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Onfray Michel - Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane |
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Titolo | Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane |
| Autore | Onfray Michel | Prezzo Sconto 15%
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€ 18,70
(Prezzo di copertina € 22,00 Risparmio € 3,30)
|  | | Dati | 2011, 482 p., brossura | | Traduttore | De Paola G. |
| Editore | Ponte alle Grazie
(collana Saggi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 15,99 | Nella promozione Ponte alle Grazie fino al 11 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Michel Onfray, coerente con sé stesso, prende di mira in questo libro una religione che, ancor più dei monoteismi del suo "Trattato di ateologia", sembra dover ancora avere vita lunga e felice. Questa religione è la psicoanalisi, e più in particolare il freudismo. L'idea di Onfray è semplice e radicale: Freud ha tentato di costruire una scienza e non vi è riuscito; ha voluto provare che l'inconscio ha le sue leggi, la sua logica intrinseca, può essere studiato mediante protocolli che riteneva scientifici, e tuttavia ha mentito, per potersi fregiare degli emblemi della scientificità. Tutto ciò merita una controinchiesta: ed è l'obiettivo che Onfray si pone. Con il rigore e la pazienza di un archivista, riprende daccapo in mano i testi sacri della nuova Chiesa. E senza timore dello stigma che si sarebbe senz'altro procurato, li mette a confronto con le testimonianze e ne esamina le contraddizioni. Il bilancio è terribile: la psicoanalisi è un'appendice della psicologia, della letteratura, della filosofia, ma non può assolutamente aspirare allo statuto di scienza "dura". Accolto in Francia da un enorme successo di pubblico - che si avvia a superare quello del "Trattato di ateologia" - e un'ondata di critiche feroci, "Crepuscolo di un idolo" è Onfray al suo meglio: un pensatore che della decostruzione di grandi miti del nostro (e di ogni) tempo fa una battaglia per la libera ricerca della felicità terrena.
Media Voto: 3.66 / 5Letizia Lrc@wanadoo.fr (25-05-2011) Un libro imperdibile. Contrariamente al commento di Patrizio, il libro è documentato sulla base di 10.000 pagine di letteratura studiata da Onfray, di cui gran parte scritta proprio da Freud. La bibliografia è enorme. Almeno la metà degli scritti di Freud sono ancora coperti da segreto, a cura della sua discendenza. La cosa è sospetta per un uomo che pur avendo lasciato un contributo rilevante alla psicoanalisi, non solo non l'ha fondata (fu Breuer), ma quando ha deciso di farne una scienza, non ha dato nessun contributo né empirico, né tanto meno scientifico alla sua dottrina. Illuminanti sono i carteggi con il collega Fliess, in cui Freud confessa gli insuccessi e i reali bisogni (economici, di prestigio, narcisistici) che lo spingevano a proseguire sulla strada di una terapia insulsa e che non dava frutti. Onfray dichiara onestamente lo scopo del suo lavoro: provare che la dottrina di Freud non ha nulla di scientifico e che dovrebbe pertanto attenere alla teoria filosofica, contrariamente a quanto Freud ha preteso. Quest'ultimo ha rinnegato energicamente lo status di pensatore e tentato con ogni mezzo di propalare la sua merce come scienza. Il libro smonta senza possibilità di contraddizione ogni evidenza scientifica del lavoro freudiano. Non è complicato, visto che la scienza si basa su criteri quali oggettivazione, ripetibilità, affidabilità, prova. Freud non ha mai ottenuto un solo risultato e purtroppo gli esiti dei suoi pazienti furono catastrofici, neanche « solo » inutili. Le riflessioni sono d'obbligo, e queste sono le mie: la patologizzazione dell'umore e del comportamento al solo scopo di farne un sistema di lucro, ma anche di controllo. Onfray si chiede, e me lo chiedo anch'io, come si possa chiamare terapia qualcosa che dura 10, 20 o 30 anni. I malati psichiatrici ovviamente esistono, ma Freud non ne ha salvato uno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizio (18-05-2011) E' un'opera sgradevole, tipica dei nostri tempi in cui il fare cultura, scienza, si è pericolosamente mischiato al chiacchiericcio, al sensazionalismo, al gossip. Il classico libro scritto da chi non ha mai fatto esperienza di psicoanalisi. Smantellare un'opera come quella di Freud, significherebbe, a conti fatti, proporre un modello alternativo, più efficacie, diversamente costruito. Contrariamente Onfray non propone niente, ma scava nella vita di Freud per mostrarci un uomo non all'altezza della sua fama. Vuole farci vedere il classico Freud inedito come se si trattasse di una rock star o di un attore. E' un volume patetico e senza alcun rigore, appositamente costruito per fare "cassa" e per costruirsi un nome. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Carlo M. (18-04-2011) Ho letto in gioventù molte opere di Freud, che negli anni sessanta del secolo scorso veniva considerato una specie di mostro sacro, la cui opera innovativa aveva aperto nuovi orizzonti alla psicologia.
Mi era sembrato un bravo narratore di favole, creatore di una specie di mitologia psicologica (un bugiardo matricolato, per dirla tutta).
Dopo quarant'anni ho letto LA SCOPERTA DELL'INCONSCIO di Henri Ellenberger, FREUD E I SUOI SEGUACI di Paul Roazen, LES MENSONGES FREUDIENS di Jacque Bénesteau e infine questo volume di Onfray.
Mi son così reso conto che il bravo Sigmund era non solo un bugiardo, ma anche un furfante e perfino un pessimo medico, responsabile della morte di tre sue pazienti, che lui curava come isteriche, ma che in raltà soffrivano di gravi patologie fisiche.
E'un libro da leggere assolutamente, per rendersi conto di come vengono creati i miti, peraltro duri a morire. E pensare che c'è ancora gente che va dallo psicanalista (e paga lauti onorari per farsi vendere aria fritta)... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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