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Parrini Paolo - Il valore della verità | Che cos'è la verità? Attraverso il confronto teorico con alcune delle principali declinazioni contemporanee di questo concetto, da Kant e dalla tradizione neokantiana al realismo metafisico, dal convenzionalismo a Heidegger e al relativismo radicale, emerge un'idea della verità come categoria valoriale unitaria e vuota di contenuto, primitiva e dunque indefinibile. La verità non è il rispecchiamento di una fantomatica "realtà in sé", ma un compito, un ideale regolativo che orienta i nostri sforzi conoscitivi volti alla conquista di piani sempre più ampi e comprensivi di oggettività, per mezzo di un'incessante unificazione razionale dell'esperienza. La concezione della razionalità, in cui questa nozione di verità si inquadra, contesta la contrapposizione heideggeriana fra pensiero (filosofico) e ragione (scientifica) e assottiglia la tradizionale distinzione fra scienze umane e scienze naturali. Poiché esclude ogni forma di fondazionalismo, che facilmente degenera nelle concezioni fondamentaliste di chi crede nell'esistenza di soggetti epistemici privilegiati, unici interpreti autorizzati della verità, l'autore indaga i legami tra ricerca del sapere e società democratica, le ragioni che militano in favore della più ampia libertà di opinione, del pluralismo delle idee e dell'informazione.
vitaliano.bacchi vitaliano.bacchi@tiscali.it (26-03-2012) Se si sfogliano le riviste di sistemi intelligenti si scopre che gli autori sono quasi tutti filosofi. Una disciplina, quindi, che negli anni ottanta pareva destinata al reliquiario, oggi è l'avanguardia della ricerca scientifica, perchè la teoria dei sistemi è il punto più avanzato della ricerca cibernetica, cognitiva e della I.A. Che cosa è cambiato? Il fatto che in filosofia, anzichè arrendersi all'ostracismo antimetafisico empirista, ci sono stati autori come Parrini che hanno creduto nella attualità della metafisica ed hanno insistito in saggistica gnoseologica che ha finito per fondare in senso epistemico la teoria dei sistemi. Quest'opera ne è un esempio: tratta della verità perchè la filosofia non ha altro oggetto e ne fonda magistralmente le categorie gnoseologiche assiomatiche, postulando il carattere razionale metafisico e mai empirico della verità. La verità non si vede nè si percepisce; si capisce. Un evento intelligente, non di esperienza. Una teoria razionale, non empirica e in questo senso il postulato di Parrini è conferente: la verità è una regola, non una esperienza. Se vedo una auto bianca, non dico la verità riferendo che l'auto che vedo è bianca. Dico la verità dicendo che osservo la regola di riferire quello che vedo, adempiendo quindi una regola, non facendo una descrizione pittorica. La teoria ha implicazioni universali, ma la più importante è quella giudiziaria perchè qui la verità è la funzione stessa del processo. La teoria di Parrini qui insegna a valutare una testimonianza non per quel che il teste ha riferito, ma in funzione della sua osservanza della regula che costituisce il rito del giuramento che gli è deferito. Noto l'assioma di Parrini, è vera la testimonianza Z del terrorista pentito che indica l'autore dell'attentato perchè lo dice sotto giuramento, o è verà perchè il sistema (il campo) strutturato della informazione giudiziaria in cui si iscrive la rende razionale? La verità si iscrive nella logica, non nella sincerità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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