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Canin Ethan - Portami al di là del fiume | Okinawa, 1945. August Kleinman, soldato americano fuggito anni addietro dalla Germania nazista assieme alla madre, il cui motto "non fidarti dei consigli di nessuno" lo destinerà a un'esistenza coraggiosa e originale, uccide in maniera tutt'altro che eroica un giapponese. Trovata fra le sue cose una lettera, decide di portarla con sé: è indirizzata alla donna amata dal soldato nemico, sposata con un altro uomo da cui ha appena avuto un figlio. August Kleinman è oggi un vecchio imprenditore, burbero e arrogante ma dai grandi slanci e dalle improvvise generosità. Decide di tornare in Giappone a cercare quel bambino per chiudere i conti con il proprio passato. Troverà in lui qualcosa di imprevisto e scoprirà in sé una sensibilità più calda, una visione più complessa della storia e dell'amore. Ethan Canin ci offre con Portami al di là del fiume "un romanzo breve magnificamente modulato" (Los Angeles Times) sull'inimicizia e la conciliazione, sull'egoismo e la generosità, sulla possibilità di cambiare fino all'ultimo giorno della propria esistenza; un romanzo che s'insinua con dolcezza nella coscienza del lettore, arrivando a sondarne le più dolorose e luminose profondità.
Patroclo (15-11-2010) Canin ha imparato bene la lezione di Bellow e Roth e ci presenta un personaggio (che guarda caso di nome fa Augie) che sembra uscire diretto dalle opere dei due sommi della letteratura ebreo-statunitense; ciò che stupisce è che un autore relativamente giovane possa aver sfiorato (solo sfiorato, certo) determinati abissi di rilfessione e disperazione per vite che se ne vanno e ricordi che rimangono o affiorano come ad esempio ha fatto Roth in Everyman, essendo però nella giusta età anagrafica. bel romanzo insomma seppur certo non originalissimo e autore da tenere d' occhio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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