|
|  |
Milano è una cozza. Storie di trasformazioni | Milano, una città dura, difficile da amare, una città meravigliosa ma dalle meraviglie nascoste, che si espande ben oltre i confini delle proprie cerchie acquatiche e murarie, comunali e provinciali. Una città che per troppo tempo, forse, ha rinunciato a raccontarsi e oggi paga il prezzo del proprio silenzio. "Milano è una cozza" è una galleria di storie di metamorfosi in corso. Raccoglie il racconto plurale, infinitesimale, della città e del suo territorio, dall'interno delle biografie, partendo cioè dalla ferita, o dai desideri, o dai sogni che i cambiamenti sociali, economici e culturali determinano in persone che per una scommessa si sono trasformate in narratori, titolari di concessionarie automobilistiche, rappresentanti di prodotti farmaceutici, impiegati di banca, donne di casa oppure semplici studenti - non aspiranti scrittori - dei corsi di Etnografia narrativa tenuti da Luca Doninelli presso la Facoltà di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la scuola di scrittura Flannery O' Connor del Centro Culturale di Milano si cimentano con il lato irrinunciabile di ogni ricerca sociale: la narrazione.
Media Voto: 5 / 5marina fumagalli (19-05-2010) Mi ha incuriosito il titolo trovato in feltrinelli, per caso coem spsso accade in libreria. Straordinario, fanno scrivere anche i 'non autori', persone che hanno cercato e vivono situazioni di vita dell acittà che in raltà valgon oper tutti. certo Doninelli è bravo, i suoi tre scritti sono irripetibili ma ad esempio quel greco che dà il titolo col suo scritto creativo milano è un acozza (città brutta ma anche buona..!) è un furioso! veramente un "terone" che vale più di cento altri autori affermati. Non perderlo questo libro, fa Milano meno triste e te la mostra traboccante di vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Ghidoli stefanog36@hotmail.com (19-05-2010) Mi accosto scettico: il titolo e la misteriosa "Etnografia narrativa" spiegata(!)da Sapelli non mi convincono del tutto, ma do' fiducia a Doninelli. Peggio per me, faccio le tre di mattino perchè non riesco più a staccarmi dal libretto e dalla levità seria e commossa con la quale i narratori ti regalano per un po' i propri occhi per imparare a vedere ciò che forse hai solo guardato mille volte. Aspetto i successivi quattro volumi, con l'ansia di sapere se sapranno sempre volare così in alto sul cielo di Milano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
| |