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Nothomb Amélie - Causa di forza maggiore |
Nell'esistenza di un individuo assolutamente normale irrompe l'imprevisto: uno sconosciuto sceso da una Jaguar suona alla porta di casa, chiede di fare una telefonata e viene colpito da infarto appena composto il numero. Un segno del destino? Un complotto? Una sfida? Baptiste Bordave non sta a porsi troppe domande e, ispirato anche da una vaga somiglianza con il defunto, si impadronisce dei documenti, dei soldi, della macchina e cambia vita per sempre. Romanzo d'amore? Storia di spionaggio? Manuale per estremisti dello champagne? Ancora una volta Amélie Nothomb sovverte tutte le regole del gioco letterario, e affascina i lettori con una vicenda avvincente ed eccentrica, in cui il culto per le bollicine dorate ha un ruolo fondamentale. A chi potrebbe interessare una serie di consigli pratici per disfarsi del cadavere di un uomo morto accidentalmente nel proprio salotto? Certamente a nessuno, men che meno a Baptiste, un uomo normale, un anonimo impiegato, che guarda sgomento il suo commensale, conosciuto per caso durante una cena, mentre gli consiglia caldamente, in caso appunto di decesso inaspettato, di evitare assolutamente la polizia o l’ambulanza, e di chiamare subito un taxi, se non vuole essere sospettato di omicidio.
Una conversazione che sfiora l’assurdo. Lo sfiora, appunto, visto che a poche ore di distanza uno sconosciuto suona alla porta di Baptiste Bordave, chiedendo di poter fare una telefonata e subito dopo cade ai suoi piedi stroncato da un infarto. Che fare? Chiamare un’ambulanza, oppure la polizia, o non sarebbe meglio, forse, chiamare un taxi?…
Davvero una strana coincidenza. Poche ore prima qualcuno gli suggerisce tutto quello che bisognerebbe fare in una circostanza simile, e poi tutto succede realmente. Forse quell’uomo sapeva cosa gli sarebbe successo da lì a poco, forse è stato lui ad architettare la finta panne, la telefonata, il malore. Mentre mille dubbi si insinuano nella sua mente, Baptiste si immerge nel suo nuovo ruolo di investigatore e scopre che l’uomo supino sul pavimento di casa sua è un cittadino svedese, Olaf Sildur, di trentanove anni. Ha indosso i documenti e mille euro in contanti, vive a Versailles e guida una Porsche. Un uomo ricco, alto, moro e corpulento che, a pensarci bene, gli somiglia un po’; una persona che, se venisse trovata nel suo salotto tra sei mesi, potrebbe facilmente essere scambiata per lui.
Allora perché non rischiare? Perché non cogliere l’occasione per cambiare vita, lasciare il monotono lavoro d’ufficio e andare via con una nuova identità, con i soldi e la macchina di questo sconosciuto, magari entrare nella villa di Versailles dove vive con una meravigliosa giovane donna, e condurre la vita di ozio e piaceri che ha sempre desiderato? Forse perché sarebbe assurdo, surreale. Forse perché nella vita della gente comune queste cose non succedono. Ma se il corpulento svedese fosse un agente segreto, e se il suo capo lo avesse indirizzato nella sua casa solo per reclutare una nuova spia in grado di prendere il suo posto? Allora molte coincidenze si spiegherebbero, allora la vicenda non sarebbe poi così assurda.
È questa linea sottile che separa l’impossibile dal probabile, è questo gioco di specchi deformanti la caratteristica di ogni romanzo di Amélie Nothomb. Che si tratti dei libri ispirati alla sua vicenda autobiografica, o come in questo caso, di racconti di fantasia, in ogni caso l’elemento onirico pervade ogni opera di questa brillante autrice belga. La sua scrittura è fresca, dissacrante, i dialoghi snelli, il fraseggio rapido, quasi cinematografico, una scrittura godibilissima che però non tralascia una serie di considerazioni colte sul mondo dell’arte, sul cibo e sull’esistenza borghese. La trama anche in questo caso ricalca una casualità che sfiora l’assurdo senza mai interrompere il patto di verosimiglianza con il lettore, che continua a pensare, fino alla fine, “forse, sì, potrebbe succedere”.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
12 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5marco magicmatit@yahoo.it (01-09-2009) semplicemente geniale!
