.
Man mano che la narrazione procede, il romanzo assume quasi una struttura a scatole cinesi. I numerosi flashback e le riflessioni del protagonista, infatti, assumo la connotazione di microstorie nella storia.
Reminiscenze d’infanzia, racconti di altri viaggi, digressioni sulla storia o su fenomeni di costume, tracciano le linee di un ritratto socio-culturale di ampio respiro.
Interessanti e realistici i personaggi, tanto credibili da risultare vivi e da suscitare simpatie o antipatie in chi legge.
Tra i vari attori, la musica, indiscussa protagonista nelle sue molteplici sfaccettature tanto che leggendo, si ha la sensazione di essere accompagnati da una colonna sonora di sottofondo.
Un romanzo sorprendente per la ricchezza di contenuti, ma anche per la qualità dello stile narrativo in cui linguaggio colto ed espressioni tipiche della lingua parlata si fondono in un intreccio tanto godibile quanto accattivante.
Voto: 5 / 5 |
| |