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Morello Marco; Tecce Carlo - Contro i notai. Tutti i misteriosi privilegi della... |
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Titolo | Contro i notai. Tutti i misteriosi privilegi della casta più inviolabile e ricca d'Italia |
| Autore | Morello Marco; Tecce Carlo | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,78
(Prezzo di copertina € 11,50 Risparmio € 1,72)
|  | | Dati | 2012, 135 p., brossura |
| Editore | Ponte alle Grazie
(collana Inchieste) |
| | Disponibile anche in ebook a € 8,99 | Nella promozione Ponte alle Grazie fino al 11 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un privilegio non segue le leggi della natura: si crea ma non si distrugge, nemmeno si trasforma. Rimane immutabile nel tempo, si chiude a riccio per difendersi meglio da chi lo attacca. I notai sono così: una casta ricca e inviolabile, uno strano ibrido incompiuto tra liberi professionisti e pubblici ufficiali, con i vantaggi degli uni e i benefici degli altri. Una corporazione insomma, un mestiere di riti, di tradizione portata all'eccesso perché la tradizione contiene e l'innovazione non conviene. Così, nell'era di internet, un atto costa ancora migliaia di euro e la corsa al ribasso è impossibile: le tariffe le fissa la legge e la concorrenza è bandita. Questa inchiesta, senza precedenti per ampiezza e livello di analisi del settore, tenta di forzare quella porta per capire cosa nasconde, per vedere quante mandate ha la serratura e soprattutto chi ne tiene le chiavi. Tornando indietro, per scoprire dove e quando tutto è cominciato, come e perché; andando fuori, in Europa, negli Stati Uniti e ancora più lontano, per dare conto di cosa succede altrove; cercando dentro, raccontando raggiri, scappatoie, concorsi bugiardi, scandali clamorosi e altri fatti dimenticati; guardando avanti, per prevedere se durerà. Soprattutto, per suggerire un modo sensato perché non duri.
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.85 / 5Matteo (14-05-2012) Libro coraggioso che non dice nulla di nuovo a chi già conosce l'argomento ma che ha il merito di presentare in modo organico e chiaro tutte le "stranezze" e le peculiarità del modo in cui la professione notarile è gestita ed interpretata in Italia. Il tutto mettendoci nome, cognome e faccia, il che non è poco. Certo, leggendolo si capisce che gli autori si sono "trattenuti" dal rivelare tutto ciò che hanno scoperto onde evitare guai giudiziari con la potentissima casta, ma se si legge tra le righe si capisce molto di più di quel che è scritto. Dalla legge notarile risalente ad un secolo fa e mai aggiornata alle stranezze di un concorso dalla trasparenza per lo meno dubbia, dal business delle scuole notarili tenute da chi ha appena passato il concorso (senza esercitare la professione per nemmeno un giorno) alla "misteriorsa" mancata copertura di tutte le sedi previste dalla pianta organica del ministero, nulla viene taciuto. Un grande libro che contribuisce a rendere il nostro paese un po' più civile.
E le reazioni dei notai qua presenti stanno a dimostrare che questo libro ha colto nel segno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Riccardo Stasi (19-02-2012) Finalmente un libro che dice la verità: i notai costano un sacco di soldi e non si capisce perché. Lo sapevo già, ma le storie che ho letto qui dentro e le ragioni che spiegano certi privilegi storici mi fanno pensare ancora di più. Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Cardacci (19-02-2012) Il libro è veramente interessante e si lascia leggere bene. Apre un dibattito su un tema su cui in Italia si dibatte poco. Pone delle domande interessanti e, paradossalmente, non suggerisce di abolire i notai, ma solo di eliminare tanti privilegi che hanno da decenni. A indignarsi, temo, siano solo i notai che a questi privilegi non vogliono rinunciare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gherardo (17-02-2012) Libro prettamente ideologico e basato sui luoghi comuni. Manca un' analisi seria e tecnica del fenomeno che ci si aspetterebbe da chi scrive un libro( sia pur critico) su un determinato argomento. Come la prima recensione( degli autori?): sembra solo uno spot pubblicitario e da una fotografia del libro: molti spot, pochi contenuti(seri) Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ECLETTICO (16-02-2012) Il libro presenta innumerevoli errori di ogni tipo.Molti figli di operai sono diventati notai, questo non lo dice: il concorso, selettivo per eccellenza, consente a chi è figlio della plebe di riscattarsi socialmente, se si è veramente bravi.
Quanto alle origini: errori anche qui, il notariato, quello come il nostro, non quello americano (ma poi cosa vuol dire americano nella mente di Tecce???) era conosciuto già ai sumeri...e pare che quelle civiltà abbiano fatto progressi, per lo meno inventarono quella scrittura che ora Tecce usa inopinatamente.
Libro da non acquistare, disinformazione allo stato puro Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Roberto Borri (16-02-2012) Libro ricco di spunti di riflessione. A senso unico, purtroppo. Penalizzato dalla mancanza di una serena analisi su questa millenaria professione. Che casta sarà mai quella in cui, caso unico nel panorama delle professioni, solo il 17,8% dei suoi appartenenti è figlio di notaio? Quella in cui l'accesso non si eredita ma si conquista con un severo concorso? Il testo non offre con imparzialità l'avvincente confronto, in termini di costi per la collettività, tra l'attività di prevenzione notarile del civil law e quella di cura, costosa, del common law. Forse meritavano una più incisiva riflessione il dato che segnala la presenza dei notai (di tipo italiano) in ben 81 paesi del mondo (Cina ed ex stati comunisti inclusi) e le conclusioni del libro Finanza Shock, scritto dal più grande economista americano, Robert Shilder, in tema di quelle frodi d'identità e d'ipoteca che hanno generato i ben noti scandali finanziari di questi anni. Certo, nella maggior parte degli stati u.s.a. il notaio non c'è: ma perché gli autori non si son chiesti come mai il Presidente Obama sta pensando seriamente di istituirlo sotto la guida e l'istruzione dei notai italiani? Sono dati che non dovevano essere sottovalutati in una indagine che si propone di essere seria e profonda.
Roberto Borri, notaio, senza parenti notai. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Diceopoli (15-02-2012) L'impressione è che gli autori non si siano adeguatamente informati, limitandosi a raccogliere luoghi comuni e pettegolezzi sui notai. Il libro contiene degli strafalcioni imperdonabili: confonde i distretti notarili con le sedi; paragona i notai italiani con i public notaries americani, che tutto sono tranne che notai; e via dicendo. Davvero soldi buttati via. Sconsigliabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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