La Nothombe riesce con maestria a costruire e reggere una storia che è assurda e fantastica, ma con delle immagini e delle pagine che escono fuori prepotenti, vivide e bellissime.
Per gli amanti dello champagne poi è assolutamente da non perdere.
Lo consiglio Voto: 5 / 5 |
Pierpaolo (01-07-2009) L'idea iniziale del libro è geniale, degnia dei migliori romanzi della Nothomb. Poi però a mano a mano che si sfogliano le pagine la carica iniziale si perde e si giunge ad un finale quasi buttato li....tanto per chiudere. Lo stile mantiene la leggerezza ma perde totalmente la "cattiveria" tipica dell'autrice. Voto: 2 / 5 |
Kate (19-06-2009) Libro interessante. Offre spunti infiniti alla fantasia che non tutti possono cogliere. Lei ha una finezza ed un'audacia nello scrivere favolosa. Grintoso l'argomento, forse poco approfondito alla fine ma credo che la scelta sia voluta per dare maggior sfogo alla fantasia del lettore. Scrittura scorrevole e vivace. Brava Amélie!! Voto: 5 / 5 |
Francesca (06-06-2009) D'accordissimo con chi ha dato il voto così basso.
Dove sei finita Amelie!?!?????????????
Forse ti si persa tra i doveri editoriali???
Spero nel prossimo. Voto: 1 / 5 |
rosario rosario_nucifora@hotmail.com (03-06-2009) concordo con biscotto1951: c'è di meglio al mondo e la nothomb ha scritto altro che vale la pena di approfondire. nessuno ci restituisce indietro il tempo speso per leggere un libro, nè ci sogneremmo mai di dire no ad un buon libro... ma questo? senza senso, senza sangue nelle vene. dov'è finita la sana cattiveria de "le catilinarie" o di "acido solforico"? mah.... Voto: 1 / 5 |
dado (15-05-2009) primo libro che leggo della nothomb. una piacevole sorpresa: si legge d'un fiato, scritto bene, storia divertente e intrigante il giusto
Voto: 4 / 5 |
biscotto1951 rosebud29@libero.it (21-04-2009) Ciofecata solenne. Cosa c'entri poi il titolo con una storia così bislacca, assurda e sconclusionata, è una cosa che va al di là della mia intelligenza. 1/5 è già un voto troppo alto. Non sciupate un'ora della vostra breve vita per una scamorza simile, quando al mondo ci sono libri di ben altro valore. Voto: 1 / 5 |
alexia (18-04-2009) Adoro i libri di questa scrittrice e anche quest'ultimo si rivela avvincente e ti avvolge fino all'ultima pagina nel suo vortice onirico. Consiglio vivamente ai lettori del genere! Voto: 4 / 5 |
mara (10-03-2009) già, "piacevolmente sconclusionato" è una qualificazione che calza a pennello. si viene catapuntati in una storia ke si suppone verrà chiarificata, in una serie di dialoghi sapientemente focalizzati su paure, incertezze o semplicemente simpatici confronti. il tutto è inserito in un contesto inverosimile, di cui la visione dello champagne risulta l'emblema. ho avuto anch'io voglia di quella polvere di diamanti in calici ancora coperti di brina. nn si sa mai cosa aspettarsi qnd si apre un libro della nothomb... Voto: 4 / 5 |
Silvia (10-03-2009) Sono una grande fan della Nothomb e avevo letto ad agosto questo romanzo in lingua originale. L'idea è molto originale e la narrazione promette bene inizialmente per poi delidere le aspettative. Peccato... Lo stile comunque è sempre perfetto. Voto: 3 / 5 |
Lorena (09-03-2009) Si legge velocemente: interessante l'idea. Tre ore per leggerlo e cinque minuti per dimenticarlo. Voto: 2 / 5 |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (20-02-2009) Piacevolmente sconclusionato, "Causa di forza maggiore", con i dialoghi serrati e le preziose pillole di savoir vivre, ci proietta in un'esistenza lussuosa e satura di nulla, effervescente come lo champagne che in questo romanzo si consuma a ettolitri. Tutte le congetture del protagonista per giustificare la sua prodigiosa condizione si arenano di fronte a questo sublime trionfo del vacuo e dell'effimero Voto: 4 / 5 |
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